Storia e Turismo Castel Sant'Elia
Poggiato su di un pianoro tufaceo delimitato ai lati da due profondi burroni, Castel S. Elia si trova ai confini della provincia di Viterbo. Deve il suo nome all’antichissimo Cenobio di Sant’ Elia, mentre viene detto "Castello" dai suoi stessi abitanti, forse per la sensazione che da il luogo di sentirsi raccolti e protetti. La cittadina è conosciuta per la produzione di nocciole ed olive, ma soprattutto per l’artigianato legato alla lavorazione del legno e della ceramica. Il paese trae il nome da una basilica romanica intitolata a S. Elia che sorge nei suoi pressi, le sue origini sono però molto più antiche. Nel territorio comunale sono riconoscibili almeno tre siti etruschi: Pizzo Jella, S. Anna e Castel d'Ischi o Castellaccio. I tre "Pagi" etruschi, abbandonati in epoca romana, furono rioccupati nel medioevo per la loro notevole difendibilità, sono ancora visibili infatti i resti di fortificazioni, torri e mura. L'attuale centro storico, anch'esso di origine etrusca, fu riorganozzato al tempo di papa Gregorio Magno come avamposto difensivo di Roma dalla minaccia dei Barbari. Nel Medioevo furono edificate nuove opere difensive, mura e torri, che furono ampliate e consolidate nel 1540 ad opera dei Farnese, allora signori di Castel S. Elia. Nell'Alto Medioevo, le grotte e gli anfratti della valle Suppentonia accolsero eremiti ed anacoreti, che abbracciarono la regola di S.Benedetto. Questi furono gli artefici della primitiva Basilica di S. Elia.





