Storia e Turismo Fontechiari
Antico centro medievale posto vicino il fiume Fibreno, era chiamato Schiavi, e rischiò la distruzione nell’anno 846 per l’invasione delle truppe saracene, che furono respinte in località Ponte Tapino. Nel 1602 venne occupato dalle truppe normanne e fu donato da Ugo Boncompagni ai nipoti, principi di Piombino, e nipoti di papa Gregorio VIII°, che realizzarono la torre alta 25 metri, inserita nella cinta muraria. Essa svolgeva compiti di avvistamento e di segnalazione con le torri di Arpino e di Vicalvi, ed al suo interno, nel salone posto al piano superiore, veniva amministrata la giustizia. Due cunicoli si dipartono dal sotterraneo: uno, in direzione di Vicalvi, serviva come via di fuga per il castellano, raggiungendo l’aperta campagna, l’altro, a forma di pozzo, costituiva un trabocchetto nel quale venivano eliminate le persone indesiderabili. Il paese fece parte integrante del Regno di Napoli e l’abitato era circondato da mura poligonali, con feritoie, che ne delimitavano il perimetro . Si accedeva all’interno del centro per mezzo di otto porte.





