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Territorio e vegetazione: Parco Regionale delle Serre
Recensito da: Redazione
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Il Parco delle Serre protegge una vasta superficie compresa fra il Mar Ionio e il Mar Tirreno. Il territorio è costituito da due catene montuose appenniniche, Monte Covello, Cucco e Monte Pecoraro che corrono parallelamente da nord verso sud per 60 Km e si saldano alla catena dell’Aspromonte. Le sue dorsali svettano ad una altitudine di oltre 1000 m con i picchi più elevati a Monte Crocco (1276 m) e Monte Pecoraro (1423 m). Sotto il profilo geologico l’area è caratterizzata dalla presenza capillare di graniti, porfidi, serpentini e dioriti quarzifere. Peculiarità geologiche e paesaggistiche delle Serre sono i famosi calanchi che a Nord e ad Est incidono i fianchi delle aree collinari sub-montane. I massicci montuosi delle Serre sono attraversati dal fiume Stilaro e in esso si gettano le acque delle imponenti cascate del Marmarico che presentano un dislivello di ben 90 metri di notevole impatto paesaggistico è il bosco di Stilo. Il territorio è caratterizzato da una ricchezza di ambienti naturali: pendii scoscesi, pareti rocciose di maestose dimensioni, canyon fluviali, ridenti valli boschive e prative. Il Parco ospita al suo interno un ricco campionario di specie vegetali quali il castagno, il pino laricio, l’ontano comune, l’ontano napoletano, il faggio, l’abete bianco e lussureggianti boschi misti di leccio, pioppo, acero comune e robinia La vegetazione arbustiva tipica della macchia mediterranea: ginestra, erica, corbezzolo, mirto, fillirea, cisto, lentisco e agrifoglio.
Numerose, anche se meno spettacolari, sono le cascate osservabili lungo questo territorio; molto bella è la cascata di Pietra Cupa sulla fiumara Assi agro di Guardavalle: con un veloce scivolo di oltre 15 m, l’acqua transita su una levigatissima parete di roccia sovrastata da giganteschi alberi.
L’area è di notevole interesse anche sotto il profilo storico archeologico. Nel silenzio delle distese boschive si nascondono antiche abbazie come la Certosa di Serra San Bruno o i complessi abitativi paleoindustriali come la Ferriera di Mongiana di età borbonica.





