Storia e Turismo Monterosi
Il nome moderno di "Monterosi" probabilmente si può collegare al fatto che le alture sovrastanti la cittadina fossero coperte da numerose piante di rosa canina e di cisto, due essenze tipiche della flora mediterranea dai fiori relativamente simili che in queste condizioni di terreno e di clima cresce rigogliosamente. Sull'emblema comunale è raffigurato non a caso un monte ricoperto di fiori.. Questo piccolo centro, tutto raccolto intorno al suo nucleo centrale, ha avuto, in passato, importanti funzioni strategiche in quanto luogo di passaggio della via Cassia il che permise a Monterosi e altri paesi limitrofi di crescere economicamente e culturalmente. La storia più antica di Monterosi è pressoché sconosciuta, ma sappiamo che il piccolo centro agricolo posto al confine tra il territorio etrusco e quello falisco, prosperante dei traffici e dei commerci tra le due nazioni, fu teatro di scontri tra l'esercito etrusco e quello romano sin dalla metà del IV secolo a.C. che finirono per avere la meglio. Monterosi divenne allora un importante punto di sosta lungo il tracciato della consolare Cassia, posto com'era a poche miglia dopo la grande mansio di Ad Vacanas, nella valle del Baccano. Particolare significativo è l'antico nome della località, janula ovvero "porticina", forse perché porta d'accesso al territorio etrusco più profondo. Lo stesso nome veniva attribuito al piccolo laghetto vulcanico che si trova accanto al centro abitato. Monterosi, assieme a molti altri paesi della zona, passò di volta in volta nelle mani del potere pontificio o di alcune tra le famiglie più potenti del Lazio, tra cui i di Vico, gli Anguillara e gli Orsini. La posizione già strategica acqusì ulteriore importanza con la costruzione di un maniero sulla collina sovrastante il paese ad opera di Federico II di Svevia, impegnato nella lotta con le truppe pontificie di Innocenzo IV. Un secolo prima un altro Federico aveva lasciato la sua impronta nella storia in questo luogo, Federico Barbarossa, che il 9 giugno 1155, in occasione dello storico incontro con papa Adriano IV chiedeva di essere riconosciuto come Imperatore dal Pontefice.





