Storia e Turismo Canino
Al confine con la Toscana, in quella che viene chiamata “Maremma laziale” si trova Canino, antica dimora niente meno che di Luciano Bonaparte fratello del più celebre imperatore col quale in realtà non correva buon sangue. Grazie alla sua vocazione di mecenate furono condotte numerose campagne di scavo, sicuramente le prime nella zona, per riportare alla luce i tesori nascosti dell’antica civiltà etrusca nella vicina Vulci.
Non è un caso che il principe d’oltralpe scegliesse proprio questo paesino adagiato tra morbide colline, conosciute anche come “monti di Canino”, per stabilirsi con la sua famiglia: il paesaggio con le sue pianure coltivate a cereali e le alture coperte di oliveti dovevano incantare i passanti. Ancora oggi è così del resto.
Durante l'egemonia etrusca Canino faceva parte di Vulci e solo più tardi divenne un territorio a se stante, porto sicuro per le popolazioni dei dintorni durante le scorribande dei Saraceni. Il bel borgo medievale era un tempo circondato da possenti mura fino a quando Ludovico il Bavaro nel 1327 non le fece distruggere per entrare nella cittadina e infierire sugli abitanti.
Alla fine del '300 la città conobbe un periodo di prosperità dopo essere stata annessa alla chiesa che l'affidò ai Farnese. Sotto la loro Signoria a Canino vennero costruite opere di ogni tipo come il grande lavatoio pubblico tutt'ora visibile nel centro storico e il palazzo Farnese con la torre annessa, dove secondo la tradizione nacque Paolo III.
Quando nel 1808 arrivarono a Canino Luciano Bonaparte, fratello dell'imperatore Napoleone, e la sua famiglia la città conobbe una nuova età d'oro durante la quale venne abbellita di nuovi palazzi e chiese.
Durante il '900 Canino ha subito numerosi cambiamenti a livello sociale e soprattutto economico. Questo ha portato a una trasformazione radicale anche dal punto di vista urbanistico finalizzata alla rivalutazione del centro storico che adesso si presenta ottimamante conservato.





