La città senza confini
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ALBERTO
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Incredibile quanto è immensa questa metropoli: te ne accorgi quando, arrivando in aereo, la sorvoli da un lato per più di 10 minuti prima di atterrare all'aeroporto. D'altra parte qui trovano casa quasi 20 milioni di persone, su un altopiano ad oltre 2000 metri di altezza.
L'idea che avevo di questa città, leggendo vari racconti e guide, era di una metropoli confusionaria, pericolosa, dal cielo sempre grigio per via dello smog e dell'inquinamento, con il sole che rappresenta quasi una rarità.
Con stupore invece (e forse con fortuna), ho potuto visitarla con un cielo blu intenso, un clima invidiabile, un impatto con un traffico tranquillo (il giorno del mio arrivo le strade erano semi deserte per via della festa nazionale, e il giorno dopo probabilmente mezza città era in branda...). Ciò non significa naturalmente che non sia inquinata: l'ultimo giorno ho potuto sperimentare il vero traffico (2 ore per attraversare la città).
3 giorni sono sufficienti per visitare i monumenti principali. Molto più tempo sarebbe invece necessario per conoscere gli aspetti più autentici della città, ma questo è purtroppo un privilegio riservato a pochi. Spesso si riesce solamente a conoscere la parte più elegante della città, ma non bisogna dimenticare che nei quartieri distanti pochi km dal centro si può trovare la vera essenza della città, che resta una delle più povere del mondo, fatta di baraccopoli e quartieri improvvisati di emigranti giunti da ogni parte del Messico per svolgere i lavori meno gratificanti e poco retribuiti.
L'impatto è stupefacente: gli enormi Paseo attraversano la città con 6-8 corsie per oltre 20 km: il principale è il Paseo della Reforma, che nella zona centrale offre una prospettiva della nuova Mexico City, quella più elegante, più ricca. I viali sono eleganti, alberati, e circondati da grattacieli moderni. Quello che colpisce di più è la presenza del verde, in netto contrasto con la giungla di cemento che ha consentito il suo rapido sviluppo.
Nella Piazza principale, lo Zocalo, una delle piazze più grandi del mondo, si possono ammirare i principali monumenti del centro risalenti all'età coloniale:
- la Cattedrale, la più grande Chiesa dell'America Latina, le cui fondamenta sprofondano lentamente ogni anno per via del terreno cedevole che caratterizza la città.
- il tempio Mayor, che simboleggia il punto in cui una volta sorgeva l'antica capitale atzeca Tenochtitlan.
- il Palazzo Nazionale, che conserva i caratteristici murales.
La vita in questa piazza scorre frenetica, tra gente indaffarata a cercare lavoro (alcuni artigiani espongono un cartello con quello che sanno fare in attesa di essere chiamati), spettacoli folcloristici che rappresentato le danze degli antichi guerrieri, turisti e abitanti a passeggio. Il tutto contribuisce a creare un atmosfera davvero coinvolgente.
Poco distante da qui è interessante il colpo d'occhio che riserva la Piazza delle tre culture, dove una serie di edifici permette di capire le diverse culture che hanno caratterizzato la città: guardando in un'unica direzione si possono infatti vedere un tempio atzeco, una chiesa delletà coloniale e i grattacieli moderni.
Con un taxi ci si dirige verso il polmone verde della città, il parco di Chapultepec, punto di svago degli abitanti con i suoi percorsi di jogging tra laghetti, piante secolari e fontane. Qui si trova uno dei musei più famosi del mondo, il Museo Nazionale di Antropologia, meta fondamentale per capire quello che si vedrà nei dintorni della città: l'antica capitale Atzeca.
Tutti i giorni, a mezzogiorno, si può assistere allo spettacolo dei Voladores, che rappresenta un antico rito che simboleggiava la fertilità: 5 persone, dopo essere salite su un palo alto 20 metri, si buttano nel vuoto con una fune legata ai piedi, e scendono volteggiando lentamente fino a terra, accompagnati da flauti e tamburi. Nell'antichità veniva sacrificato anche un prigioniero: ora non più!!!!!!!
Dall'altre parte della città (pochi km in due ore), è piacevole passare qualche ora a Xochimilco, ciò che resta degli antichi canali che un tempo attraversavano la città: la caratteristica della zona sono dei barconi infiorati dai nomi particolari (Conchita, Carmelita, ecc), che permettono di passare un pò di tempo navigando nei canali, mentre di tanto in tanto si viene affiancati da altre barche con suonatori di strumenti classici messicani che improvvisano concertini di canzoni tipiche o da venditori che cucinano piatti stravaganti direttamente sulle barche.
La sera invece non bisogna perdere una salita alla Torre latinoamericana, alta 47 metri, che permette di capire la vastità della città. Capire per modo di dire, perchè la fine della città non si riesce a vedere.
Per cenare non cè che l'imbarazzo della scelta: naturalmente è dobbligo la cucina tipica messicana, con piatti ormai largamente conosciuti anche da noi: la specialità migliore è la carne asada, servita a tavola su una piastra incandescente che mantiene calda la carne e la verdura grigliata.
Alla fine, la classica Tequila Boom servita in modo davvero strano: una volta bevuto il bicchiere d'un fiato, il cameriere, alle spalle, ti prende la testa e la scuote velocemente per poi rifilarti 3 pugni sulla fronte. Naturalmente MANCIA, ma si da volentieri perchè i prezzi della cena sono piuttosto bassi!
Categoria: Attrazioni
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