Destinazione
Reggio Calabria

Monumento alla Bagnarota a Reggio Calabria

Antesignana figura femminile



Monumento alla Bagnarota

Recensito da: Pro Loco Bagnara

Votazione:

Bagnara Calabra ha dedicato un monumento a questa figura femminile. L’associazione Turistica Pro Loco, nella figura del suo presidente Luigi Oriana, si è fatta promotorice di una petizione popolare; con la raccolta di 1000 firme l’amministrazione fa sua questa volotà e insieme alla Pro Loco fa erigere, in Piazza Marconi, un monumento dedicato alla Bagnarota.
Della statua in bronzo difficile è non notare la grandezza delle mani e dei piedi. Secondo Giulia Pistolesi, poetessa del luogo, essa è simbolo della forza e del lavoro svolto nel passato dalle donne di Bagnara. Il calco della statua è conservato presso il museo di Bagnara “Angelo Versace”.
L’inaugurazione avviene il 9 Luglio del 1997. Alla presenza di moltissimi cittadini il sindaco taglia il fatidico nastro; presenti lo scultore Silvio Amelio.
Questa figura, tanto decantata da poeti del passato e del presente, omaggiata dalle più variegate poesie a lei dedicate, trova il maggior riconoscimento l’8 marzo 2003 all’Università La Sapienza di Roma.

La Bagnarota
La Bagnarota, indicante in linguaggio dialettale la donna proveniente da Bagnara, è oggi sinonimo, nel territorio calabro, di donna scaltra e intelligente, bella d’aspetto, composta nei movimenti, con facilità di calcolo e parlata vivacemente sonora, a volte ai margini della decenza.
Il significato del termine è legato ai tanti viandanti, giornalisti, scrittori, pittori e fotografi che, nel corso degli anni, hanno reso celebri, sino a diventarne mito, le abitanti di questa cittadina, situata sulla costa tirrenica tra Palmi e Scilla, sede dell’Abbazia Nullius dal 1085, famosa per le attività artigianali e la Pesca del Pescespada.
Ben lontana dai movimenti di rivendicazione femminile sviluppatisi intorno al 1968, diversa nello spirito e nello stile di vita dalle conterranee dei paesi limitrofi, la Bagnarota può essere considerata antesignana delle donne moderne.
Già nel 1700, mentre il lavoro femminile si concentra principalmente nel settore tessile e agricolo, nel rispetto del tradizionale ruolo di moglie-madre della donna, troviamo la Bagnarota dedita alla produzione interna bagnarese. Il suo ruolo principale era quello di trasportare, dalle colline o dal mare al centro del paese o ai luoghi di produzione e da quest’ultima sede alle navi da trasporto, prodotti agricoli e artigianali, legname e pesce. Nel tempo si è poi affermata come abile commerciante, percorrendo decine di chilometri a piedi nudi per raggiungere i paesi vicini di Santa Eufemia d’Aspromonte, Sinopoli, Delianova, Cosoleto, Scido, Santa Cristina.

Ancor oggi, passeggiando per le strade, è possibile incontrare qualche Bagnarota che con sacrificio si dedicata alle attività tradizionali.

Categoria: Attrazioni


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