Ambiente
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La civiltà islandese è una creazione del genio scandinavo. L’avventurosa epopea marinara dei vichinghi condusse, tra l’874 e il 930, all’insediamento pacifico di circa 30.000 individui di provenienza norvegese in terra islandese. I colonizzatori popolarono un territorio fino allora disabitato, creando una comunità di contadini e pescatori che scambiavano pellicce, corni di narvalo e pelli di foca con cereali, sale e ferro. Al loro seguito furono trasferiti pure servi e schiavi celti di Scozia ed Irlanda. La moderna lingua islandese rimane ancor oggi singolarmente vicina all’antico norvegese di età vichinga, grazie allo splendore letterario della poesia epica degli scaldi (poeti di corte al servizio di re e nobili) e a celebri saghe mitologiche come l’immaginifica Edda di Snorri Sturleson (m. 1241).
Nel 930 i vichinghi istituirono l’Althing, la più antica assemblea legislativa d’Europa, che rese a lungo superflua la necessità di un potere monarchico. Questo istituto di governo si è progressivamente evoluto fino all’attuale Parlamento composto da 63 membri eletti dal popolo ogni 4 anni. Il cristianesimo fu introdotto allo spirare del X secolo, non senza qualche resistenza da parte degli abitanti. Nella seconda metà del XVI secolo la Corona danese impose autoritariamente l’adesione alla professione protestante; attualmente l’87%25 della gente appartiene alla Chiesa Evangelica Luterana d’Islanda, mentre i cattolici ammontano grossomodo al 2%25. Geografia I 296.737 abitanti (al 2005; l’incremento demografico è stato sensibile dopo il 1930) si concentrano in pochi centri abitati, localizzati esclusivamente lungo i di 4. 988 km di costa. Amministrativamente, i 102.928 km2 di superficie del territorio islandese sono suddivisi in 101 municipalità; la capitale è Reykjavík (113.387 ab.). L’unica rete stradale ha un andamento anulare che si snoda per 1.300 km: non è integrata da nessuna linea ferroviaria.
Nel 1262 l’Islanda divenne dipendenza feudale del regno norvegese, perdendo la propria autonomia nel 1397 con l’unione delle corone danese e norvegese. L’indipendenza fu conseguita parzialmente prima nel 1918, in unione personale con la Danimarca, e definitivamente nel 1944, con lo scioglimento della stessa unione e la fondazione della Repubblica. Dal 1951 l’Islanda – priva di proprie forze armate - ospita una grande base militare NATO, cui il paese ha aderito nel 1949. Dal 25 marzo 2001 l’Islanda è parte integrante dell’Unione Europea per effetto degli accordi di Schengen.
Le attività economiche sono principalmente incentrate sulla pesca, i cui proventi sono integrati da turismo, industria manifatturiera, biotecnologia e produzione di software. Il tenore di vita è tra i più elevati del mondo.
L’Islanda è una terra di aspra bellezza e fascino primordiale, esaltato dal connubio tra i bianchi ghiacciai che ricoprono il 10%25 della superficie emersa, la fiammeggiante violenza dei numerosi vulcani attivi e il blu cupo e profondo dell’Oceano Atlantico settentrionale, del Mar di Groenlandia e del Mar di Norvegia che la cingono su ogni fronte.
Il vulcanesimo è all’origine dello spettacolare fenomeno dei geysers, e per gli uomini un’inesauribile risorsa di energia geotermica. Fiumi e laghi ospitano una variegata fauna ittica (anguille, salmoni, trote), mentre il resto della popolazione animale annovera la volpe polare, foche, renne, cigni selvatici, gabbiani, pulcinella di mare, cavalli indigeni di razza purissima e ovini che godono di pascoli estesi. Nelle acque oceaniche vivono molte specie di balene, attrazione per schiere di appassionati.
Il clima è temperato dall’influsso della Corrente del Golfo. Nel corso dell’anno si alternano due stagioni – estate e inverno -, con abbondanti precipitazioni piovose nei mesi freddi.








