Storia e Turismo Antrodoco
Attraversato dal fiume Velino, questo paese è alla confluenza di tre valli ed è un importante nodo stradale tra la statale Sabina e la Salaria, non a caso il suo nome romano "Interocrium" significava, "tra i monti". È anche ricordato da Strabone col nome di Introthoco, o come Vicus Interocrea.
In parte adagiato sulle rive del fiume e in parte abbarbicato su una collina di 525 m, (domina il tutto il vecchio castello con giardini), conserva caratteristiche urbanistiche interessanti e numerose opere d'arte.
Antrodoco aveva un ruolo importante ai tempi dell'antica Roma e lo dimostrano i ruderi delle terme appena fuori dell'abitato. Del resto anche oggi la cittadina è un luogo ideale per la villeggiatura: posta alle pendici dei Monti Terminillo, Nuria e Giano, ha sorgenti solfuree adatte per le malattie della pelle e gastro-intestinali, e casette antiche, ben conservate, appoggiate l'una all'altra e con in mezzo strette viuzze che s'inerpicano su per il colle.
Al margine dell'abitato sono infatti collocate le Terme di Antrodoco.
Tra il 1231 e il 1455 è assediata da Federico II, dagli Aquilani a da Cittaducale. Nel 1799 è teatro della battaglia tra austriaci e carbonari napoletani.
Nei dintorni del paese, vi sono poi due paesaggi inconsueti e degni di una sosta: le Gole del fiume Velino, che separano il Terminillo dalla catena del Monte Giano, e le Gole di Antrodoco. Quest'ultime sono lunghe 1.5 km e sono strette tra il Monte Giano e il Monte Nuria. Proprio qui i cittadini di Antrodoco imprigionarono e sterminarono nel 1799, circa 4000 francesi, e sempre qui, Guglielmo Pepe fu battuto dagli austriaci mentre marciava su Napoli.
Cap: 02013
Prefisso: 0746
Altezza: 525





