Cultura
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Le origini del minuscolo stato lussemburghese risalgono al 963, quando il distacco dalla Lotaringia di un castello di frontiera si tradusse nella costituzione di una contea indipendente, retta in successione dalle famiglie di Ardenne, Namur, Limburgo, Borgogna e Asburgo. Nel 1815, dopo la sconfitta di Napoleone, il Congresso di Vienna sancì l’autonomia formale del Lussemburgo, che tuttavia fu conteso da Prussia e Olanda per la sua delicata posizione strategica. Nel 1890, il piccolo stato divenne finalmente un granducato costituzionale indipendente. Durante il secondo conflitto mondiale, le forze armate naziste occuparono il paese, che si schierò con gli Alleati contro l’aggressore germanico. Nel 1957 il Lussemburgo fu uno dei 6 paesi fondatori della CEE, mentre nel 1999 è entrato a far parte dell’area dell’euro. Il Lussemburgo è una monarchia costituzionale ereditaria a base parlamentare. Si parlano tre lingue ufficiali: il francese, il tedesco, il lussemburghese (un idioma francone attestato nella regione della Mosella). La stragrande maggioranza della popolazione professa la religione cattolica. Una consistente porzione della popolazione residente – quasi il 30% - è di origine allogena (francesi, portoghesi, italiani, belgi, tedeschi). Il paese gode di condizioni economiche stabili e un tasso d’inflazione estremamente contenuto, che assicurano agli abitanti il più elevato reddito pro capite su scala mondiale. Il settore trainante dell’economia è costituito dai servizi bancari e dalle attività finanziarie.
Il motto dello Stato lussemburghese è «Mir wëlle bleiwe wat mir sinn» («Noi desideriamo rimanere come siamo»).








