Cultura
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Molte tra le isole che compongono l’arcipelago di Vanuatu sono state abitate almeno da quattro millenni. Resti archeologici fanno supporre che nel corso dei secoli successivi a quelli delle prime scoperte archeologiche un esteso sistema di tribù e di alleanze si sviluppò in questa zona, prevalentemente abitata da popolazioni di origine malesiana creando una complessa civiltà di cui non si conoscono gli estremi.
Purtroppo l’usanza di trasmettere oralmente le esperienze ed il passato di queste comunità è risultato penalizzante ai fini della loro conoscenza e non ha permesso una puntuale ricostruzione storica di gran parte degli eventi dell’arcipelago.
Da un lato però le antiche tradizioni e la cultura propria del luogo sopravvivono nelle manifestazioni culturali e folkloristiche, nelle storie tramandate da generazioni in generazioni e da racconti, danze, musica e superstizioni.
Terra di contesa missionaria tra cattolici e protestanti la popolazione di Vanuatu ha saputo nella maggior parte dei casi resistere tenacemente all’imposizione della nuova religione, in altri ha saputo creare un sistema sincretico dove antiche e nuove credenze hanno imparato a convivere in un pantheon veramente unico ed interessante.
I portoghesi arrivarono all’inizio del 1600 anche se solamente alla fine del secolo successivo con gli inglesi si portò avanti la vera e propria colonizzazione.
In principio del XX secolo le isole furono congiuntamente governate dalla Francia e dall’Inghilterra, e finalmente nel 1980, meglio tardi che mai, riuscirono ad ottenere la piena indipendenza, coronando un processo di distacco iniziato negli anni ’60 del novecento con la richiesta di una maggiore autonomia locale.





