Museo Aceto Balsamico Tradizionale di Modena
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Valentina
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Nel 1967 nasce a Spilamberto l'Associazione denominata "Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena", proponendosi di promuovere, organizzare e sostenere iniziative e manifestazioni dirette alla tutela e alla valorizzazione dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, nonché alla diffusione della sua conoscenza nel rispetto assoluto della tradizione. Il 24 novembre 2002 un importante tassello si è aggiunto al Sistema Museale della Provinciale di Modena: il Museo del Balsamico Tradizionale.
Rappresenta un riferimento spaziale per la diffusione della cultura del "Balsamico" legata al territorio e alla sua gente. Il visitatore che attraversa le sale del Museo compie un viaggio passo passo alla scoperta del fascino di un prodotto che riassume in sé la storia di un lembo d’Emilia. La complessità della preparazione resa perfetta dal tempo e dall’esperienza; la maturazione lenta che è legata all'attività familiare di generazione in generazione, lontana da ogni industrializzazione; l' unicità della lavorazione gelosamente custodita nelle acetaie di famiglia si dischiudono al visitatore che attraversa le sale del museo, accompagnato dalle parole antiche ed esperte dei soci della Consorteria.
Dai vigneti alla vendemmia, dalla pigiatura alla cottura del mosto si susseguono storie e tecniche antichissime, fino alla costruzione delle botti e all’acetaia, dove confluiscono sensazioni olfattive e gustative che ancora oggi proiettano sul visitatore il valore di una tradizione e il fascino di un mito.
Sebbene l’aggettivo Balsamico compaia per la prima volta soltanto nel 1747 in un inventario delle cantine estensi, è fuor di dubbio che il prodotto abbia origini ben più remote. La mancanza di documentazione antica al riguardo è da imputarsi al fatto che la produzione del Balsamico aveva un carattere del tutto privato, in seno alla famiglia, la quale destinava il prezioso condimento alla propria mensa o a esclusivi doni.
Salendo le scale di Villa Fabriani, verso il solaio, dove riposa l’acetaia della Consorteria, si è subito avvolti dall’inconfondibile aroma balsamico.
L’assaggio è un vero e proprio rito, eseguito con calma, in silenzio, in un ambiente confortevole, con i giusti tempi e con gli strumenti appropriati. L’assaggiatore della Consorteria è abile ed esperto nel riconoscere tutti i colori, gli odori e i sapori racchiusi nella complessa storia di ogni Balsamico: prima l’esame visivo, poi quello olfattivo e per ultimo l’assaggio vero e proprio, la prova del gusto.
Ogni anno in occasione del Palio di San Giovanni (Santo Patrono di Spilamberto) gli esperti assaggiatori della Consorteria raccolgono e valutano con la loro esperienza quasi un migliaio di campioni di Balsamico, prodotto nelle antiche Terre Estensi.
E' solo in questa fetta di terra padana che può essere prodotto il Balsamico. Sarà l’inconfondibile odore di questa terra, resa umida e molle dalla nebbia, dove cresce la migliore uva trebbiana, oppure il clima freddo e rigido d’inverno e afoso d’estate, sarà la pazienza nel cuocere a cielo aperto nel focone e nel paiolo il mosto, oppure l’esperienza nel condurre e curare la lenta trasformazione del mosto cotto nei vaselli. Il Balsamico resta comunque un prodotto unico, nato in queste terre, da consuetudini tramandate fino ad oggi di generazione in generazione.
Categoria: Attrazioni
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