Storia e Turismo Bolsena
La città che da nome all'omonimo lago si trova a nord di Viterbo, a pochi km dal confine umbro e consta di un borgo antico, arroccato su di un colle ad un'altitudine di 350 m, e di una parte più moderna in pianura. La campagna è formata per lo più da uliveti e vigneti. E' conosciuta per il miracolo del Corpus Domini, legato al prodigio eucaristico avvenuto nel 1263, quando un prete boemo, Pietro di Praga,mentre celebrava la messa presso la tomba di Santa Cristina, vide sgorgare gocce di sangue da un'ostia consacrata. Il prete, dubbioso sul dogma della transustazione si dovette ricredere e tale miracolo fu il motivo per cui, papa Urbano IV nel 1264 istituì la festa del Corpus Domini. La santa, patrona con San Giorgio dell'abitato, nel 292, agli albori del cristianesimo, venne gettata nel lago, per essere uccisa con una pietra legata al collo, per volere del padre. La stessa pietra, miracolosamente, iniziò a galleggiare e riportò la giovane sana e salva sulle sponde del lago. E fu proprio su questa pietra, segnata con l'impronta dei piedi della santa, che avvenne appunto il miracolo del 1263. Ancora oggi a testimonianza di ciò si svolge la tradizionale processione e si possono ammirare gli affreschi di Raffaello,rappresentanti l'evento, nella stanza di Elidoro nei Palazzi Vaticani, nonchè lo splendido Duomo di Orvieto costruito proprio a seguito di tale miracolo. La felice posizione di Bolsena, sulle colline digradanti dei monti Volsini, ha favorito da sempre gli insediamenti umani, come documentano le tracce di primitive abitazioni palafitticole rinvenute nei fondali del lago. La sua notorietà turistica è anche dovuta alla statale Cassia e al fatto di aver costituito per secoli una statio strategica lungo il cammino dei pellegrini diretti a Roma. La sua antenata Velzna -l'ultima delle dodici città della confederazione etrusca a cedere a Roma (265 a.C.)-,sorgeva, secondo alcuni, sulla rupe della vicina Orvieto, una trentina di km a nord-ovest, per altri invece, il pagus si trovava nei pressi dell'attuale centro abitato. Nell'età romana la città prese il nome di Volsinii e venne eletta a municipio. Conservò il suo prestigio anche nei primi anni del cristianesimo, come documentato dalle vaste Catacombe di Santa Cristina, la martire a cui oggi è dedicata la Collegiata. Conquistata e spoliata di molte sue ricchezze da parte dei Goti e dei Longobardi, venne infine a far parte del dominio della Chiesa, che molto dovette lottare per evitarne la conquista degli orvietani. Le memorie medioevali sono affidate al castello Monaldeschi della Cervara che sovrasta il centro storico. La Bolsena balneare, sulle rive del lago, si avvale di confortevoli attrezzature ricettive. Il lago In ordine di grandezza, il lago di Bolsena, l'antico "Lacus volsiniensis",cratere dei monti Volsini con superficie di 114 kmq, un perimetro di 63 km e una profondità media di 146 m,(in alcuni punti anche di 900 m), è il quinto d'Italia ed il più grande in Europa fra quelli di origine vulcanica.Vi si affacciano, oltre a Bolsena, Marta e Capodimonte. Noto per la sua pescosità, oltre che per la bellezza paesaggistica, ancora oggi vi si pescano le anguille (già citate da Dante), coregoni, carpe e tinche. Dalle acque emergono due isole, probabilmente resti di crateri vulcanici secondari: la Bisentina e la Martana. La prima di 17 ettari di superficie, accoglie un habitat di raro interesse naturalistico in cui i inseriscono elementi artistici, talvolta raffinati: edicole cinquecentesche del periodo farnesiano, nonchè il palazzo Farnese (poi convento francescano ed oggi trasformato in foresteria) e la chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo tutti progettati da Antonio da Sangallo il Giovane, o ancora, nel 1450, le cinque cappelle di cui alcune, affrescate da allievi di Benozzo Gozzoli. La chiesa è coronata da una cupola rotonda su base ottagonale del Vignola, custodisce le spoglie di Ranuccio Farnese, morto nel 1449. L'isola, di proprietà privata, è visitabile nei periodi estivi grazie a battelli e motoscafi in partenza dai porticcioli di Bolsena e Capodimonte. La Martana, di 10 ha, anch'essa privata, è ricordata per la tragica fine di Amalasunta, regina degli Ostrogoti, figlia di Teodorico, che secondo la leggenda, venne fatta uccidere ,nel 584, in questo luogo (strangolata e gettata nel lago) dal marito Teodato. Vi si trovano resti di un castello medioevale e della chiesa di S.Stefano del IX sec.
Cap: 01023
Prefisso: 0761
Altezza: 350






