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Territorio e vegetazione: Parco Nazionale del Vesuvio
Recensito da: Redazione
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Il Parco Nazionale del Vesuvio nasce nel 1995 con lo scopo di proteggere una vasta area troppo a lungo oggetto di abusi e tribolazioni ambientali di ogni tipo. Il Parco ha l’arduo compito di preservare uno fra i vulcani più importanti, temibili e studiati al mondo. Sotto l’aspetto geografico il perimetro del Parco è cinto ad ovest dal golfo di Napoli e dal Mar Tirreno, a sud-est dal bassopiano del fiume Sarno, a nord e a ovest dalla vasta pianura di Napoli e Caserta. L’area perimetrale del vulcano è assai vasta: copre infatti una lunghezza di circa 50 Km al cui interno vivono stabilmente quasi 800.000 persone. Tale densità abitativa fa dell’area vesuviana una delle regioni più pericolose al mondo. La storiografia antica lascia stupefacenti testimonianze sull’attività vulcanica e celebri in tutto il mondo sono le eruzioni che seppellirono di cenere la brulicante vita di Pompei ed Ercolano nell’anno 79 d.C. Plinio il Giovane racconta con dovizia di particolari l’immane tragedia che ha colpito una delle città più fiorenti dell’Impero di Roma. Il vulcanismo dell’area vesuviana è comparso circa 400.000 anni fa, come testimoniano lave e tufi intercalati a sedimenti marini. Il cono del vulcano, al di sopra degli 800 m, si scompone in un maestoso anfiteatro naturale formato dai crateri del monte Somma (1.132 m), al cui interno si eleva la vetta più alta : il Gran Cono (1.281 m). La forte antropizzazione del territorio ha lasciato poco spazio all’originario manto boschivo prevalentemente caratterizzato dal leccio. Pini e conifere costituiscono, insieme ad estese aree agricole, gran parte della vegetazione del parco. Non mancano, sul versante settentrionale del monte Somma, ontani e aceri napoletani. L’elenco delle specie floreali e vegetali del Parco conta ben 906 specie diverse. Fra la prima vegetazione che ha ricoperto le colate laviche del 1906 e del 1944 troviamo il lichene Stereocaulon vesuvianum. Celeberrima è poi la presenza della ginestra, declamata anche da Giacomo Leopardi. Di notevole interesse naturalistico è l’Antiquarium Boscoreale, una porzione boschiva di territorio che testimonia la presenza antichissima di ungulati, rapaci e predatori, ai tempi in cui la regione si mostrava ricca di paludi e foreste.
Sulla vetta della Punta del Nasone (1.132 m), sul monte Somma, è da segnalare la presenza di betulle.
Numerose specie di orchidee – 23 sono quelle recensite – fioriscono sul territorio vulcanico.





