Musei Civici
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I Musei Civici di Modena hanno sede nel Palazzo dei Musei, settecentesco edificio all'interno del quale sono ospitati anche la Galleria Estense, la Biblioteca Estense Universitaria, l'Archivio Storico Comunale e la Biblioteca d'Arte Poletti.
Il Museo Civico di Modena, nato nel 1871 a seguito degli scavi, soprattutto preistorici, realizzati uniformandosi ad una prospettiva evoluzionista che ben si adattava all'idea di progresso sostenuta dall'ideologia positivista del tempo, comprende, grazie all'opera illuminata del suo primo direttore Carlo Boni, anche raccolte etnologiche e d'arte. Nel 1962 il Museo Civico è stato suddiviso in due settori (Museo Archeologico Etnologico e Museo d'Arte Medievale e Moderna) pur conservando l'indiscutibile unità del percorso espositivo recentemente riordinato nel rispetto dell'originale sistemazione ottocentesca.
Nel Museo Archeologico Etnologico sono esposti materiali provenienti dagli scavi ottocenteschi che rappresentano ancora oggi un nucleo importante della raccolta archeologica. Il percorso segue un ordinamento cronologico dal Paleolitico al Medioevo descrivendo uno straordinario tracciato cronologico che attraverso le testimonianze della vita materiale permette di seguire il percorso storico di una città e del suo territorio. Particolarmente rilevanti sono le raccolte relative al Neolitico e all'Età del Bronzo,in particolare legate alla civiltà delle Terramara: si tratta di villaggi circondati da fortificazioni costituite da poderosi terrapieni e ampi fossati. Le abitazioni venivano spesso costruite su piattaforme sopraelevate sostenute da palificazioni.La società delle terramare, una delle più avanzate nell'Europa dell'età del Bronzo, era costituita da guerrieri, contadini, pastori e artigiani capaci di produzioni di altissimo livello: vasi in ceramica, oggetti in osso e corno di cervo, tessuti di lino e lana ma soprattutto armi, utensili e oggetti di ornamento in bronzo. Non mancano numerosi ed importanti reperti dell'Età del Ferro, etrusca e romana, nel cui periodo lo splendore della città di Mutina è documentato in reperti del territorio, della città e delle necropoli.
La sezione etnologica, costituitasi tra il 1875 ed i primi decenni di questo secolo, è composta da materiali di diverse aree geografiche che in molti casi testimoniano culture ormai scomparse o in via di estinzione. La sistemazione attuale delle raccolte rispetta l'originaria suddivisione ottocentesca per aree geografiche: Nuova Guinea, Perù, America del Sud, Africa e Asia.
Il Museo d'Arte si caratterizza per la ricchezza e la varietà tipologica delle raccolte la cui formazione è dovuta in gran parte al contributo del collezionismo aristocratico cittadino. I tessuti e le carte decorate furono donati dal conte Luigi Alberto Gandini, le armi dal marchese Paolo Coccapani Imperiale, gli strumenti musicali dal conte Luigi Francesco Valdrighi; al marchese Giuseppe Campori si deve un cospicuo gruppo di dipinti e sculture e al nipote Matteo la quadreria, acquisita nel 1929, nel 2008 viene acquisita la collezione del commercialista modenese Carlo Sernicoli, che ha lasciato al Museo una preziosa raccolta di dipinti di assoluta rilevanza e di argenti estensi. Significative e consistenti sono anche le testimonianze storiche e artistiche affluite dalla città e dal territorio: tra queste si segnalano i frammenti di affreschi strappati dal duomo, la Madonna di Piazza di Antonio Begarelli e gli apparecchi scientifici appartenuti al Gabinetto di Fisica dell'Università. Nel 1994 è stata allestita al piano terra del Palazzo dei Musei la Gipsoteca Giuseppe Graziosi comprendente anche alcuni bronzi, dipinti, disegni, incisioni e litografie dell'artista modenese donati dagli eredi al museo.
Categoria: Musei
Indirizzo: musei civici modena
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