Cultura
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Quella che oggi è nota come Lettonia (Latvia), portava anticamente il nome di Livonia. Nel XIII secolo, la sua popolazione pagana fu sottomessa dai cavalieri teutonici nel corso delle cosiddette crociate del nord, imponendovi il cristianesimo e favorendo l’insediamento di mercanti tedeschi nei centri urbani. La sovranità teutonica si protrasse fino al 1558, quando la regione fu conquistata dallo zar Ivano IV. Nel 1661 la dominazione russa fu soppiantata dalla potenza polacca. Nel 1721 il paese passò nuovamente sotto la sovranità russa, rimanendovi fin al 1918, anno della dichiarazione d’indipendenza. Nel febbraio del 1922 fu adottata una costituzione repubblicana. Nel 1940 l’Unione Sovietica riaffermò la supremazia russa sulla Lettonia; la lotta per l’indipendenza riprese nel 1988, conducendo nel 1991 al referendum che sancì la secessione della repubblica lettone dall’Unione Sovietica. Nel 2004 la Lettonia è entrata simultaneamente a far parte della NATO e dell’Unione Europea (ma l’euro sarà moneta corrente con decorrenza dall’1 gennaio 2008).
Per secoli la Lettonia ha ospitato una popolazione multietnica; ancor oggi insieme con l’elemento lettone, convivono russi (il 38%, conseguenza della russificazione imposta nel 1880 e poi nel 1940), ebrei, tedeschi e polacchi. La popolazione lettone è a maggioranza cristiana: prevale la confessione luterana, seguita da minoranze di cattolici ed ortodossi. Lingua ufficiale è il lettone, appartenente al gruppo baltico delle lingue indoeuropee.









