B come Belgio, come Bruges, come Birra!
|
|
Recensito da:
Ester
Votazione: |
B come Belgio, da Bruxelles a Bruges (passando per la bella e vivace Gand) e ritorno, in tre giorni di scorpacciate di Rubens, Primitivi Fiamminghi, pittoreschi canali e magnifiche architetture medievali, nonché di cioccolata, patatine fritte (le più buone d'Europa secondo me….) e soprattutto di Birra, tanta birra tra le 600 varietà di questo paese…..Qui quasi ogni birra possiede un suo proprio bicchiere, la cui forma è concepita proprio per esaltarne aroma e sapore. La prima sera in cui siamo entrati stanchi, infreddoliti e ragionevolmente affamati, nel più famoso pub di Bruges, il Den Dyver, che offre un ottimo menù di cuisine a la biere, che accoppia ad ogni piatto la birra usata per le salse, ci siamo subito resi conto che la lista delle birre era talmente lunga da essere quasi intimidatoria e che avremmo rischiato di impiegare ore solo per sceglierne una. Ci siamo affidati così ai consigli della ragazza che ci serviva ed al nostro intuito ed abbiamo ordinato due Trappist.
Prima di quel momento, il massimo della mia cultura in materia era una bella Leffe chiara e freddissima bevuta d'un fiato in un caffè di Arles in Camargue, ma sono stata subito conquistata dalla mia Chimay e dalla Westmalle triple del mio compagno. Subito ho capito la loro differenza con la Leffe, che è una Abbey. Le Abbey sono birre bianche, di frumento o orzo, il loro colore è più tenue ed opaco ed anche il tasso alcolico è inferiore (dal 4% al 5,5%) rispetto alle Trappist il cui colore è dorato (scuro in alcuni casi), il sapore più morbido ed il tasso alcolico può arrivare anche al 9-11 %. A differenza delle Trappist, le Abbey non sono prodotte nelle abbazie anche se alcune conservano ancora i nomi di quelle che un tempo le producevano e che poi, in alcuni casi, hanno ceduto il marchio ad altre fabbriche, altre invece evocano solo abbazie ormai in rovina e qualche santo locale. Le più famose, oltre la Leffe sono la Grimbergen, Affligem, Karmeliet, Kwak e Corsendonk.
Al Dan Dyver mi hanno anche spiegato che esistono birre più adatte alla stagione invernale, quali la Abbey chiara abbastanza forte Duvel (8,5%) e la Bush (12%) con cui si brinda al natale, e quelle che possono considerarsi più dissetanti, leggere e quindi estive come l'onnipresente Stella Artois o la Hoengaarden.
Chiaramente, anche durante il giorno, mentre visitavamo la bellissima cittadina di Bruges, non poteva mancare occasione per fare una sosta con l'adorata compagnia di una Westmalle oppure un'altra Trappist come l'ottima Orval oppure una Rochefort od una Westvleteren. Il mio compagno poi era alla ricerca dell'unica trappista che ancora non aveva mai bevuto, la Achel e quindi era doveroso setacciare tutti i pub della zona. In Belgio le birre trappiste sono sei, prodotte da altrettante abbazie di frati che lasciarono la Francia dopo il turbolento periodo di Napoleone Bonaparte, con metodi antichi di centinaia d'anni.
La seconda serata la passiamo cenando in un pub dal nome decisamente evocativo: Gambrinus, in Philpstockstraat. Il nome Gambrinus si riferisce a Jan Primis, duca di Brabante conosciuto come il re della birra. Non a caso, sulla carta infatti, ce ne sono 400 tipi diversi. Anche qui, come al Den Dyver, chiediamo aiuto. Per iniziare assaggiamo la birra del luogo, la Brugse Zot (ricordiamo che qui c'è anche una fabbrica di birra che si può visitare con tanto di degustazione, si chiama De Halve Maan ed è stata fondata nel 1856) che non ci dispiace.
Poi, il mio compagno decide che finalmente è arrivato il momento di passare ad un livello superiore. Cominciamo a conoscere le Lambic, le birre più interessanti del Belgio, che vengono lasciate fermentare nelle botti per almeno due estati. Il primo impatto è tragico. Mi ordina una Lambic che a stento riesco a bere, è acidissima!!!!! La ragazza del pub ci informa che abbiamo scelto una lambic, che viene usata come base per le ” le birre fruttate, come il Kriek (di ciliegie), e il framboise (di lamponi, come la Rosè de Gambrinus). Ci consiglia di provare altre Lambic, come la secca ed amarognola Gueze, miscela di due o più lambic e frizzante come lo champagne, o la Cantillon che si ottiene da una miscela di vari Lambic (esiste però, mi dicono, anche una Cantillon Lambic pura, non miscelata, “sgasata” ed aspra come la Gueze ma leggermente meno secca) Io però, non ne ho il coraggio e, proprio per non fare brutta figura, ordino una Faro, una lambic “light”, dal gusto più leggero, meno intenso.
Il terzo giorno visitiamo Gand , una gemma delle Fiandre, poco nota e poco frequentata, ad eccezion fatta, mi dicono, per il mese di luglio in cui, durante il Gentse Feesten, la cittadina si trasforma in un luogo di musica e spettacoli a cielo aperto, dove ovviamente scorrono fiumi di birra…..
In serata torniamo a Bruges, dove ceniamo al Tom Pouce e finalmente assaggiamo le famose Moules cotte con birra e panna, con immancabile contorno di patatine fritte. Buonissime! Annaffiamo il tutto, guardando la piazza del Burg al tramonto, con un classico della produzione belga che ancora non avevamo provato: una Rodenbach, birra rossa prodotta con orzo rosso ed invecchiata in legno di quercia. è fruttata, dolcemente amarognola e sicuramente ci toglie la sete!
Il giorno dopo torniamo a Bruxelles per prendere l'aereo per Roma. Non manchiamo, dopo la visita alla mostra di Rubens al Museo Reale di Belle Arti ed a un giro turistico per la città, di fermarci per una sosta nella magnifica Grand Place per degustare ancora l'ottima birra locale e poi visitare il notevolissimo negozio Bieres Artisanales che vanta la miglior selezione di birre della città, oltre che bicchieri e boccali di tutte le forme, dove finalmente troviamo la Achel. Giusto una foto al Manneken Pis ed è l'ora di recarci all'aeroporto.
Torniamo in Italia, nel paradiso dei vini, dove però, ogni tanto, in ricordo della nostra bella avventura belga, trasgrediamo con una delle nostre Trappist preferite……..
Categoria: Attrazioni














