Car Sharing
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Redazione
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Overview
Nelle
strade dell’antica Repubblica marinara di Genova, scopriamo la possibilità di
guidare un’automobile condivisa con la comunità. La nostra è una presa di
coscienza: trasformando il simbolo moderno del consumismo in un servizio di
pubblica utilità, vogliamo contribuire allo sviluppo di una cultura della
mobilità più eco-sostenibile.
Come gli altri utenti del Carsharing (www.carsharing.net), prenotiamo l'auto quando ne abbiamo bisogno nel parcheggio che preferiamo tra quelli a disposizione, dove la riconsegniamo quando finiamo di usarla. Sostenuto da Legambiente(www.legambiente.it) e da Iniziativa Car Sharing (www.icscarsharing.it), il progetto conta 15000 iscritti in Italia (www.carsharingitala.com), dove è attivo anche a Bologna, Brescia, Firenze, Milano, Modena, Palermo, Parma, Roma, Savona, Torino e Venezia.
Step 1: Caruggi
Il centro storico di Genova, disegnato da una
ragnatela di stretti vicoli denominati caruggi,
è di origine medioevale e barocca. Resti delle mura di cinta sono visibili
intorno alla cattedrale di San Lorenzo; Piazza De Ferrari è il cuore della città
contemporanea, cantata senza censure dai suoi poeti e cantautori. Non si può
cogliere l’anima di Genova senza ascoltare le musiche libertarie di Fabrizio De André, che si è ispirato
per una delle sue canzoni più celebri all’umanità irriducibile incontrata in Via Del Campo. Qui visitiamo il negozio
di dischi del suo amico Gianni Tassio
(www.giannitassio-viadelcampo.it), che ha esposto all’interno la mitica chitarra
Esteve del cantautore, comprata all’asta grazie all’aiuto dei concittadini. Il
ricavato, devoluto a Emergency (www.emergency.it),
è servito a costruire un ospedale in Sierra Leone.
Sono 34 i parcheggi che accolgono una vettura del Genova Car Sharing (www.genovacarsharing.it). Quando abbiamo sottoscritto il contratto ci hanno consegnato una Smart Card con il codice PIN per prenotare l'auto e ritirarla. A Via Del Campo abbiamo saputo che De André è sepolto nel Cimitero Monumentale di Staglieno, che dista quasi 3km. Troviamo le due auto più vicine di fronte al civico 1 di Via Gramsci. Avviciniamo la Smart Card al lettore fissato sul parabrezza e le portiere si aprono. Digitiamo il PIN e avviamo il motore.
Ai 180€ della tessera annuale (50€ l’abbonamento trimestrale) aggiungiamo le quote relative al consumo che dipendono dal tempo di utilizzo e dai km che percorriamo. Per la Panda che scegliamo la tariffa è di 2,20€ l’ora (la notte 0,93€) e di 0,55€ a km se ne percorriamo in un giorno meno di 100; 0,24€ se superiamo i 300km. Avremmo potuto optare anche per Fiat Punto, Doblò, Multipla, Ducato, 500; Opel Astra, Toyota Prius. Quando siamo al volante ci è concesso di utilizzare le corsie preferenziali, transitare nelle zone a traffico limitato e parcheggiare gratis anche nelle aree a pagamento.
Step 2: Mediterraneo
Guardano
al Mediterraneo i simboli della città: la Lanterna, un faro medioevale alto 120m e visibile
in mare da oltre 30km di distanza, e l’antico porto, ristrutturato da Renzo
Piano nel 1992
in occasione dei 500 anni dalla scoperta dell’America da parte del genovese Cristoforo
Colombo. Punto forte del restyling è il Grande
Bigo: un’immensa gru da carico che emerge dall’acqua.
Dopo aver visitato l’Acquario (www.acquariodigenova.it) raggiungiamo a piedi il parcheggio carsharing di Piazza Bandiera, all’incrocio con Via Bellucci. Guidiamo per 5km fino al borgo marinaro di Boccadasse, situato all'estremo lato orientale di Corso Italia, così denominato dalla forma a bocca di asino della sua piccola baia. Da qui emigranti genovesi raggiunsero Buenos Aires, dove ricostruirono la propria comunità nel quartiere Boca.
Appena risaliamo nella vettura, ci accorgiamo che sta finendo la benzina. Niente di più gradevole: con la Carta Carburante che troviamo nel cruscotto possiamo fare il pieno gratis. Al gestore del servizio spettano infatti tutte le spese fisse relative alla gestione dell'auto: l’ assicurazione, la manutenzione, le tasse. Capiamo che, se condividiamo un auto smettendo di considerarla un bene di consumo, il suo costo finisce per dipendere esclusivamente dall’uso che ne facciamo.
Step 3: Slow food
Da
Piazza De Ferrari camminiamo fino al parcheggio carsharing di Piazza Sarzano,
situato all’angolo con Stradone Sant’Agostino. 8 km per raggiungere Nervi, quartiere residenziale nella periferia
est di Genova.
La pittoresca passeggiata Anita Garibaldi è dominata dalla cinquecentesca Torre
Gropallo, alta sulla scogliera. Altri 35 km al volante e parcheggiamo nell’incantevole
villaggio di Portofino (www.portofino.it). è estate e non perdiamo
l’occasione di immergerci nella baia di San
Fruttuoso per ammirare il Cristo degli abissi: una statua bronzea
collocata nel 1954 sul fondale a 15m di profondità.
Sentiamo i morsi della fame e, abbandonato il litorale, cerchiamo ristoro nel villaggio di Ne alla trattoria La Brinca (www.labrinca.it), considerata tra le migliori della Liguria da Slow Food (www.slowfood.it), un’associazione no-profit per la salvaguardia della cucina genuina e del rito popolare del pasto inteso come suprema occasione di incontro. Le trenette al pesto e la cima alla genovese sono la poesia della storia ligure.
Tornati a Genova, il sapore della soddisfazione impresso nel palato si scioglie amaro quando i nostri occhi si posano sulla targa toponomastica dedicata a Gaetano Alimonda, un cardinale. Il 20 luglio del 2001 qui è stato ucciso da un poliziotto un ragazzo che manifestava per un futuro migliore in occasione del vertice del G8. Nei mesi successivi i passanti avrebbero in continuazione cancellato il nome ufficiale della targa per sostituirlo con Piazza Carlo Giuliani, ragazzo. Scendere in piazza a vent’anni doveva sembrargli quasi un dovere, in una città affacciata verso l’orizzonte sconfinato di un mare che unisce e mai ha diviso. Per noi che abbiamo soltanto condiviso un auto, immaginare con rabbia un mondo più giusto e eco-sostenibile non può che essere un obbligo.
Categoria: Itinerari e escursioni









