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Territorio e vegetazione: Parco dei Boschi di Carrega
Recensito da: Redazione
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Caratteristica del territorio sono le colline che tagliano il corso del Baganza da quello del Taro. È una zona che nel corso dei secoli è stata trasformata dall’azione delle ere glaciali. Infatti i periodi caldi tra le glaciazioni hanno provocato l’accumulo di depositi sedimentari che hanno dato vita a terreni argillosi dalle sfumature rosse e gialle dovute agli ossidi e idrossidi di ferro, chiamate terre rosse. La costa presso Maiatico presenta rilievi che si innalzano a sud del Parco, costituiti da sedimenti argillosi di origine marina che si depositarono durante il Pliocene medio e superiore su fondali abbastanza profondi: sono i famosi calanchi di Maiatico, che evidenziano i fenomeni erosivi di queste rocce. Gli oltre mille ettari del parco sono per circa la metà rivestiti da boschi che si alternano a seminativi e prati stabili. In questo territorio la fanno da padrone i castagneti impiantati nei primi decenni del secolo scorso; insieme ad essi troviamo anche l'orniello. Oltre i castagneti si erge il bosco di Monte Tinto, caratterizzato da numerosi corsi d’acqua e da una vegetazione tipica di quote più elevate come la Faggeta di Maria Amalia. Il resto del parco è coperto da boschi di querce, conifere e latifoglie; troviamo quindi il cerro e, in misura minore, la rovere; la roverella, invece, si trova in luoghi più soleggiati. La microflora contribuisce ad arricchire la vegetazione del Parco; è stata infatti individuata la presenza di circa 400 specie di funghi.





