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Territorio e vegetazione: Parco Regionale dei Castelli Romani
Recensito da: Redazione
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Il parco Regionale dei Castelli Romani si trova a circa 30Km in direzione sud-est dalla Capitale nella Campagna Romana. L’area si estende su una superficie di oltre 12.000 ettari compresa fra la fascia collinare e sub-montana. Il Parco nasce sui residui di un vasto e importante edificio vulcanico particolarmente attivo nel periodo compreso fra 600.000 e 20.000 anni fa. Il vulcano è noto col nome di Vulcano Laziale. Il territorio è puntellato da formazioni crateriche più o meno visibili che comprendono fra l’altro due laghi: il Lago Albano e Lago di Nemi. La regione è ricca di ambienti molto diversi fra loro: le fertili e verdeggianti colline sono occupate da illustri e antichi vigneti, oliveti, fitti boschi di castagno e vaste regioni prative come gli incantevoli Pratoni del Vivaro. La vegetazione boschiva del Parco, perlopiù caratterizzata dal castagno, copre circa 7.000 ettari. In diverse zone del Parco, soprattutto nel sottobosco, crescono ancora le specie che costituivano l’originario bosco misto di natura vulcanica: faggi, querce, tigli, aceri, carpini, frassini, olmi e noccioli. Fra le specie arboree presenti sin dall’antichità troviamo la bellissima e sgargiante peonia e la ginestra. Le suggestive aree prative del Parco comprendono specie vegetali quali la mentuccia, il timo, la carlina, il cardo saettone e la scarlina.
L’energica attività vulcanica ha modellato l’attuale volto della regione: oggi il territorio ci appare come una doppia cerchia concentrica di rilievi montuosi e collinari che vanno dai 200 m ai 960 m del suggestivo Maschio delle Faete (956 m) Monte Cavo (949 m) .





