Storia e monumenti di Borgo val di Taro
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Pro Loco Borgotaro
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Il comune di Borgo Val di Taro conta 7.138 abitanti (cens. 2001), di questi circa 5.000 abitano il centro urbano che è di gran lunga il più popolato dell’Appennino Parmense. Borgotaro, forma abbreviata comunemente usata, conta alcune industrie, ma la maggior parte della popolazione attiva è occupata nel settore terziario. Numerose sono le attività commerciali: i suoi negozi, i supermarket ed in particolare il mercato del lunedì attraggono gente anche dai limitrofi comuni. La particolare posizione geografica situa il suo territorio quasi a cavallo di tre regioni: Toscana, Liguria ed Emilia Romagna, i cui confini corrono lungo i crinali che delimitano la valle.
Fu, quindi, nel passato, zona di passaggio per mercanti, viaggiatori, pellegrini ed eserciti diretti ad uno dei tanti passi che permettevano un agevole raccordo tra Regione padana, Lunigiana e Genovesato. Posizione strategica nel cui possesso si alternarono e susseguirono Impero, Monastero di Bobbio, Comune di Piacenza, Landi, Papato, Malaspina, Visconti, Fieschi, Sforza, Doria, Farnese, Austria, Impero Francese e Borbone. Turris, originaria denominazione dell’attuale Borgo Val di Taro, sia pure in diversa localizzazione, fu una creazione militare bizantina, assurta ad eccezionale importanza quale sede di un comando militare e come tale capoluogo di tutta la circoscrizione.
In seguito all’avvento dei Longobardi, Turris divenne proprietà del fisco regio e costituì uno dei più cospicui e redditizi donativi dei re longobardi al monastero di San Colombano in Bobbio. In qual modo sia avvenuto il passaggio dalla denominazione Turris a Torresana e da questa a Borgo Val di Taro, non è ancora chiaramente documentato. Si sa per certo che nel diploma rilasciato da Ottone I in Milano il 30 luglio 972, si parla di una “plebs Sancti Georgi” che sorgeva là dove il Tarodine sfocia nel Taro. Intorno e di fronte a questa chiesa sorse Torresana.
In seguito, mutate vicende storico-politiche spinsero gli abitanti di Torresana ad insediarsi un poco più a ovest e precisamente sul terrazzo fluviale su cui sorge oggi l’abitato. Nasce così il nome Borgo Val di Taro. Qui, nel 1226, venne posta la prima pietra della Chiesa di S.Antonio, attorno alla quale sorse l’odierno agglomerato.
Il grande sviluppo urbanistico degli ultimi decenni non ha coinvolto la parte più antica del centro abitato che così conserva tuttora la sua struttura viaria. Dopo essere passati da una Signoria all’altra, nel 1578, i borghigiani stanchi delle angherie e dell’esosità dei Principi Landi, si ribellarono e li cacciarono definitivamente. Si diedero così nelle mani di Ottavio Farnese, duca di Parma, che nominarono loro Principe. Nel 1731 moriva Antonio Farnese senza lasciare eredi cosicché il ducato passava a Carlo I Borbone, figlio di Elisabetta Farnese.
Nel 1806 Borgotaro venne incorporato nell’Impero Francese e assegnato al Dipartimento degli Appennini. In seguito alla caduta di Napoleone, le potenze vincitrici decisero di assegnare il Ducato di Parma e Piacenza a Maria Luigia d’Austria fino alla sua morte, che avverrà nel 1847. Successivamente tornarono i Borbone la cui dominazione cessò nel giugno 1859, allorché a Parma si costituì un governo provvisorio per preparare l’annessione al Regno di Piemonte e quindi al Regno d’Italia. Durante l’ultimo conflitto mondiale, Borgotaro subì oltre quaranta incursioni aeree e il suo territorio fu teatro di numerosi episodi legati alla guerra di Resistenza.
Nel dopoguerra l’intera Valtaro sarà interessata da un notevole flusso migratorio che porterà migliaia di Valtaresi in ogni parte del mondo a cercare un posto di lavoro. Oggi, in diversi stati, sono sorte importanti associazioni di emigrati Valtaresi con le quali l’Amministrazione Comunale tiene costanti contatti.
Nel 1985 il gonfalone del Comune veniva decorato di Medaglia d’ Oro al Valor Militare. Itinerario turistico del centro storico di BORGO VAL DI TARO: Così come i famosi funghi porcini di Borgotaro si nascondono fra il fogliame d’autunno, anche le opere d’arte di questa zona sono un po’ celate, ma meritevoli di essere scoperte. E così vi proponiamo, a mo’ di guida, un piccolo elenco delle tappe più interessanti che un turista dovrebbe conoscere nel centro storico.
PIAZZA XI FEBBRAIO-I RESTI DEL CASTELLO: Borgotaro aveva, fino a non molto tempo fa, un bel castello, che via via col tempo e col disuso iniziò a scomparire. Quel che ci resta, dal periodo della seconda guerra mondiale, è parte della muratura, in coincidenza con l’oratorio della chiesa di S. Antonino e del retrostante Museo delle Mura.
Una torre posta all’ingresso, è stata invece riportata alla luce da pochi anni, ed ora aiuta visivamente a comprendere l’immagine che fu del castello di Borgotaro. Ci restano anche alcune interessanti descrizioni, come per esempio quella del castello ai tempi dei Fieschi: “Era cinto di assai bella muraria, con rivellino e fossa ed aveva numero di torri attorno in modo che per battaglia non aveva da temere un mediocre esercito ed avrebbe rovesciato per molti giorni ogni impeto.”
