Fra Diavolo
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AURELIO
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Nel febbraio del 1799 il colonnello Michele Pezza, più noto come Fra Diavolo, comandò a tutti i paesi da lui dipendenti di mandare un determinato numero di uomini a situarsi a Lenola,Campodimele, Le Fratte (Ausonia), Castelnuovo e Mignano e di lanciarvi delle partire volanti che apparissero sui monti, sul piano e sulle strade per dimostrare la propria presenza e quindi il proprio dominio.
Come si vede egli cominciava a destare una considerazione diversa da quella degli altri capi di truppe improvvisate e ciò influì molto sui rapporti già buoni che aveva con il Commissario di Campagna, al quale chiese di poter accrescere ed ordinare la truppa, di esserne riconosciuto capo dalle vicine Università e di esigere i soccorsi per il mantenimento, giacchè fino ad ora che gli era stato possibile, "l'aveva tenuta a proprie spese, pagando tre carlini al giorno per individuo". Ed ottenne tutto.
Il 4 giugno 1799 si dette a percorrere molti paesi di Terra di Lavoro, e vi raccolse moltissimi volontari e migliaia di ducati.Moltissimi furono i paesi che contribuirono ed alla fine furono raccolti oltre ventisettemila ducati.
In seguito più di 1500 uomini erano alla sua dipendenza ed aumentavano sempre, tanto che a luglio raggiunsero il numero di 1707.
La fatica durata nell'ordinarli non fu scarsa.
Si ebbero perciò molte ispezioni sul Garigliano, ad Itri, a Maranola ed al Borgo di Gaeta, anche per l'abuso che alcuni facevano della fiducia del capo acrrescendo, per proprio tornaconto, la lista dei volontari.
La truppa fu divisa tra molti capi e sottocapi, ed ebbe anche alcuni medici e cappellani. La truppa di Castelnuovo era formata da 43 uomini guidati da Antonio Petrucca.
In uno scontro molto funesto per i Borbonici, avutosi tra Castelforte e Minturno, prese parte attivissima il reverendo Don Benedetto Di Raimo di Cstelnuovo Parano.
Egli comandava una squadra di paesani armati ed assoldati a proprie spese, e fu fatto prigioniero. Doveva essere fucilato, ma la famiglia facoltosissima ne comprò il riscatto con la somma di seimila ducati.
Da Ferdinando II fu nominato cavaliere e luogotenente per il circondario di Minturno, e in molte carte cassinesi è lodato come sacerdote di ottime qualità, tanto che i cittadini lo desideravano economo curato del paese.
Era amicissimo di Fra Diavolo che gli regalò un suo timbro. Combattevano con lui Michele Di Marzio, Giuseppe Cece, Pasquale Bergantino, Marco Di Raimo, Matteo Jannelli, Natale Bergantino.
Quest'ultimo fu fucilato nel 1799 presso Minturno.
Categoria: Consigli Generici






