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Cevo

La Croce Ricurva di Androla di Cevo a Cevo

Monumenti ed edifici storici a Cevo - La Croce Ricurva di Androla di Cevo



La Croce Ricurva di Androla di Cevo

Recensito da: Silvano

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Un fine settimana di luglio, incredibilmente fresco, siamo partiti per un giro sul lago di Iseo. Tutto il lungolago è da vedere, ogni piccolo villaggio affacciato sulle sue sponde è un luogo  di pausa e di gioia di visitare. Ci sono tutti gli ingredienti che si possano desiderare: la calma maestosità del lago, specchio d’acqua blu reso magico dal riflesso delle Prealpi sulla sua superficie; le montagne, alte, solenni, a tratti selvagge a tratti addolcite da terrazzi naturali e pascoli: il verde ed il blu sembrano fondersi in un unico magico paesaggio.

Ma la nostra meta oggi è ben precisa: siamo alla ricerca di uno dei monumenti simbolo religioso ed artistico più recenti di questa nostra Italia, e in particolare della Vallecamonica: la Croce del Papa, all'Androla di Cevo. L'opera fu realizzata per la visita di Wojtyla a Brescia, nel centenario della nascita di Paolo VI, nel settembre del 1998 e solo in seguito eretta nel piccolo comune di Cevo, nei cieli dell'Adamello, sospesa tra cielo e terra perchè sia invito alla riconciliazione, alla fraternità e alla pace. L'allora presidente del Comitato per la visita del Papa, mons. Vigilio Mario Olmi, emerito vescovo ausiliare di Brescia e autore della lapide posta sotto la croce, da subito aveva incoraggiato il progetto di portare la Croce a Cevo.

La croce si erge su un vasto dosso, una  terrazza naturale a picco sull' alta Valcamonica, da dove si può ammirare uno dei migliori panorami sulla valle sottostante, stagliata contro il cielo nella sua inconsueta forma ricurva.
Costruita per essere posizionata nello stadio di Brescia, il senso dell'opera  era stato pensato, considerando la forma ovale dello stadio, simile ad una enorme nave, dove la grande croce curva, proprio come la prua di una gigantesca nave, rendeva l'idea di una guida per una possibile navigazione spirituale. O forse, il Grande Crocifisso ricurvo sul mondo rappresentava il curvarsi dell'amante sull'amato, quale segno di amore immenso del Cristo verso il suo popolo. Solo in seguito questa Croce, nata come "effimero" si é pensato di farla diventare un monumento stabile ... Il monumento doveva diventare qualcosa di altrettanto significante ma senza più lo stadio, senza più alcun evento che lo giustificasse. Si scatenò una gara di accoglienza per la croce del Papa: 25 metri di altezza, il Cristo è lungo 6 metri e pesa 6 quintali. Vinse il piccolo comune di Cevo. Mille abitanti, mille metri di altitudine, un passato che brucia: fu incendiato dai fascisti nel '44 e risorse per la determinazione degli abitanti. Parla di fede, la croce. Ma anche del trionfo della vita sulla violenza. Ed emana - non solo per chi ci crede - protezione e speranza.

La croce é stata realizzata su disegno di Enrico Job. È una trave curva a sezione "a cassone", larga 72,50 cm e con profondità variabile dai 2 metri della base fino a 0,60 cm della cima. In legno lamellare, si sviluppa in tre tronconi giuntati fra loto ad incastro. Raggiunge così l'altezza di oltre 30 metri, mentre in pianta occupa ben 20 metri. È stabilizzata contro le raffiche di vento che spesso investono il Dosso dell'Androla da due capriate in legno e da 4 stralli in funi metalliche ancorati al suolo e lunghi rispettivamente 34 e 26 metri. La croce prima di essere installata, é stata sabbiata per far emergere le venature del legno e quindi verniciata in catramina per garantire maggior durata nel tempo. Il Cristo é stata realizzato ex-novo, perché quello esposto a Brescia, di materiale deteriorabile, non avrebbe resistito alle intemperie. Questo Cristo, abbozzato in polistirolo espanso, é stato diviso in quattro parti distinte: le braccia, la testa, il tronco e le gambe; smembramento necessario per permettere l'inserimento dell'armatura metallica, la traduzione in resina e il trasporto. Successivamente le cavità interne sono state riempite di poliuretano espanso per evitare deformazioni della superficie e infiltrazioni d'acqua. I colori sono stati impastati direttamente nella resina per evitarne scrostature e scolorimenti.

Vista da sotto, la piccolezza dell'uomo è ancora più marcata: si ha la sensazione di essere "abbracciati" da queste immense braccia spalancate sul mondo e ricurve su di te. Una strano contatto si crea immediato: questo Cristo nei cieli svetta veramente sopra di te, irraggiungibile ma sempre presente.

Categoria: Monumenti ed edifici storici


Scempio ambientale

Recensito da: Francesco

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Penso che la croce non abbia nulla a che fare con il contesto e con l'arte del territorio. Una croce pensata per un evento e per un luogo e poi piazzata in un altro luogo ottiene un risultato posticcio. Direi pure uno scempio ambientale viste le fondamente in cemento che hanno piazzato. Visto la deturpazione del paesaggio, visto la piccola edicola che era il vero e storico segno della devozione locale... Ma veramente pensate che debbano arrivare i turisti per vedere lo scempio ambientale ? 


Fuori luogo

Recensito da: Marina

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Sì concordo: ci sono stata e devo dire che non c'è nulla di che per quanto riguarda la croce. È invece molto bello il paesaggio che si gode da lassù e carina pure l'edicola lì vicino. Certo che se i nostri amministratori pensano di fare turismo in questo modo, sono di poche e corte vedute. Tra qualche anno penso che la croce perderà i pezzi ma nulla avrà portato al territorio. Sì, è vero che la colata in cemento non è per niente bella.


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Gli ultimi Giudizi Cevo

Anonimo
16/05/2012
Giudizio generale: 9
  Posto stupendo, domina la vallecamonica! Gente molto accogliente, passeggiate in montagna x... Continua  

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