Destinazione
Tavagnacco

Cosa vedere a Tavagnacco

Tavagnacco: Informazioni utili su cosa visitare, attrattive, monumenti, chiese



Da Visitare Tavagnacco

Il paese offre numerose bellezze storico artistiche:

la Chiesa di S. Leonardo in Cavalicco in cui sono conservate numerose memorie storiche ed artistiche;

la Parrocchiale di Tavagnacco;

la Villa di Prampero bell'esempio architettonico su un parco adagiato sulle rive del Cormor.

Il patrimonio forse più interessante è quello legato alla natura e in particolare ai percorsi di trekking esistenti nella regione. Una iniziativa di grande interesse naturalistico e turistico è quella che esalta il turismo a cavallo su un percorso di grande suggestione fra Italia e Slovenia: Ippovie In@natura.

 

IPPOVIE IN@NATURA
UN PERCORSO NATURALISTICO-STORICO-CULTURALE
NELLA VALLE DEL CORMOR IN FRIULI E IN SLOVENIA
Scheda informativa - www.vallecormor.com

Ippovie In@natura: borghi rurali

Il territorio del Friuli è stato dominato da un modello agricolo di colonizzazione e di gestione di tipo feudale, il che ha determinato un rapporto tra campagna e città unico in tutto il panorama italiano.
È stato il modello patriarcale che ha sviluppato la morfologia del patrimonio storico-urbanistico e i borghi rurali friulani sono caratterizzati dalla singolarità e unicità nella loro struttura.
Principali caratteristiche sono “la strada canale” e la cortina di fabbricati e di muri di recinzione che formano insediamenti chiusi e protetti all’interno di queste quinte di case, altro elemento significativo è la presenza della casa a corte.
All’esterno dei nuclei dei borghi si è sviluppato un modello di ambiente rurale che prevede gli orti vicino alle case e circondati da una strada che ne costituisce il perimetro, mentre all'esterno ci sono i campi coltivati.
I borghi friulani sono rimasti immutati per 900 anni e costituiscono un notevole patrimonio storico.
Lungo il tracciato delle Ippovie In@natura si possono incontrare borghi intatti, per esempio quelli di Fontanabona a Pagnacco, borgo Tami in comune di Tricesimo, borgo Simeoni e Miotti a Cassacco, borgo Baiutti a Treppo Grande, borgo Mattiussi a Tavagnacco mentre il centro stesso del paese di Tavagnacco rappresenta un interessante prototipo monumentale.

Ippovie In@natura: chiese

Molte sono le vestigia religiose che permangono nella Valle del Cormor.
La piccola e preziosa chiesetta situata a Cavalicco di Tavagnacco, consacrata da Volpetto patriarca di Aquileia nel 882 d.C., conserva pregevoli affreschi.
Un piccolo portico e un campanile a vela caratterizzano la chiesetta di San Martino a Leonacco di Tricesimo con preziosi affreschi (1560) di Lorenzo Marano nel presbiterio; va notato che gli affreschi sono stati rinvenuti durante un restauro della chiesa effettuato in tempi recenti.
Accanto alla Villa Folli Tacelli Orgnani a Laipacco c’è la piccola chiesa di San Giuseppe, molto importante perché è documentata la vita di quindici popolani in costume friulano, oltre ad altre rappresentazioni sacre che sono il più rappresentativo ciclo di affreschi di Gian Paolo Thanner (1524).

A Treppo Grande il padre del famoso architetto Raimondo D’Aronco, Girolamo capomastro di Gemona, ha costruito la chiesa parrocchiale dedicata alla Immacolata Concezione. A Vendoglio nella chiesa di San Michele sono conservati gli ultimi affreschi di Gian Paolo Thanner: una Crocifissione datata 1555.
A Buja la torre campanaria pentagonale della Pieve di San Lorenzo in Monte sorge addossata alla facciata, si tratta di un rimaneggiamento del XVI secolo. Ritrovamenti archeologici, monete romane, una cisterna romana, un forno antico per la fusione di piccoli oggetti in bronzo testimoniano la importanza storica del sito.

