Motogiro e un ottimo ristorante a Tolfa
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Recensito da:
Davide
Votazione: |
Rieccomi qui,
questa volta il
Per quanto riguarda il viaggio, come già detto, sono qui anche per
narrare Tolfa come meta o tappa di un motogiro, quindi: -Motociclisti,
avanti!- ...mettetevi seduti e preparatevi ai dettagli di una
sgaloppata sulla provinciale che dall'antichissima via Aurelia arriva
fino al paesino, nel cuore della zona alle pendici della Tuscia.
Come potete vedere, la strada sale, e si inerpica su per le colline.
Morfologicamente è facile intuirla: in molti punti si vede la roccia
sulla sinistra e il nulla sulla destra. Poi è facile intuire che non è
una strada larghissima perchè è comunque una strada collinare. Viene da
se che tecnicamente non è facilissima da fare.
Infatti i rettilinei si alternano a curvoni larghi, dove spesso non è
facile impostare da subito la traiettoria giusta. Per onor del vero
devo dire che era la prima volta che percorrevo quella strada, quindi è
normale che un po' di soggezione me l'abbia messa addosso. Tutt'altra
storia, invece, quando ci sono i tratti di curvi molto strette. No, lì
non è questione di feeling con la strada o umidità dell'asfalto: Il
discorso cambia totalmente quando si percorrono quei quattro o cinque
tratti di curve strette. Non pensiate che abbia affrontato il percorso
a velocità impossibili o scambiandolo per un giro in pista. Era un
mesetto fa, quindi ero perfettamente cosciente che avrei potuto trovare
tratti di asfalto, che per orientamento, non vedevano un raggio solare
da settimane. Ed infatti così è stato, e non ci sono stati
assolutamente problemi dovuti alla velocità con cui sono salito.
Dopodichè c'è da dire che ero in piacevole compagnia, e mi godevo la
stretta dell'abbraccio, di chi, al suo primo vero motogiro, si faceva
accompagnare da un po' di tensione. E più la moto si piegava, più la
tensione saliva e l'abbraccio si stringeva. Onestamente non c'era tutta
questa voglia di arrivare di fretta alla meta.
Detto questo, esprimendo un giudizio finale sulla strada... BELLA! Ed
assolutamente godibile da ogni varietà si motociclista: dal mototurista
che vuole, tranquillamente, godersi il radicale cambiamento di panorama
che va dalla costa del tirreno a un paesino di collina, al piegatore
esperto, quello con la supersportiva con le gomme ultralisce che non
vede l'ora che arrivi la domenica per far scalpitare sull'asfalto
tutta la cavalleria che ha disponibile!
La provinciale "Tolfa" è una strada da fare, da vedere e magari rifare
fino ad averla imparata a memoria, la provinciale tolfa è davvero in
grado di regalare emozioni forte.
Sempre con la testa al suo posto ragazzi, perchè basta un attimo di distrazione per stravolgere una giornata nata con l'idea di una passeggiata con gli amici e un buon pranzetto!
Il buon pranzetto, appunto!
é giusto dare spazio anche a quello, ed a tal proposito devo
consigliarvi, nel caso capitaste in zona, il ristorante "La Caballera".
é proprio sulla piazza principale di Tolfa: piazza Giacomo Matteotti,
per intenderci, quella del belvedere. La Caballera, nonostante il nome
spagnoleggiante, non fa altro che addicersi totalmente al clima del
posto. Rustico, genuino... buono!
L'ambiente è piacevolmente essenziale, sobrio, senza eccessi nè
lussi. Un bel ristorantino, di quelli che ci si aspetta esattamente di
trovare lì. Il menù sfiora l'eccezionale.
Carne, naturalmente! Carne e pasta all'uovo. Il motogiro era organizzato, quindi compreso nel tour c'era un menù fisso.
L'antipasto, all'italiana, tipico, era caratterizzato da prodotti
artigianali, ogni cosa era su quei piatti dava l'impressione di essere
frutto di una lavorazione e una stagionatura tipiche dei prodotti che
restano lontani dai banconi dei supermercati... dopodichè tre primi,
lasagna, strozzapreti con funghi porcini e fettuccine con ragù di
cinghiale. Beh, inutile commentare la bontà di piatti che magari sono
proprio le punte di diamante di un posto del genere. La sensazione che
avremmo mangiato dell'ottima pasta all'uovo l'abbiamo avuta appena
entrati: quando in fondo alla sala ci accoglieva un piano di stesa in
marmo, con delle spianate di pasta stese ad asciugare: chiunque sa
quanto è importante per la pasta all'uovo, ai fini dell'assorbimento
del sugo, la stesa su un piano in marmo.
E le aspettative non sono state deluse.
Il momento del secondo è stato tipicamente agrituristico: arrivati a
quel punto non tutti avrebbero voluto altro cibo. E quindi le portate
di vari tagli e scelte di carne alla brace erano in delle fiamminghe a
centro tavola. Carne davvero di ogni tipo, c'era un po' di tutto. E poi
c'era il colpo di classe: il dettaglio che caratterizza e differenzia
il posto. Ho mangiato per la prima volta alla caballera a Tolfa, il
cinghiale stufato. Tenero, buonissimo. Una vera delizia.
Contorni come patate al forno, verdure e insalate varie erano lì
alla portata di tutti, un'ottima cicoria che però dalla maggior parte
di noi non è stata degnata neanche di uno sguardo!
Anche nei dolci c'era l possibilità di scegliere qualcosa di fresco e fatto in casa, oltre ai canonici gelati&sorbetti.
Vino locale? Non ne ho assaggiato: ero in moto e dovevamo tornarci a
casa. Non tutti hanno fatto lo stesso e ho sentito ottimi commenti
anche sul nettare degli dei. Era un rosso secco autoctono, un classico
vino che accompagna un pranzo del genere.
La Caballera, p.zza G. Matteotti - Tolfa!
Andate e meditate, gente!
Categoria: Consigli Generici
Interventi dal forum - Motogiro e un ottimo ristorante a Tolfa
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Enzo
15/02/2009 9.11.00 Ciao ti ringrazio delle informazioni che mi hai dato, io devo portare il mio gruppo di harlisti domenica a Tolfa e ti chiedevo il prezzo del menù turistico e secondo te quante persone può contenere il locale. Ti ringrazi anticipatamente. Enzo |
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