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Territorio e vegetazione: Parco naturale Fanes - Sennes e Braies
Recensito da: Redazione
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Il parco di Fanes Sennes Braies è uno dei più vasti (25680 ettari) e il più affascinante di una serie di parchi istituiti dalla Provincia Autonoma di Bolzano nel territorio compreso tra la Val Pusteria (nord), Bolzano e Belluno (sud), Val di Landro (est), Val Badia (ovest). Si volle porre un limite allo sfruttamento del territorio a scopo di lucro, soprattutto in una zona, quella delle Dolomiti, altamente frequentata dai turisti. Inizialmente il parco non fu accettato e vi furono molte discussioni, ma gradualmente la popolazione fu sensibilizzata al problema della fauna e della flora in estinzione e si convinse della necessità di salvaguardare il territorio. Il nucleo del parco è costituito dalle regioni di Fanes, Fodara Vedla e Sennes, ma comprende anche vasti territori nei comuni di Braies, LaValle, Badia e Valdaora. Le montagne delle Dolomiti si originarono circa 200 milioni di anni fa, quando cioè il continente africano si scontrò con quello europeo: gli enormi sedimenti di calcare si sollevarono ed emersero dando vita ad un complesso di monti ancora in trasformazione. L’effettiva forma delle Dolomiti si delineò poi nel corso di milioni di anni di erosione ad opera di agenti atmosferici che crearono forme bizzarre e affascinanti. In particolare i canali e le fenditure in alcune zone in cui la roccia è più solubile mostrano il fenomeno del carsismo, cioè dell’erosione ad opera dell’acqua. Per questo nelle zone di Fannes e Sennes l’acqua scarseggia e scorre soprattutto nel sottosuolo, mentre nella zona di Braies si ha un normale flusso di acque superficiali. Sulle Dolomiti crescono molte specie di alberi e piante, accomunate dal fatto di dover far fronte ad un ambiente ostile in cui il periodo vegetativo è ristretto a pochi mesi all’anno. Ciononostante su queste montagne crescono fiori dai colori sempre più sfavillanti man mano che si sale verso l’alto. La vegetazione comprende il giglio rosso, l’anemone sulfureo e primaverile, la clematide, il papavero retico, la dafne striata, il garofano dei ghiacciai, la genziana di Koch, l’erica, il raponzolo di roccia e la famosa stella alpina. Queste specie, insieme a molte altre, si ammassano sui pendii e nelle valli e tinteggiano il panorama da giugno a settembre. Vi si trovano poi i boschi di conifere tipici dei paesaggi montani, con abeti, larici, pini e cirmoli che sulle alture lasciano il posto ad arbusti dal fusto corto e a distese di praterie battute dal vento.





