Un pò di storia
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Recensito da:
FIORENZA
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L'immagine della Perugia medievale degli anni cinquanta è ormai lontana.
Fino ad allora essa appariva simile a quella descritta nei secoli precedenti da artisti, storici e viaggiatori : una città morfologicamente aggrappata a un colle, racchiusa dentro una doppia cinta muraria, una etrusca, più interna, e una medievale più esterna.
Le vicende successive alla seconda guerra mondiale, legate alla crisi della struttura mezzadrile, allo sviluppo industriale e alla politica urbanistica, hanno fatto perdere il suo aspetto originario in parte, ma non ne hanno alterato l''atmosfera di tranquillo centro urbano.
Tuttavia essendo il Centro costruito su di un'' altura, il suo processo di accrescimento è potuto avvenire solo nel limitato tratto meno scosceso, quello tra il colle e la Stazione Centrale.
Purtroppo, come possiamo rilevare in molte altre città, l''espansione ha tenuto poco conto dei valori tradizionali e spesso essa ha assunto nella parte nuova un aspetto un po'' caotico ed estraneo alla storia dell''antico Borgo.
Negli anni '80 le Amministrazioni locali hanno cercato di intervenire bloccando e trasformando precedenti Piani Urbanistici che avrebbero voluto impostare la nuova Perugia secondo modelli... "giapponesi" (senza nulla togliere loro, ma fuori contesto, qui!) con grattacieli e sopraelevate, in particolare a Fontivegge, nell''area della vecchia fabbrica PERUGINA, occupata all''epoca dall''opificio destinato alla demolizione.
Il nuovo P.U.C di allora, ridusse di un quarto l''edificabilità e impose ai nuovi proprietari dell''area l''affidamento del progetto di risistemazione a un grande architetto. Il notissimo vincitore del concorso appositamente indetto, Aldo Rossi, progettò l''area seguendo un pensiero filosofico-architettonico davvero interessante. - Costruire "un nuovo Centro" della città a partire da una grande piazza quadrangolare, intorno alla quale si disponessero edifici ad uso pubblico e privato, "ripetendo la sostanza di vita quotidiana e di antica pietra" come egli stesso scrisse nel suo progetto. L''Edificio principale (ora sede di uffici Regionali) è costituito dal Broletto, con la facciata che dovrebbe, in chiave metafisico-moderna, "citare" il Palazzo dei Priori, torre e orologio compresi. Di fronte ad esso, uno steccone di edifici di altezza modesta e digradanti seguendo il lieve pendio della piazza, destinati ad uso abitativo.
Una fontana moderna (purtroppo semplificata assai nella realizzazione!) al centro della piazza, come richiamo alla vecchia Fontana Maggiore. Tra i due, un edificio Commerciale (sede UPIM e COOP). Un piccolo Odeon per Concerti doveva chiudere la piazza a nord (non più edificato). Per la scelta dei materiali Rossi adottò un orientamento realistico e architettonico insieme: prodotti legati al mercato e alla produzione, cioè mattoni in cotto per la piazza, come altre piazze medievale di cittadine circostanti. L''area è stata inoltre dotata di parcheggi-silos e sotterranei, e posti-auto in superfice. Purtroppo, nella sua realizzazione pratica, il progetto non è stato sostenuto a sufficienza, né dai nuovi proprietari che hanno realizzato le opere "in economia", né dagli amministratori avvicendatisi dopo il progetto, poco interessati a far completare i lavori.
Per questo motivo l''intera opera appare come... "L''incompiuta".
Le voci nel coro sono state molteplici e contrastanti. Detrattori o sostenitori a parte, rimarrà comunque un segno nella storia della città.. e visibile anche in ogni testo di architettura contemporanea. Turisti e studiosi (anche giapponesi che molto hanno apprezzato Aldo Rossi), vengono a Perugia per vedere la "Piazza del Bacio"*, individuabile facilmente dalla Stazione Centrale anche per il segno di antica memoria che l''architetto ha voluto lasciare: la ciminiera in mattoni della vecchia Fabbrica di Cioccolato.
Categoria: Consigli Generici
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