Ippovie In@natura: castelli

Lungo il tracciato appare maestoso il castello di Cassacco, edificato sui resti di fondazioni tardo romane. Appartenuto ai Signori di Montegnacco, successivamente feudo prima dei della Torre poi dei Savorgnan della Bandiera, nel 1466 è stato venduto ai Signori di Montegnacco e da loro detenuto fino al 1947.
La torre sud e il piano terreno sono stati edificati su fondazioni tardo romane e risalgono al periodo medioevale, nel 1480 il castello fu restaurato e a quell'intervento data l’attuale aspetto simmetrico. Nel XVI secolo da Aquileia furono trasportati due altorilievi romani che sono visibili sul lato nord della parete lungo il fossato.
Il castello di Colloredo di Monte Albano, danneggiato dal sisma del 1976, sarà completamente restaurato ed è il più imponente e rappresentativo del Friuli. Discendente da uno dei rami del casato dei Colloredo fu anche Ippolito Nievo che vi scrisse il suo “Le confessioni di un italiano”. La torre con l’orologio e l’edificio centrale fanno parte di un nucleo più complesso di edifici, eretto dai Mels nei primi anni del XIV secolo. Nel maniero, composto da stanze innumerevoli, c'era uno studiolo, che in parte è stato salvato, affrescato e decorato da Giovanni da Udine (gli affreschi staccati e restaurati sono oggi presso la Soprintendenza in attesa di ricollocazione).
A Tricesimo il castello conserva una imponente muratura merlata delimitata da due torri.

Ippovie In@natura: ville padronali

Seguendo il percorso si possono ammirare stupende ville padronali. A partire da Tavagnacco dove appare la Villa Di Prampero, proprio in riva al Cormor in un bel parco, composta dal corpo padronale, dalla neogotica cappella gentilizia e da annessi rustici.
La Villa Tinin del XVI secolo è nel centro di Feletto Umberto e a poche centinaia di metri si trova la Villa ove nacque il famoso geologo Egidio Feruglio.
Villa Colombatti a Castellerio di Pagnacco a fianco del maneggio di Tristano Bruni è stata edificata maestosa nel 1675 sulle rovine di un antico castello e conserva il parco, le scuderie e la cappella settecentesca di San Luca. La cantina per i vini (foladôr) e il deposito carrozze si trovavano nell’ala più bassa che è la parte più antica dell’edificio.
A Tricesimo un alto muro merlato in sassi delimita la bellissima Villa Folli Tacelli Orgnani del XVII secolo, composta dal corpo dominicale, dalla chiesetta gentilizia dedicata a San Giorgio e da rustici annessi. Dalla strada Pontebbana due filari di pioppi cipressini ne sottolineano la bellezza architettonica, mentre dal lato opposto il complesso edilizio chiude il borgo rurale di Laipacco.
Poco lontano sovrastante un colle sorge il complesso di Villa Rubeis Masieri con giardino e annessi costruiti nella seconda metà del XVII sui resti di una fortezza del 1300. La facciata mostra una parte aggettante con timpano, all’interno un ampio salone passante si sviluppa su due livelli.
Da menzionare la Villa Tartagna Colla di Leonacco, edificata probabilmente nel XVIII secolo, in località prossima a borgo Ellero, mentre a Montegnacco in comune di Cassacco domina la Villa Gallici Deciani, di proprietà di una ricca famiglia bergamasca qui trasferitasi nel 1600. La facciata della Villa ha tre partizioni con una scala doppia; all'interno un ballatoio circonda un ampio salone su due piani con una armoniosa scansione degli spazi.

La Valle del Cormor. Caratteri generali e vegetazione

La zona attraversata dal percorso equestre e pedonale Ippovie In@natura si inserisce tra il paesaggio della alta pianura friulana e quello delle colline moreniche.
L’area di pianura è costituita in prevalenza da substrati sciolti carbonatici, derivanti dal trasporto fluviale di materiali grossolani cioè ciottoli e ghiaie di origine soprattutto calcarea e dolomitica, con elevata permeabilità. Il suolo è idoneo a colture non troppo esigenti dal punto di vista idrico.
La matrice derivata dallo sfaldamento di rocce silicatiche è presente in alcune zone limitate.
L’area collinare è caratterizzata da un incremento altimetrico e da modesti rilievi dalle forme dolci, adatti agli insediamenti rurali e alle colture agrarie, specialmente alla viticoltura.
Le colline moreniche costituiscono i residui meridionali dell’azione del glacialismo che ha formato gli anfiteatri morenici che coronano la parte centrale dell’alta pianura e in questo contesto si collocano anche le colline plioceniche nei dintorni di Buja.
Lungo il torrente Cormor sono presenti formazioni di vegetazione di elevato valore naturalistico e di particolare interesse storico-paesaggistico, in quanto si tratta di lembi residuali di ben più vaste superfici forestali ridotte a causa della espansione delle colture agrarie intensive.
Si tratta di fasce boschive di ampiezza varia, talora interessate dalla esondazione del torrente Cormor, zone che variano in composizione e in struttura anche in relazione al grado di idrofilia, oltre all’altitudine e al tipo di suolo.
L’attività umana ha avuto un impatto sul paesaggio che si manifesta attraverso la diversità delle colture agrarie intensive, per l’impianto di specie forestali autoctone ed esotiche e per la diffusione e la naturalizzazione di specie ornamentali provenienti da tutto il mondo.
Il paesaggio è di rara bellezza e di notevole interesse anche per gli appassionati di botanica.


Cosa visitare in dettaglio

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