 La tavola norvegese attinge senza lesinare dal generoso e freschissimo paniere che i prodotti della terra e del mare mettono a disposizione: carni da allevamento, cacciagione, vegetali e frutta. I piatti a base di selvaggina primeggiano nella hit parade gastronomica nazionale, con renna e alce fresche di caccia, non certo acquistate nelle rivendite alimentari. Queste carni di sapore forte e ricco, sono generalmente accompagnate da un complemento di panna acida. Ricorderemo quindi il pinnekjøtt, pietanza tipicamente natalizia consistente in costate di agnello sottosale o affumicate, cotte a vapore (all’occasione su rami di betulla), servite con puré di navone (una radice vegetale simile al cavolo cappuccio), patate e sugo.
Il carnet ittico ha invece i suoi punti di forza nel salmone affumicato e nel baccalà, mentre si è diradata sensibilmente l’usanza di consumare carne di balena.
I prodotti caseari sono sempre freschissimi e di prima scelta, da cui si ricava il pregevole geitost, formaggio dolce confezionato con latte vaccino e caprino.
Bevande tradizionali di largo e apprezzato consumo, infine, sono l’acquavite (akevitt) e l’eccellente birra autoctona.
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