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Piemonte

Itinerari del vino Piemonte

Le strade del vino in Piemonte: itinerari enologici e le città che ne fanno parte.



Recensito da: Redazione

Voto complessivo:

Strade del Vino

Il Piemonte è tra le prime regioni italiane per quantità di vino prodotto e, grazie alle sue 7 DOCG e alle 43 DOC, è sicuramente tra le migliori anche per quello che riguarda la qualità. Questo grazie alla ”cultura” del vigneto e del vino in una terra dove tradizione e innovazione hanno trovato la giusta miscela. Infatti il vigneto è sempre stato considerato un patrimonio, e la produzione è da sempre rivolta alla ricerca della qualità, sia dal punto di vista della produzione che da quello normativo.

Nel 1995 infatti, ampie aree di territorio (Colline Novaresi, Langhe, Monferrato, Piemonte).sono state riconosciute DOC e questo ha permesso di avere un grande controllo disciplinare non solo nelle zone di produzione più esclusive ma anche in quelle di maggiore quantità, facendo si che il livello qualitativo sia ottimo anche per i vini di larga produzione. Questa filosofia, unica nel nostro paese, ha fatto in modo che il 90% dei bianchi e il 75% dei rossi siano prodotti secondo i parametri imposti dal marchio DOC.

Questo impegno si va a combinare con la natura del territorio, di cui circa 1/3 è collinare, particolarmente adatto alla coltura della vite, in particolar modo nella zona del Monferrato e delle Langhe, nella parte meridionale della regione.

Qui infatti, grazie alla combinazione di elementi favorevoli come la conformazione e la varietà del terreno e il clima, particolarmente adatto, si producono dei vini che sono ritenuti, a ragione, tra i migliori dell’intera penisola. Infatti la coltivazione della vite in Piemonte risale a tempi antichi, ed è improntata su vitigni autoctoni (con netta prevalenza dei rossi), tra i quali spicca sicuramente il Nebbiolo, conosciuto localmente come Spanna, che può essere riconosciuto come il vigneto regionale per antonomasia.

Da esso infatti discendono il Barolo, il Barbaresco, il Gattinara e il Ghemme, sicuramente i prodotti di spicco dell’intera produzione regionale. Come diffusione invece il primato spetta al Moscato Bianco, seguito poi dai rossi tipici come il Barbera, il Dolcetto, il Grignolino, la Freisa, il Brachetto, il Ruché, la Vespolina, la Bonarda (conosciuta anche come Uva rara) e il Pelaverga.

Tra i bianchi oltre al già citato Moscato d’Asti, trovano una buona diffusione il Cortese, l’Arneis, la Malvasia di Casorzo, la Malvasia di Schierano, lo Chardonnay, il Pinot Bianco, il Pinot Grigio, il Moscato e l’Erbaluce.: tra i rossi Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto,Grignolino e il Brachetto e tra i bianchi il Moscato d’Asti, l’Erbaluce e il Gavi.

DOCG:

Acqui o Brachetto d’Acqui, Asti o Moscato d’Asti, Barbaresco, Barolo, Cortese di Gavi o Gavi, Gattinara, Ghemme.

DOC:

Albugnano, Barbera d’Alba, Barbera d’Asti, Barbera del Monferrato, Boca, Bramaterra, Canavese, Carema, Collina Torinese, Colline Novaresi, Colline Saluzzesi, Colli Tortonesi, Cortese dell’Alto Monferrato, Coste della Sesia, Diano d’Alba, Dolcetto d’Acqui, Dolcetto d’Alba, Dolcetto d’Asti, Dolcetto delle Langhe Monregalesi, Dolcetto di Dogliani, Dolcetto di Ovada, Erbaluce di Caluso, Fara, Freisa d’Asti, Freisa di Chieri, Gabiano, Grignolino d’Asti, Grignolino del Monferrato Casalese, Langhe, Lessona, Loazzolo, Malvasia di Casorzo d’Asti, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato, Nebbiolo d’Alba, Piemonte, Pinerolese, Roero, Rubino di Cantavenna, Ruché di Castagnole Monferrato, Sizzano, Valsusa, Verduno Pelaverga.

IGT:

Il Piemonte non ha IGT.

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