Storia e Turismo Cellere
Cellere è un caratteristico paesino della Tuscia viterbese che vive tra passato e presente, circondato com’è da resti etruschi e romani ma proiettato verso nuove prospettive. Numerosi sono infatti i progetti messi in cantiere dall’attivissima organizzazione locale per valorizzare il territorio ricco di risorse, naturali e storiche. Oltre agli eventi, numerosi soprattutto durante la stagione estiva, una delle attrattive maggiori di Cellere è sicuramente l’area della valle del Timone che diverrà ben presto protetta. Molto del fascino del luogo deriva probabilmente anche dalle numerose leggende sui banditi che dimoravano nascosti nella vicina selva del Lamone, e nonostante siano passati decenni, e la zona non sia più pericolosa continuano a circolare mille storie raccontate che affascinano i passanti. In epoca etrusca gli abitanti di Vulci scelsero Cellere come granaio della loro potente città e ricavarono il deposito di cui avevano bisogno scavando nel promontorio dove ora si trova il centro storico. Le prime notizie certe della città risalgono all'VIII secolo quando il papa Innocenzo III donò i castelli di Canino e Cellere a Viterbo. In seguito passò dal dominio di Tuscania a quello della Camera Apostolica, quindi venne inclusa nel Ducato di Castro fino al suo disgregamento. A questo punto tornò sotto la protezione della Santa Sede. La storia più recente di Cellere è segnata dalla leggenda del brigante Tiburzi a cui ha dato i natali, sicuramente il suo personaggio più famoso, sul quale si racontano fatti più o meno fantasiosi che ogni anno la popolazione ricorda nella festa campestre d'agosto in onore del suo "eroe".






