Voto complessivo:
Territorio e vegetazione: Parco Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli
Recensito da: Redazione
Voto complessivo:
Il territorio del parco del Migliarino San Rossore Massaciuccoli comprende un lungo tratto di costa che va da Pisa a Lucca ed interessa i comuni di Viareggio, Massarosa, Vecchiano e San Giuliano Terme. L’area era un tempo paludosa e ricoperta di acquitrini finché non fu colmata dai detriti trascinati a valle dai fiumi Serchia e Arno e prosciugata da interventi di bonifica iniziati sotto la famiglia Medici e protrattisi fino alla metà del secolo scorso. La superficie totale del parco è di 24.000 ettari, dalla periferia a nord di Viareggio, fino al canale Scolmatore, a sud, posizionato tra Pisa e Livorno; nell’entroterra comprende il lago di Massaciuccoli fino ai piedi del monte Quieta. Il clima del parco può essere considerato un ibrido tra quello mediterraneo e quello continentale: le piogge sono omogeneamente distribuite durante tutto l’arco dell’anno, l’umidità è conseguentemente alta, la temperatura media è di circa 15 gradi e si ha una grande escursione termica tra le ore diurne e notturne. Per più di venti chilometri il tratto di costa che va da Calambrone a Viareggio è costituito da un litorale sabbioso, formato da arenili e dune alte fino a dieci metri. Questo ambiente ospita molti agglomerati di piante basse e cespugliose, soprattutto psammofile, che svolgono l’importante funzione di proteggere le zone retrostanti dalle brezze marine, e di trattenere le dune con le loro profonde ed articolate radici. Tutte le aree forestali che si stendono oltre questo apparato di sabbia devono la loro sopravvivenza alle dune e alle piante che le abitano: senza di esse infatti il vento sferzerebbe con forza oltre il litorale, portando con sé la sabbia che crea micro-ferite alla vegetazione esponendola all’azione distruttiva della salinità. In particolare sulle dune si trova il fiordaliso delle sabbie, l’elicriso, la verga d’oro e la canna di Ravenna. Elemento caratterizzante del parco è sicuramente l’acqua, che occupa circa 3.000 ettari di superficie. Un’ampia zona paludosa circonda anche lo specchio del lago Massaciuccoli, consentendo la crescita della cannuccia di palude e del falasco. Persino all’interno delle zone boschive si possono incontrare acquitrini, le “lame interne”, create da falde sotterranee o da problemi di drenaggio; in queste zone cresce la felce palustre, l’ibisco rosa e la rosolida, oltre alla rara periploca. Oltre 9.000 ettari del parco sono costituiti da aree agricole di grande importanza per l’economia della regione; le coltivazioni rispettano i parametri dell’agricoltura compatibile e producono foraggio, frutta, cereali e ortaggi. Più di un terzo di tutto il parco è ricoperto da boschi i quali, con il passare degli anni hanno subito notevoli cambiamenti lasciando il posto ad impianti agricoli o ad ampie pinete. Ai piedi dei pini crescono eriche, lentischi, asparagi selvatici e mirti.
Con questi lavori si intervenne sulla geografia del territorio: i detriti vennero risistemati, l’acqua in eccesso fu eliminata con sistemi di pompaggio e furono effettuate modifiche ai canali e ai corsi d’acqua della piana, come il Fiume Morto, il Canale dei Navicelli, che va da Pisa al porto di Livorno, e il Burlamacca, nel quale confluiscono le acque del lago di Massaciuccoli.
È per questo che nel parco si presta particolare attenzione alla salvaguardia di queste aree cespugliose spesso sottovalutate.
Purtroppo tutto il litorale è caratterizzato negli ultimi periodi da un fenomeno ingente di erosione marina, causato da interventi artificiali sul deflusso delle acque, e dalla costruzione di nuovi moli.
Oltre le dune si trovano ampi bacini detti “lame” ad alto contenuto di sale che ospitano una flora particolare costituita da giunchi, statici e salicornie.
Fu la famiglia Medici a favorire per prima la diffusione del pino marittimo sulla costa e del pino domestico nell’entroterra a causa degli alti guadagni che si potevano trarre da questa pianta: ancora oggi i pini vengono piantati e ciclicamente potati e disboscati per ricavarne prezioso legname.





