Voto complessivo:
Territorio e vegetazione: Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano
Recensito da: Redazione
Voto complessivo:
6.128 ettari di un paesaggio rupestre mozzafiato costituito da roccia tenera e da profondi solchi che tratteggiano rupi, forre, grotte e gravine utilizzate dall’uomo per scopi abitativi sin dalla preistoria. Ad occidente della città di Matera il Parco si sviluppa su una ristretta fascia lungo il corso della Gravina di Picciano sino alla convergenza col fiume Bradano. Di vivissima bellezza è la Gravina di Matera, gigantesco solco calcareo che attraversa la regione con i suoi venti chilometri di lunghezza giungendo sino ai piedi di Montescaglioso. E’ un vero e proprio Canyon su cui scorre l’omonimo torrente che lambisce i Sassi di Matera. Geograficamente il Parco include numerose aree fra le quali: Acito San Campo, Agna Ofra, Bosco del Comune, Bosco di Lucignano, Murgecchia, Tufare, Murgia Timone, Murgia Sant’Agnese, Murgia Alvino, Madonna della Murgia, Murgia di S. Andrea. Nella parte più prossima alla città di Matera il paesaggio esibisce una fitta vegetazione mediterranea nella quale sono visibili tracce umane: chiese rupestri, villaggi preistorici di epoca neolitica, jazzi, cave di estrazione del materiale costruttivo dei Sassi e masserie. Attualmente, questo versante boschivo di tipo mediterraneo di circa 8.000 ettari rientra nei confini del Parco della Murgia Materana. L’intera scarpata della Murgia Materana è interessata dalla singolare presenza di imponenti solchi erosivi simili a canyon. Questi burroni sono conosciuti come "gravine" e i tratti più grandiosi presentano pareti a strapiombo, incredibilmente modellate dalla millenaria erosione, con guglie, pinnacoli, grotte e caverne, scenario singolare in cui fiorì la civiltà rupestre. Le inaccessibili pareti a strapiombo tipiche della regione e la ricca vegetazione determinano la formazione di ambienti naturali ottimali per l’esistenza e lo sviluppo di specie volatili e rapaci rarissime. La flora rupestre presenta belli e rari endemismi come il fiordaliso garganico, specie tipica della zona garganica e delle Murge fra Laterza e Matera, Otranto e la Sila, e la vedovino di Basilicata, appariscente vegetale tipico degli strati argillosi.
Il Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano è comunemente detto Parco della Murgia Materana e ospita un territorio incantevole, apparentemente desolato e severo, ma che ad uno sguardo attento svela ricchezze naturalistiche e testimonianze storiche di raro valore.
Il rapporto ancestrale tra natura e uomo è proprio al centro dell’attenzione del Parco: l’obiettivo è tutelare al contempo una natura di straordinaria bellezza e le suggestive opere dell’ingegno umano.
La flora del Parco è di notevole ricchezza e comprende più di 900 specie: ossia un sesto dell’intera flora del nostro paese e un terzo di quella regionale. Sul totale un centinaio di queste specie sono assolute rarità, ben 61 costituiscono un patrimonio assolutamente nuovo nel panorama lucano e 36 sono invece endemiche e subendemiche.





