Destinazione
Torre Pellice

Comune di Torre Pellice

Informazioni generali su origini, storia e attualità di Torre Pellice



Storia e Turismo Torre Pellice

Il centro di Torre Pellice è a circa 516 metri sul livello del mare, ha 4.649 abitanti. Dista da Torino 51 chilometri Nel passato venne dominato dai Savoia, ma fin dal XII-XIII secolo vi si rifugiarono i Valdesi che ne fecero un loro centro nevralgico. Oggi è un centro industriale e di soggiorno sia estivo che invernale; la sua posizione è tra i due torrenti Angrogna e Pèllice e dominato dal molte Vandalino.


Cap: 10066
Prefisso: 0121
Altezza: 516


Cosa dicono i viaggiatori

19/06/2011
Giudizio generale: 8
Torre Pellice, centro religioso delle Chiese Evangeliche Valdesi, definita da Edmondo De Amicis “la Ginevra italiana”, sorge alla confluenza del torrente Angrogna con il Pellice, nel cuore di una valle ricca di storia, di tradizioni, di arte e di cultura. Conta 4555 abitanti e ha circa 1000 anni di storia. Luogo ideale per escursionisti e appassionati di montagna, che in poco tempo possono raggiungere i rifugi alpini e le vette circostanti, vanta anche una varia e apprezzata tradizione gastronomica. Ricca di musei, biblioteche, archivi storici, gallerie d’arte moderna, è secolare meta del turismo storico, religioso e culturale. Non mancano gli impianti sportivi e un palazzo del ghiaccio di recente costruzione. Torre Pellice ha infatti una lunga tradizione sportiva di hockey sul ghiaccio ed è stata scelta come sede di allenamento dell’area metropolitana alle Olimpiadi Invernali del 2006 e come sede di gare per i Mondiali Under 21 e le Universiadi di Torino 2007. Il “quartiere valdese”, costruito intorno a via Beckwith, comprende una serie di edifici storici. Procedendo dall’incrocio delle strade Beckwith, D’Azeglio e Pietro Valdo, sulla destra troviamo: ¦la Casa Valdese, costruita in occasione del duecentesimo anniversario del Glorioso rimpatrio, nel 1889, ha al piano terra l’aula sinodale dove ogni anno si riunisce in assemblea il Sinodo, massimo organo di governo della Chiesa. Di particolare interesse è l’affresco realizzato dal pittore Paolo Paschetto, autore dello stemma della Repubblica Italiana. Di fronte, la sala della biblioteca, oggi usata per conferenze pubbliche, e, al primo piano, gli uffici della Tavola valdese. Nel giardino un bassorilievo in bronzo, copia del monumento al colono valdese eretto a La Paz in Uruguay, ricorda che numerosi valdesi vivono oggi nel Sud America ¦Il Tempio Nuovo, progettato su iniziativa di Beckwith nel 1853 e inaugurato il 15 giugno del 1552, è in stile romanico,con tre navate, con abside e galleria e facciata caratterizzata da due campanili laterali. ¦Accanto al Tempio vi è la Casa pastorale costruita tra il 1859 e il 1861. ¦Le ex Case dei professori, cottage con giardinetto di chiara architettura anglosassone, residenze degli insegnanti del collegio valdese che svolsero un ruolo importante nella vita culturale di Torre e della Valle tutta. ¦Di fronte si trova la Casa Unionista che fu sede dell’UCDG (Unione cristiana delle giovani) che nell’ottocento svolse un’opera fondamentale di formazione culturale con l’organizzazione di conferenze e dibattiti ¦Accanto, scendendo per via Beckwuith, c’è un edificio progettato nel 1922 come orfanatrofio per i figli dei caduti nella guerra del 1915-18. Ristrutturato nel 1989 , in occasione del terzo centenario del Rimpatrio, ospita oggi gli uffici del Centro Culturale Valdese, il Museo storico, il Museo etnografico, l’Archivio storico e quello fotografico, nonché la Biblioteca e la sede della Società di studi valdesi, punti di riferimento per lo studio della storia valdese e del protestantesimo italiano. Il percorso espositivo dell’edificio comprende anche lacollezione permanente delle opere del pittore Paolo Paschetto e la collezione archeologica Ippolito. La Fondazione Centro Culturale Valdese e la Società di Studi Valdesi svolgono anche attività culturali ed editoriali. ¦Subito dopo si,trova il Collegio valdese, oggi liceo europeo ad indirizzo linguistico. Fu eretto nel 1832 su intervento del canonico Gilly per preparare i giovani valdesi destinati a proseguire i loro studi superiori all’estero.

