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Territorio e vegetazione: Parco Regionale dell’Appia Antica
Recensito da: Redazione
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Il territorio del Parco comprende la via Appia Antica e le sue vicinanze per un tratto di ben16 chilometri; ne fanno parte la valle della Caffarella (200 ettari), l'area archeologica della via Latina, l'area archeologica degli Acquedotti (240 ettari), la Tenuta di Tormarancia (220 ettari) e quella della Farnesiana (180 ettari). La magnifica Villa dei Quintili è l’habitat ideale delle orchidee spontanee. La zona di Tor Marancia conserva una ottima naturalità: lungo il Fosso di Tor Carbone crescono la carice maggiore e imponenti alberi di pioppo nero. La valle della Caffarella è di origine alluvionale; vasti pianori tufacei, versanti scoscesi e un fondo piatto generato dai sedimenti del fiume Almone ne costituiscono le principali caratteristiche. Il Parco dell’Appia Antica è soprattutto il Parco archeologico per eccellenza. Lungo il suo percorso, che comprende il magnifico lastricato della via Appia Antica, si ammirano testimonianze storiche e monumenti che narrano la storia di Roma dal periodo repubblicano a quello imperiale. Le vestigia del passato più significative e incantevoli sono le Terme di Caracolla (appena fuori il perimetro del Parco), la Porta San Sebastiano e le Mura Aureliane, la Tomba di Geta, il Sepolcro di Priscilla, l'area del Circo e del Palazzo imperiale di Massenzio, il grande mausoleo rotondo di Cecilia Metella, la Villa dei Quintili e il grande sepolcro cilindrico, noto col nome di Casal Rotondo. Seducenti e imperdibili sono le catacombe di S. Callisto, di Domitilla e di S. Sebastiano.
La peculiarità del Parco è quella di costituire un vero e proprio tassello ecologico inserito nel tessuto urbano della città Roma. Il Parco protegge una vasta area di primissima importanza sotto il profilo paesaggistico e storico-archeologico come l’antico Bosco Farnese, in prossimità della via Ardeatina, composto interamente da roverelle e sughere; su i monumenti del Circo di Massenzio è presente una flora ruderale di ampio interesse come olivi e mandorli; l’area è caratterizzata dalla macchia mediterranea e presenta rovi, alterno e lentisco; arbusti da sottobosco quali biancospino, fusaria, corniolo sanguinello, pruno selvatico puntellano il paesaggio.
Non mancano in questo paesaggio umido la cannuccia di palude, la lisca maggiore, l'equiseto, il luppolo comune e l'orchidea acquatica. Importante è la presenza di prati naturali, ricchi di erba mazzolina, di margherita gialla, di caccialepre, di erba medica orbicolare, salvia minore e calcatreppola campestre. Straordinaria è l’esistenza del rarissimo lupino greco, presente unicamente in altre tre località sul territorio nazionale.
In prossimità del Casale della Vaccareccia prendono forma due boschetti di querce: uno costituito in prevalenza dalla quercia di Dalechamps, l'altro da lecci e cerri. Affascinanti sotto il profilo estetico sono gli imponenti alberi di farnia.
Sulla collina antistante la chiesetta di S. Urbano sopravvivono tre lecci secolari. È in questo suggestivo luogo che le fonti storiche individuano un antico Bosco Sacro; i tre lecci secolari potrebbero costituirne una prova tangibile.





