Storia e Turismo Jelsi
Centro agricolo in provincia di Campobasso da cui dista soltanto venti chilometri, Jelsi è situato 580 metri sopra il livello del mare, nei monti del Sannio e conta 2.151 abitanti.Il paese durante il dominio longobardo era denominato Gittia e, nel 1600 Gelzi o Gilizza. Jelsi compare in molti documenti del 1092, del 1148, del 1194 e ancora in un elenco di Defetari, redatto nel 1212. Dopo il 1212 il feudo di Jelsi fu assegnato all’amministrazione dell’imperatore Federico II. Il primo feudatario del paese fu Bertrando di Beaumont, come si apprende da un documento del 6 marzo 1270: questo documento registra l’assegnazione di Jelsi e del vicino territorio di Gildone da parte di Carlo I d’Angiò a Bertrando di Beaumont.Nel 1334, dopo la morte di Bertranda, nipote di Bertrando, la Casa dei Beaumont si estinse e il feudo passò alla famiglia dei Barras, che lo detenne fino al 1477, quando ne divenne proprietario Alberico Carafa. Il suo buon governo venne ripagato dal Re di Napoli Ferdinando I d’Aragona con la concessione al feudo dello status di Contado. Il feudo restò alla famiglia Carafa, fino a quando Girolamo Carafa fu costretto a cederlo a Nicolò Pavesio per i debiti accumulati. Soltanto nel 1606 Eligi Carafa riuscì a ricomprare il feudo, che restò in possesso della sua famiglia, con varie vicissitudini, fino all’eversione della feudalità.Tra il 1656 e il 1657 Jelsi dovette lottare contro la peste. Dopo l’epidemia il paese subì l’attacco dei briganti di Cesare Riccardo il quale, alleatosi con una famiglia di Jelsi intenzionata a vendicarsi dei Carafa, rubò molti oggetti preziosi e incendiò molte abitazioni. Era il 17 marzo del 1672.
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