Chiesa donna nuova
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Luigi Pietro
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La Chiesa di Santa Maria La Donna Nuova è una delle più antiche della Città di Enna. La costruzione del suo primo nucleo risale presumibilmente all’inizio del XII secolo.
I documenti parlano della Chiesa quale dimora dell’ Ordine dei Poveri Cavalieri del Tempio di Gerusalemme (Templari). Certamente il luogo dove sorgeva la Vecchia Cappella era suggestivo, ai lembi della città, su un colle pieno di alberi con una valle a Sud e con una discesa ad Est che arrivava sino al piano della Balata.
Visibile dal centro urbano, ne era tuttavia lontana tanto da essere utilizzata come lazzaretto durante le pestilenze. La vecchia Cappella, è quella che attualmente si trova alle spalle dell’attuale Chiesa, finita di costruire nel 1660.
Ciò è desumibile dai muri esterni che hanno un diverso collocamento delle pietre e una diversa muratura rispetto alla nuova. L’entrata era ad Ovest e l’altare nel muro che oggi divide la Chiesa antica con la nuova.
Nel 1308 la Chiesa “…pagava di decime onze una e tarì dodici” (Pietro Sella – Rationes Decime Italiae – Secoli XII-XIV).
Nel 1403 aveva bisogno di restauri, lo testimonia un altro manoscritto: il testamento del Capitano di Città, Notaio Guglielmo de Juliano, che lasciava delle rendite per la riparazione di diverse Chiese fra le quali la Nuova.
Padre Giovanni dei Cappuccini nella sua Storia di Enna scrive che prima del 1500 vi era una chiesiola sotto il titolo di Santa Maria del Monte che godeva di un legato per messa quotidiana. Sempre secondo lo storico cappuccino fu il Barone Lorenzo Mirabella della Mendola che provvide a riedificare la chiesa col nuovo titolo di Santa Maria La Nuova. Ma ciò è errato, perché con le rendite del Barone si provvide all’allargamento della Vecchia Cappella, opera che continuò sino al 1660 data del definitivo assetto della Chiesa.
Nel corso dei secoli, la Chiesa, si è arricchita di opere d’ arte non tutte giunte sino ai nostri giorni. Vi hanno lavorato grandi artisti come Lo Zoppo di Ganci al secolo Giuseppe Salerno, Giovan Battista Li Volsi da Nicosia, Frà Umile da Petralia, Giuseppe Sberna e tanti altri.
Il 13 Luglio del 1943 un bombardamento alleato causò il crollo del tetto e la perdita di molte opere d’arte.
Nel 1952 è stata riaperta al culto dopo i restauri.
Categoria: Monumenti ed edifici storici









