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Territorio e vegetazione: Parco Naturale del Monte San Bartolo
Recensito da: Redazione
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Il parco del Monte San Bartolo è formato dalla zona collinare costiera dell’Italia centro-orientale. La morfologia delle colline è duplice: correndo parallele alla costa, esse presentano un lato scosceso ad est e forme molto dolci e smussate ad ovest. Qui le colline del San Bartolo, del Castellano e dei paesi di Fiorenzuola, Focara e Casteldimezzo formano a contatto col mare una spettacolare falesia di arenaria che si getta nelle onde fondendo il colore azzurro del mare con quello verdeggiante della vegetazione, separati a volte solo da una striscia di spiaggia ciottolosa all’ombra delle pareti a picco. Questo tratto di costa alta, che va da Gabicce a Pesaro per circa dieci chilometri, è un fenomeno raro in tutto l’Adriatico soprattutto nel panorama sabbioso che caratterizza le coste di Marche ed Emilia Romagna; sebbene le maggiori cime a ridosso del mare, come Monte Castellano o Monte Brisighella, non siano più alte di 200 metri, il panorama che offrono è spettacolare. La grande falesia del San Bartolo mette in splendida mostra la stratificazione dei sedimenti che secondo i geologi si sarebbero formati in un arco di tempo compreso tra i sei e i dieci milioni di anni fa, in un periodo chiamato Messiniano. La parte restante della costa, e la gran parte del parco, è composta da coltivazioni che si spingevano praticamente fino al mare, oggi in parte abbandonate e rinselvatichite. In particolare nel parco si può apprezzare una continuità intrecciata di aree coltivate (vigneti, uliveti, o piantagioni), di aree abbandonate e di aree ricoperte da grandi alberi e da siepi. Da citare è il grande parco della Villa Imperiale, che vanta antichi alberi di oltre un secolo di vita. Da non perdere sono le frotte di cannucce di Plinio che crescono in ampie distese fino a riva e la fioritura a maggio della ginestra che offre spettacolari panorami colorati e profumati.
Questa zona rappresenta la più famosa testimonianza di quel periodo geologico, per merito del mare che ha troncato di netto le colline portandone alla luce l’intima natura.
L’ultima formazione stratigrafica dell’area è la formazione a Colombacci, ossia il tipico tufo giallastro diffuso nelle colline della zona di Pesaro.
Tutto ciò crea nel panorama un’orchestra di forme e colori diversi che variano fortemente a seconda delle stagioni.





