Storia e Turismo Sant'Elia Fiumerapido
Il comune di Sant’Elia Fiumerapido si trova su un altitudine di 150 metri s.l.m. e possiede circa 6.422 residenti. Questa località in epoca romana era compresa nel territorio di Casinum, come lo documentano le superstiti iscrizioni e la storia di S. Elia si lega strettamente a quella di Montecassino; infatti al Monastero si deve il primo sorgere della vita associata.
Importante centro bizantino nel X secolo, divenne successivamente possedimento dell' Abbazia di Montecassino. I monaci benedettini imposero la denominazione di S. Elia che assieme alla presenza del fiume Rapido, che attraversa il centro cittadino, ha dato origine al nome attuale.
La sua economia si basa, oltre che sull' agricoltura, anche sull' industria, nel settore del legno e della carta, notevole fonte di reddito per la zona. Di particolare interesse naturalistico è la zona dei Monti Bianchi, una delle aree più selvagge del territorio nazionale.
Grazie alla sua posizione riparata da vari sistemi montuosi e dalla vicinanza con il fiume Rapido, le cui acque, con impianti sopraelevati, permettono una buona irrigazione rendendo il terreno fertile, l'agrosanteliano può vantare la produzione di primizie e verdure sufficienti al fabbisogno locale e ai mercati della Valle del Liri e della Val Comino: fave, piselli, peperoni, pomodori, cavoli broccoli dal sapore acre, introvabili altrove, cetrioli, fagioli rampicanti, semenzai e peperoncini.
Dovuto alla costituzione e alla felice esposizione dei terreni, è presente anche una buona produzione di uva da vino: sirah, cabernet, "ciccastrieglio", vino tipico di Vallerotonda, viti queste che vengono coltivate sulle colline; nei terreni a fondovalle, che risentono degli influssi dell'umidità del fiume, si preferisce la coltivazione della mutolana, della fragola e della piginera, caratteristica vite di S. Elia, perché risulta ben acclimata ai terreni irrigui.
Sui monti che circondano la conca, e in qualche terreno della pianura, crescono gli olivi, che costituiscono una delle principali risorse dell'agricoltura santeliana.





