Il Bosco Sacro
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Recensito da:
Matteo
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In questo incantevole angolo del Lazio, alle falde del Monte Cimino, è stata creata un’opera unica nel suo genere, “La Villa delle Meraviglie”, conosciuta anche come “il Bosco Sacro”.
Il parco di Bomarzo è un complesso artistico e culturale senza uguali nel mondo, un vero e proprio labirinto di simboli che trasporta il visitatore in una dimensione surreale. Realizzato intorno al 1552 da Vicino Orsini il parco accoglie, oggi, i visitatori con numerosi servizi che spaziano dal bar-tavola calda, ad un ampio parcheggio e una estesa area pic-nic. Grazie ai suoi viali alberati e alle sedute disposte lungo i tracciati di visita il Parco di Bomarzo è un luogo di passeggio e riposo.
La nostra passeggiata inizia non appena varchiamo il sontuoso cancello d’ingresso con il blasone degli Orsini in bella mostra. Subito l’attenzione viene carpita dalla presenza di due bellissime sfingi. Proseguiamo prendendo il sentiero che troviamo sulla destra, 50 metri dopo scendiamo per una elegante scalinata di pietra e sulla sinistra possiamo ammirare la statua dell’”L’Uomo con la barba”; scendiamo una seconda scalinata e ci incontriamo di fronte al complesso statuario del “Gigante”.
Poco più avanti, nei pressi di una fresca e gorgogliante cascatella, incontriamo una enorme tartaruga sul cui dorso posa la figura di una donna velata con un mantello, accanto a questa figura femminile si erge, spaventosa, la testa di un mostro infernale. Proseguiamo, quindi, fino a giungere alla fontana di “Pegaso”. Alcuni passi e preceduto dalla rappresentazione delle Tre Grazie e da due piccoli leoni troviamo il “Piccolo Ninfeo”, dove possiamo riposare sedendoci su i sedili che ivi troviamo disposti e guardando le statue che adornano le varie nicchie di cui è circondato questo bizzarro complesso architettonico. Sulla destra del ninfeo possiamo rinfrescarci con l’acqua della “Fontana dei delfini”. Continuiamo la paseggiata fino ad arrivare al “Grande Ninfeo” preceduto da una sontuosa scalinata.
Poco più in la troviamo una delle attrazioni più celebri del Parco, la “Casa Pendente”. Girando a sinistra e salendo per una breve scalinata giungiamo un ampio spazio rettangolare chiamato la “Platea dei Vasi” perche, su ogni lato lungo sono disposti sei vasi. In questo spazio aperto possiamo ammirare le più bizzarre e singolari rappresentazioni scultoree del Parco. Sul lato di fondo il “ Nettuno” e alla sinistra, emergendo dalla roccia, la spaventosa testa di un mostro marino con le fauci spalancate orrendamente. Poco più avanti giace la rappresentazione di una “Ninfa Dormiente”. A monte della platea dei vasi troviamo un complesso scultore che rappresenta la lotta tra un drago, un leone e un cane.
Poco più in la un enorme elefante da battaglia strazia il corpo di un soldato nemico. Tornando sui nostri passi, opposto al nettuno, una immensa figura femminile che porta sul capo un elegante vaso. Appena sopra questa figura, alla fine di una piccola scalinata, troviamo l’”Orco”; enorme maschera di pietra con la bocca aperta al cui interno albergano un tavolo e alcuni bancali. Poco oltre un lieve declivo ci incontriamo un gigantesco vaso monumentale le cui decorazioni sembrano uscite dalla bottega di un maestro orefice. Più avanti possiamo riposare sedendoci sulla “Panca etrusca” e leggere in versi la descrizone originale delle meraviglie del Parco: “Voi che pel mondo gite errando vaghi, di veder maravigliealte et stupende, venite qua dove son faccie horrende, elefanti, leoni, orsi, orche et draghi.”
Dopo la sosta alla panca etrusca continuiamo passeggiando lungo il vialetto in salita e saliti i primi gradini, sulla destra, appare la testa di “ Cerbero” , guardiano dell’ade, che vigila l’accesso tra la parte del Parco dedicata ai mostri e quella dedicata alla serenità, costituita dalla “Spianata del Tempietto”. Non è possibile salire oltre quindi giriamo a sinistra e incontriamo un sedile ornato da una figura femminile che ci accoglie con le braccia allargate. Ci troviamo nel lato corto di un spazio paineggiante chiamato “Xisto”. Il Xisto è delimitato, sui lati lunghi, da file di ghiande e pigne decorative mentre, al fondo dello spazio, possiamo ammirare due magnifici Orsi araldici.
Poco dopo gli orsi entriamo in una piazzetta guardata da due enormi sirene che stringono nel mezzo due leoni. Prendiamo a destra e giungiamo nella parte più alta del percorso. Qui sorge il Tempietto, elegante edificio con forma ottagonale che Vicino orsini dedicò alla sua seconda moglie, Giulia Farnese.
Tornando verso l’ingresso possiamo ancora ammirare le statue del Giano Bifronte e della Triplice Ecate. Al finale ci appare una enorme Maschera demoniaca sormontata da un globo con un castello simbolo araldico del ramo orsiniano cui apparteneva Vicino Orsini di Castello.
Parco dei Mostri di Bomarzo, loc Giardino, 01020 Bomarzo, Vt. Telefono 0761/924029; e-mail: info@parcodeimostri.com
Categoria: Parchi e Giardini
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