Ti aggredisce subito, ma se la ami ti ricompensa
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Recensito da:
Vito
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Marsiglia ti aggredisce subito. Ti affronta, nobile bella ed impudica, a testa alta. Subito ti mostra le sue luci multicolori,il suo porto sfavillante, ma poi, appena giri l'angolo, maliziosa e sfrontata ti esibisce anche stradine buie, strette, popolate di soggetti poco raccomandabili.
Il portiere dell'hotel alza la testa e urla qualcosa in francese verso una finestra da cui un cliente ha lasciato cadere un bicchiere proprio davanti la reception. Contemporaneamente,giri la testa e vedi splendere,sulla collina più alta,una gigantesca statua dorata. Sali in camera,dall'ultimo piano hai una visuale stupenda.
I palazzi ottocenteschi, vagamente anneriti dallo smog, i mille balconi, e quella statua, lissu', che come una calamita attira il tuo sguardo: e' la Bonne Mere, come la chiamano i marsigliesi. C'è uno strano silenzio nell'aria fresca della notte.
Andiamo a dormire. La mattina, Marsiglia si mostra in tutta la sua bellezza. Ma non dimentica, come sempre, di punzecchiarti, di sfidarti, e così ti sferza col suo famoso "mistral", un vento forte, imponente, che sembra volerti portare via. E' la vecchia Phocee che ti sfida:io sono qui da 4.000 anni, ti dice, tu resisterai un pochino al mio vento?
Il viale principale (la "Canebiere"), bellissima spina dorsale della città, ha i negozi ancora quasi tutti chiusi. Marsiglia e' città sorniona, lenta a svegliarsi. Ci dirigiamo al porto vecchio. E' sempre li da millenni. Quante navi sono passate da qui? Quanti pescatori sono salpati di notte con le loro reti, e tornati la mattina con il pesce fresco? Anche oggi c'è il mercato ittico. Uomini pittoreschi e barbuti, che fanno l'occhiolino alle ragazze che passano, da dietro i banchetti improvvisati offrono ai clienti i frutti del Mediterraneo.
Di fronte la città, ci sono due isole: le isole del Frioul. Prendiamo l'aliscafo (che sembra davvero abbia le ali) e partiamo. L'imbarcazione scivola dolcemente tra le doppie, triple, quadruple file di barche ormeggiate, si infila verso l'uscita del porto, finalmente entra in mare aperto. Nel frattempo l'occhio, con meraviglia sempre crescente, scopre la vista di Marsiglia dal mare.
La cattedrale, costruita a pochi metri dall'acqua;il forte Saint Jean; il bellissimo Palazzo del Faro, e, in alto sulla collina,la chiesa di Notre Dame de la Gard sormontata dalla Vergine con il Bambino. Le isole sono meravigliose,di una bellezza imponente e selvaggia. Il mare le ha scavate creando calanchi affascinanti,l'uomo le ha scavate creando bunker.
L'opera della Natura e' rimasta, quella dell'uomo molto meno. Si ritorna costeggiando un'altra isoletta, occupata da una fortezza. E' il castello d'If. Il cuore palpita, si riesce benissimo a immaginare la notte,buia e tempestosa come tutte le notti più drammatiche, in cui Dantes, sostituitosi al cadavere dell'abate Faria, viene lanciato, chiuso in un sacco, nel mare. Si riesce quasi a vederlo,mentre nuota disperatamente verso l'isola più vicina,combattendo con le onde. Oggi invece il mare e' calmo, e c'è il sole. Sole e mistral. Rientriamo nel porto. Ora la città e' sveglia, palpita, pulsa. Prima di affrontarla di nuovo, dobbiamo rimetterci in forze. E' divertente ordinare in francese, anche se non sai cosa diavolo corrisponde a quello che c'è scritto nel menù.
Fortunatamente il cameriere e' un ragazzo gentile, e ci asseconda anche nella nostra richiesta di avere un pomodoro fritto (avremmo voluto patate fritte,ma il nostro francese maccheronico ha generato l'equivoco). Comunque,il pranzo e' squisito. Il mercato del pesce e' a tre metri, basta attraversare la strada,e si sente. Via, e' ora di girare.
Marsiglia torna a mostrarci tutta la sua bellezza, ma come sempre richiede un tributo, e questa volta non e' solo il vento. Marsiglia ci chiede di camminare, di inerpicarci per le sue salite. Ma la ricompensa e' stupenda: quartieri pittoreschi, affascinanti, colorati, palpitanti come il Panier, che sembra tanto Napoli; chiese, conventi per indigenti, monumenti. E poi la Canebiere che finalmente prende vita. Sotto sfavillanti luci natalizie,ci immergiamo nel mercatino,ci incantiamo davanti i palazzi,passeggiamo a fianco delle giostre e della ruota panoramica. Tutto,ovviamente,illuminato.
E' arrivata la sera. Si continua a camminare. Eccolo,da vicino,il Palazzo del Faro. E' un posto unico. Le giostre per bambini sono una tentazione irresistibile, tanto non c'è nessuno. Dall'altro lato del palazzo,ci si siede e ci si gode una calma assoluta. Da un lato le luci delle isole,e il buio del mare. Dall'altro, a perdita d'occhio, le luci di Marsiglia, a partire dalle gru, che, non si sa perché, qui sono illuminate da led blu. Una grande nave esce silenziosamente dal nuovo porto.
Il vento ci spinge a stringerci forte. Si potrebbe rimanere li' per ore,ma non si può: la Bonne Mere chiama, e' arrivato il momento di raggiungerla. Una vera e propria scalata,prima per strada,poi su 249 gradini,ma finalmente siamo su. Manca il fiato,ma non per la fatica. E' emozionante stare qui. Nella Chiesa c'è un concerto,l'addetto alla vigilanza non ci fa entrare (nonostante ci proviamo in TUTTI i modi), ma non fa niente,rimaniamo un po' li' fuori e ciò ci da anche l'occasione di fare nuove simpatiche conoscenze.
E' tardi, chiamiamo un taxi. Anche qui ci imbattiamo in molta gentilezza (d'altronde,la giornata era iniziata con un anziano signore che,invece di rispondere ad una nostra richiesta di indicazioni,ci offriva di salire in macchina,che' ci avrebbe accompagnati lui). Andiamo a dormire. Ormai siamo innamorati di questa città. Dei suoi panorami,delle sue luci,dei suoi odori,delle sue pasticcerie ad ogni angolo di strada. E' stato un colpo di fulmine. E Marsiglia la mattina dopo ci ricompensa: c'è un sole stupendo,e il mistral ha smesso di soffiare. Al massimo, ogni tanto, ci viene ad accarezzare dolcemente.
Marsiglia ti sfida, ma se la ami ti accoglie a braccia aperte. Ritorniamo un'ultima volta a Notre Dame de la Gard. La vista, di giorno, e' ancora più bella. Quell'intrico di vie, viuzze, vicoli e vicoletti che si estende sotto di noi e precipita poi nel mare, ce lo porteremo sempre dietro. Au revoir, Marseille!
Categoria: Tour e visite guidate