27/04/2011
Giudizio generale: 9
Torre Pellice deve il nome alla torre edificata sulla collina, oggi detta del Forte, intorno all’anno Mille. La storia di Torre Pellice, dal XIII secolo feudo dei Rorenghi, un ramo della famiglia dei Conti di Luserna, è strettamente legata alle vicende della valle e del popolo valdese. Già agli inizi del XIII sec abbiamo testimonianza dell’esistenza in valle di numerose famiglie aderenti al movimento valdese, sorto in Francia nel XII secolo ad opera di Pietro Valdo. Con l’adesione dei Valdesi alla Riforma Protestante (1532), il territorio diviene luogo di scambi religiosi e culturali a livello europeo. Dal XVI al XIX secolo Torre è pesantemente colpita dalle persecuzioni antivaldesi. Particolarmente cruente quelle del 1655, ricordate come Pasque Piemontesi, quando le armate dei Savoia saccheggiano il paese (su 295 famiglie, 279 sono valdesi) e quelle del 1686 dopo la firma, da parte del duca Vittorio Amedeo II, dell'editto di Fontainebleu (a seguito della revoca dell'Editto di Nantes); il duca impone l'espatrio o il massacro: i seguaci di Valdo decidono di restare e organizzano la difesa (21 aprile - 15 maggio) contro 8500 soldati savoiardi e francesi. A settembre i Savoia sono costretti a scendere a patti con i ribelli concedendo l’espatrio in Svizzera. Ma il desiderio dei Valdei è quello di tornare nelle Valli; “Il Glorioso rimpatrio” avviene tra il 1689 e il 1690, grazie al pastore Enrico Arnaud. Nella seconda metà del XVIII secolo ha inizio il processo di industrializzazione. Sotto il dominio napoleonico cessa ogni forma di discriminazione religiosa, Torre Pellice diventa un importante centro di cultura. Dopo la caduta di Napoleone (1815) tornano tempi difficili per i valdesi, ma finalmente, il 17 febbraio 1848, re Carlo Alberto firma le "Lettere patenti" con le quali si concede ai Valdesi la libertà civile e politica; seguono grandi feste nelle valli e da allora ogni anno, la sera del 16 febbraio, le montagne delle Valli valdesi si illuminano di falò per ricordare la raggiunta libertà. L'Ottocento vede in Torre il consolidarsi dell'industrializzazione, con un deciso aumento demografico: da 2343 abitanti nel 1819, a 6000 agli inizi del 1900. Il paese si espande sul territorio, crescono anche le attività commerciali. Nel 1882 viene realizzata il collegamento ferroviario Pinerolo-Torre Pellice. L'industrializzazione ha conseguenze anche nel tessuto sociale; il ceto operaio è numeroso e ben organizzato. Nel 1920 nasce a Torre la prima sezione del Partito fascista e nel 1926 il Consiglio Comunale è costretto a dare le dimissioni. Ma i cittadini di Torre e della Valle sono prevalentemente antifascisti ed hanno modo di dimostrarlo durante la Resistenza. Tra il 1940 e i 1942 un gruppo di giovani studenti, operai e contadini di orientamento antifascista, si riunisce periodicamente ed entra in contatto con ambienti antifascisti di Torino e di Milano. A poche ore dall’annuncio dell’armistizio nascono i primi nuclei partigiani, viene così scritta un’altra pagina gloriosa della storia valligiana, coerente con lo spirito di libertà e di democrazia che ha sempre contraddistinto la comunità locale. Oggi la cittadina, definita da Edmondo De Amicis la “Ginevra Italiana”, è una realtà dinamica e di forte interesse turistico che eccelle per le attrattive naturali, storiche, culturali, artistiche, culinarie e sportive.

Anonimo
03/10/2011
Giudizio generale: 8
Ci si invecchia egregiamente!

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