Storia e Turismo Strangolagalli
Posto a 232 metri di altitudine, questo ridente paesino dal nome curioso vale la pena di essere visitato. All’origine del nome vi sono varie ipotesi: forse il ricordo di un assedio in cui il nemico doveva attaccare al cantar del gallo e che gli abitanti scongiurarono strangolando tutti i galli. Oppure, dalla residenza di caccia di Astragalo Gallo, figlio di un console romano, la quale, dopo essere stata distrutta dai barbari, fu riedificata e chiamata Astragalogallo, cambiato poi in Strangolagalli. Comunque, la prima menzione di questo castello si ha nel 1097, in una bolla di papa Urbano II°, che confermava al Vescovo di Veroli il possesso dei beni della diocesi. Secondo una recente ed affascinante ipotesi il centro fortificato sarebbe stato fondato dall’Imperatore Federico II° nel maggio del 1242, come attesta un atto piuttosto noto della cancelleria sveva, cui avrebbe dato il nome di Flagella. Appartenne alla famiglia di San Tommaso, i d’Aquino signori di Monte San Giovanni, dei quali seguì le vicende fino al 1424, quando papa Martino V° confiscò il castello e lo diede ad Antonio Colonna. Nel pontificato di Eugenio IV° il possedimento fu di nuovo trasferito ai d’Aquino. Don Inigo D’Avalos sposò nel 1445 Antonella d’Aquino, unì il suo stemma a quello dei conti di Aquino ed ereditò dal suocero la contea nel reame di Napoli e i feudi pontifici di Strangolagalli e Monte San Giovanni Campano. Papa Alessandro IV° tolse ai D’Avalos i due feudi pontifici e li donò al piccolo Rodrigo Borgia, figlio di Lucrezia e di Alfonso di Bisceglie. Alla morte del papa, nel 1503, i D’Avalos recuperarono i due castelli e li tennero fino al 1595, quando papa Clemente VIII° li fece ricomprare dalla Camera Apostolica. Strangolagalli è diventato Comune nel 1870, quando gli abitanti, approfittando della confusione che seguì la presa di Roma e la fine dello Stato Pontificio, proclamarono la loro autonomia, riconosciuta poi dalla nuova amministrazione dello Stato Italiano. Il centro urbano si presenta arroccato su una collina, che doveva costituire una difesa naturale alquanto sicura ed il territorio, collinoso con dolci pendii, gode di un clima particolarmente felice. Nei pressi del centro storico è stata realizzata un’area di sosta attrezzata per camper.





