Storia e Turismo Proceno
Immerso nel verde, in una posizione che permette una splendida visuale sul Monte Amiata, il Monte Rufeno, il fiume Paglia e la campagna toscana. Secondo la leggenda Proceno fu fondato da Porsenna e, fin da allora, dovette sempre fare i conti con gli invasori: il passaggio della Via Cassia favoriva non solo gli scambi culturali ma anche le prepotenze dei più forti. Ai modesti resti etruschi si aggiunge una pochezza di notizie durante il periodo romano, infatti solo con l'anno mille, data la sua strategica posizione, Proceno, come caposaldo difensivo, viene dotata di una Rocca, fatta edificare da papa Gregorio V. L'edifico viene restaurato e potenziato nel 1157, dopo che Matilde di Canossa aveva donato anche questa zona allo Stato Pontificio. Nel 1240 fu conquistata da Federico Barbarossa, in marcia verso Roma, che proprio a Proceno soggiornò insieme al suo famoso cancelliere Pier della Vigna. La sua fedeltà al papato le fruttò molti benefici concessi da Bonifacio VIII, da qui sembra che derivi il permesso di aggiungere allo stemma cittadino le chiavi di San Pietro. Il XIV secolo rappresenta un periodo florido per Proceno, la sua posizione le permetteva un buon vicinato con la potente città di Siena. Nel 1400 venne assegnata all'antipapa Giovanni XXIII, agli Orsini di Pitigliano prima di passare sotto la signoria degli Sforza. Questo periodo fecondo culturalmente è testimoniato dall'aristocratico Palazzo Sforza fatto costruire dal cardinale Guido Ascanio nel 1537. Dopo gli Sforza il feudo passò, sul finire del 1600, alla famiglia Mazzanti, seguirono quindi le vicende della dominazione francese, della repubblica romana e dell'occupazione dello stato pontificio da parte del nascente Regno d'Italia. Agli inizi del 1625 vi dimorò per una ventina di giorni Galileo Galilei in viaggio per Roma, dove sarebbe stato giudicato dal Santo Uffizio. Oltre alla Rocca e al Palazzo Sforza, attualmente in fase di restauro, interessanti sono anche le chiese come quella della Madonna del Giglio.





