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Prato

Guida turistica Prato

Informazioni generali sul comune di Prato: origini, storia e attualità



Storia e Turismo Prato

Prato, la terza città del Centro Italia per numero di abitanti (185.091 al 31/12/2008), è situata nella parte settentrionale della Toscana, presso lo sbocco della valle del Bisenzio e ai piedi del monte della Retaia; è capoluogo di provincia dal 1992 ed è sede vescovile. Il comune ha un'estensione di circa 100 km² e una densità di 1.896,62 ab./km².

La città si trova ad un'altitudine di 74 m. s.l.m. ed è posta tra Pistoia e Firenze. L'altitudine minima è di 32 metri, mentre la massima è di 818 metri, registrati sulla cima di Cantagrilli, monte appartenente alla catena della Calvana. È attraversata dal fiume Bisenzio, uno dei principali affluenti dell'Arno. La città gode di un clima mite e temperato.

Abitata fin dal Paleolitico, l'area pratese assunse una notevole importanza sotto gli Etruschi. Fino ad alcuni anni fa non era chiaro se questa popolazione avesse avuto o meno un insediamento stabile presso Prato, ma nel 1997 il ritrovamento dei resti di una cittadina etrusca presso Gonfienti, al confine con il comune di Campi Bisenzio, ha dissipato questi dubbi; gli scavi effettuati, infatti, hanno dimostrato che l'insediamento era tutt'altro che piccolo, ma nessuno è stato in grado di chiarire le cause che portarono alla sua repentina decadenza alla fine del V secolo a.C. In età romana la zona venne probabilmente occupata da un accampamento militare chiamato Pagus Cornius e non ebbe grande importanza, anche se gli storici hanno collocato nei pressi dell'antica città etrusca la Mansione ad Solaria della antica Via Cassia, riportata nella celebre Tavola Peutingeriana.

Dopo le dominazioni bizantine e longobarde nell'Alto Medioevo, la città vera e propria iniziò a svilupparsi a partire dal XI secolo, quando i due villaggi distinti di Borgo al Cornio e Castrum Prati si fusero sotto l'egida degli Alberti, signori del secondo insediamento, che ottennero subito dopo l'investitura imperiale di conti di Prato. Il vasto feudo albertino, che seppur frammentato si estendeva dalla Maremma all'Appennino bolognese, si sgretolò nel 1107, dopo che le truppe della Marchesa di Canossa conquistarono Prato al termine di un lungo assedio; i Conti si ritirarono nei loro castelli della Val di Bisenzio e la città divenne un Libero Comune. Nel 1326 i pratesi si sottomisero alla Signoria di Roberto d'Angiò, re di Napoli, pensando così di potersi sottrarre alle mire espansionistiche di Firenze. Il 23 febbraio 1351, però, Giovanna d'Angiò vendette la città a Firenze per 17500 fiorini d'oro, segnando di fatto l'inizio del suo declino.

Nonostante il periodo di relativo sviluppo sotto i fiorentini, infatti, la città dovette subire nel 1521 le conseguenze della guerra della Lega Santa contro la Repubblica di Firenze: assediata dalle truppe spagnole, Prato cadde il 2 agosto del 1512, venne devastata e pagò un altissimo tributo in termini di vite umane. L'episodio, denominato in seguito Sacco di Prato, portò ad una lunga decadenza che durò fino al XVIII secolo, quando la città conobbe la rinascita grazie all'illuminato dominio dei Lorena sulla Toscana.

Dopo l'Unità d'Italia si ebbe una fortissima industrializzazione (soprattutto nel settore tessile) e cominciò un'incredibile crescita demografica, che fece uscire la città dalla cerchia di mura trecentesche e la portò ad inglobare pian piano i borghi circostanti, con la popolazione cittadina passata dai 50.000 abitanti del 1901 agli oltre 185.000 attuali. L'incremento demografico ed economico più imponente fu nel secondo dopoguerra quando, negli anni sessanta e settanta, una consistente immigrazione proveniente da tutte le regioni meriodionali fece raddopiare la popolazione residente, fornendo manodopera alla sempre più vitale industria tessile. A partire dagli anni '80 la città è stata mèta di una immigrazione cinese molto consistente, tanto da guadagnarsi il primato di città con la maggiore densità di immigrati per abitanti a livello europeo.

Il lavoro non ha però assorbito tutte le energie intellettuali della città, che oltre alla ricchezza del suo patrimonio storico-artistico offre notevoli e caratterizzate occasioni culturali che ne testimoniano la vivacità. Prato è inoltre una delle principali città italiane per quanto riguarda l'arte contemporanea, in quanto ospita numerose opere di artisti assai famosi e, soprattutto, il celebre Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, tra i maggiori in ambito nazionale ed europeo.

Dai primi anni '90 la città è sede di un importante polo universitario, con oltre 2000 studenti iscritti, denominato Polo universitario Città di Prato, nato dalla collaborazione tra l'Università degli studi di Firenze e una società consortile nata dalla collaborazione tra Enti locali (in primo luogo il Comune di Prato) e vari soggetti privati, il PIN, proprietaria dell'edificio (già sede del prestigioso Istituto Tullio Buzzi e ristrutturata per l'occasione) che ospita il polo. Presso di esso sono attivi alcuni corsi di studio facenti capo alle facoltà di Economia, Lettere e filosofia, Ingegneria, Medicina e chirurgia e Scienze politiche dell'ateneo fiorentino.

La principale festa cittadina è quella dell'8 settembre, giorno della natività della Madonna. Per rendere omaggio al Sacro Cingolo, reliquia considerata la cintura di Maria, ogni anno si svolge il Corteggio Storico, una sfilata in costume lungo le vie del centro a cui partecipano gli armati di Città, il Corpo dei Valletti Comunali e altre centinaia di figuranti provenienti da varie città d'Italia. La processione termina in Piazza del Duomo, dove si svolge l'evento più solenne della giornata, l'ostensione del Sacro Cingolo. Il programma della festa è arricchito da varie esibizioni che si tengono per tutta la giornata in vari punti del centro storico, tra le quali l'esibizione degli sbandieratori, la gara di tiro con l'arco, il mercato medievale con rievocazioni degli antichi mestieri e tradizioni, gli spettacoli musicali e i fuochi d'artificio.

Prato festeggia il suo Santo Patrono il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano.

Cap: 59100
Prefisso Telefonico: 65
Altezza: 0574

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Cosa dicono i viaggiatori

11/12/2011
Giudizio generale: 7
Non è una città d'arte, ma ha un centro storico piccolo ma molto carino con monumenti che risalgono al 120071300. Da vedere il Duomo con il Pulpito di Donatello e i vari scorci ella città

11/05/2012
Giudizio generale: 7
Gran bella città, peccato che le amministrazioni locali la stiano lasciando cadere in disgrazia...
Da non perdere:
piazza delle carceri
,
parco galceti
,

27/04/2011
Giudizio generale: 10
E' molto bella e vivace!

Anonimo
18/05/2012
Giudizio generale: 7
È bella come città

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