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Territorio e vegetazione: Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Recensito da: Redazione
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Il territorio del Parco protegge le isole che secondo la mitologia furono le sette gemme della collana di Venere, cadute in mare mentre la dea nuotava nel Mediterraneo. Le sette gemme naturali sono l’Elba, la più grande dell’arcipelago e la terza isola italiana per estensione, il Giglio, Capraia, la letteraria Montecristo, e le minute Giannutri e Gorgona. L’arcipelago comprende inoltre isolotti minori e alcuni suggestivi scogli: le Formiche della Zanca, l'Ogliera, lo Scoglio della Triglia, l'Isola Corbella, le Isole Gemini, l'Isolotto d'Ortano, l'Isola dei Topi e lo Scoglietto di Portoferraio all'Elba; le Isole della Cappa al Giglio; La Scarpa e La Scola a Pianosa; La Peraiola a Capraia; Lo Scoglio d'Africa a Montecristo e Palmaiola e Cerboli, nel canale di Piombino. La genesi geologica dell’arcipelago è antichissima, si parla addirittura di 250 milioni di anni fa. Le rocce che formano la penisola di Calamita sono un frammento della placca africana antica di circa 500 milioni di anni. L’arcipelago è caratterizzato da un clima mediterraneo e rarissime sono le nevicate osservabili periodicamente sulla vetta del Monte Capanne (1019). Sotto il profilo ambientale l’arcipelago ospita una vegetazione ricchissima, sia terrestre che marina. Sull’arcipelago regnano le piante sempreverdi a foglie coriacee, protette da un’epidermide robusta e permeabile. Numerosa è la presenza di piante e arbusti spinosi o di piante completamente sprovviste di foglie. Non mancano piccole zone boschive soggette a tagli periodici (bosco ceduo), vestigia delle antichissime foreste di leccio che ricoprivano le isole. La ricchezza orografica dell’isola d’Elba ha consentito la formazione di boschi di castagno, di tasso e del carpino nero. A Capraia e all’Elba esistono esemplari di sughera e roverella; a Gorgona e all’Elba troviamo invece vaste pinete di pino d’Aleppo, pino domestico e pino marittimo. Comunque, la vocazione mediterranea del territorio fa sì che la vegetazione più diffusa sia l’inebriante macchia mediterranea: il corbezzolo, l’alaterno, il lentisco, il ginepro fenicio, il mirto, le eriche, il rosmarino, le filliree, la lavanda, l’elicriso, i cisti e le favolose ginestre. La peculiarità della regione ha permesso la formazione di numerose specie endemiche: all’Elba si segnala il fiordaliso di monte Capanne, la viola corsicailvensis ed il limonio; a Capraia il fiordaliso centaurea gymnocarpa e l’orchidea gialla; la bocca di leone è invece presente su tutto il territorio dell’Arcipelago.
L’arcipelago deve la sua origine all’intensa attività vulcanica che interessò la regione e al deposito magmatico che ne scaturì. Variegata è comunque la proprietà rocciosa delle sette gemme: Pianosa e Giannutri sono principalmente calcaree; l’Elba è granitica e metamorfica; Montecristo e Giglio sono invece granitiche e Capraia è la sola ad essere interamente vulcanica.