PIAZZA XI FEBBRAIO- CHIESA DI S.ANTONINO: La prima pietra della chiesa di S.Antonino venne posta il 30 marzo 1226, ed aveva tre navate suddivise da due colonne e tre absidi. Nel 1500 si pose il problema di ricostruire l’edificio, forse a fronte della crescente popolazione, ma di fatto la nuova chiesa venne consacrata, dopo un lungo periodo di degrado, nel 1667.
La struttura attuale si presenta a forma di croce latina, e la facciata è stata rifatta recentamente, nel 1925, in occasione del primo congresso Eucaristico Valtarese, sopraelevata sal livello stradale.Al suo interno, si possono ammirare opere di grande valore, e tutt'ora si possono ascoltare le note dell’organo, costruito nel 1795 da Andrea e Giuseppe Serassi di Bergamo, considerato "uno dei più preziosi esempi dell'arte organaria italiana".
Fra i numerosi dipinti, c’è da notare l’Annunciazione, collocata nel presbiterio, e da sempre considerata una delle più belle tele di Borgotaro, risalente alla seconda metà del ‘600. Di profonda impronta barocca è invece l’altare del Crocifisso, in legno dorato e ricco di ornamenti, realizzato fra ‘600 e ‘700 da Lorenzo Aili.
PIAZZA XI FEBBRAIO- PALAZZO TARDIANI: L’edificio dell’ex ospedale vecchio si trova all’interno dell’antica cerchia delle mura, ora abbattute, in piazza XI Febbraio. Ci sono dubbi sulla correttezza dell’ormai convenzionale denominazione di “Palazzo Tardiani”, ma è certo che questo palazzo, molto bello, ha rivestito, come accade ancora oggi, una funzione importante per il paese.
L’ospedale, gestito dalla Confraternita dei Disciplinati, rimase attivo fino alla prima metà dle 1900, quando fu venduto alla Parrocchia di S.Antonino, ed il ricavato andò alla costruzione del nuovo ospedale. Dopo decenni di relativo abbandono, il palazzo è stato acquistato dalla Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno, che da poco tempo ha terminato i lavori di restauro e ne ha fatto la sua sede.
VIA NAZIONALE- MUNICIPIO: Appartenuto alla famiglia dei marchesi Manara, il palazzo detto del Pretorio è ora sede municipale, con un bel loggiato al terreno e costruito sui ruderi di un precedente palazzo medievale. Al piano terreno, si trova ora la sede della polizia municipale e la biblioteca del Pio Istituto Manara.
VIA NAZIONALE- PALAZZO BOVERI: All’incrocio fra via Nazionale e via S.Domenico, si colloca questo edificio dal grande valore storico. Fu infatti questo palazzo ad ospitare Elisabetta Farnese, Regina di Spagna, durante la sua sosta del settembre 1714. Proprio in questa occasione, il palazzo fu decorato da numerosi fregi a stucco ancora conservati, in cui sono visibili gli stemmi di Borgotaro, con accanto quelli dei Borbone e dei Farnese, e più in piccolo quelli delle famiglie che contribuirono, come i Picenardi e i Boveri.
L’interno purtroppo non ha conservato molto delle ricchezze che un tempo dovettero decorare le stanza, tranne un antico camino, uno stucco sulle scale ed una serie di 4 ovali rappresentanti le stagioni, settecenteschi, a piano terra, dove attualmente i locali sono adibiti ad esercizio commerciale. Il palazzo è stato restaurato nel 2001.
PIAZZA SQUERI- CHIESA DI SAN DOMENICO: La costruzione della chiesa e dell’attiguo convento risalgono circa alla fine del XV secolo, anche se mancano notizie storiche fino agli inizi del 1800. Fu restaurata nel 1674 e poi ancora poco prima della seconda guerra mondiale e molte famiglie gentilizie di Borgo val di Taro qui avevano i sepolcri di famiglia.
Il portale principale è sormontato dallo stemma dei Boveri e reca la data 1674.La chiesa è a tre navate in pietra ed archi gotici.Al suo interno, fra le varie opere di grande pregio, sono da notare la tela della “Strage degli innocenti”, attribuito ad una bottega genovese.Il dipinto si trova indieme al suo pendant, “Il passaggio del Mar Rosso”, ed entrambi rievocano in molti tratti lo stile di Giuseppe Mria Crespi.
Di grande valore artistico anche la bellissima statua della Madonna del Rosario, del XVI secolo, in legno intagliato e dorato, che poi ogni anno viene portata in processione in occasione della celebrazione della Madonna del Rosario.
VIALE BOTTEGO-MONUMENTO A ELISABETTA FARNESE: Il monumento, è dedicato ad Elisabetta Farnese, divenuta regina di Spagna con matrimonio x procura, che ricorda il suo passaggio a Borgo val di Taro nel 1714, durante il lungo viagio per raggiungere il suo sposo era un tempo situato nella piazza del castello, mentre ora si trova in un giardino pubblico in piazza Duca D’Aosta, accanto a piazza Verdi.
Il monumento è costituito da una base rettangolare coronata da due volute, che sorreggono un grande medaglione raffigurante il ritratto di Elisabetta, in marmo bianco. Sulla base, una lapide commemorativa ricorda quell’evento straordinario.
VIA BATTISTI- MUSEO DELLE MURA: Il Museo dell Mura, sede di eventi e mostre oltre che dell’Ufficio Turistico di Borgo val di Taro, è costituito da tre piani, più un locale sotterraneo. L’edificio è indicato, dai primi anni del ‘700, come proprietà dei Marchesi Manara, e poi ancora del Pio Istituto omonimo, mentre ora è proprietà comunale.
Dal 1893 l’intero edificio fu sede di un asilo, gestito dalla suore Vincenziane. I lavori di restauro sono terminati nel 1994, e da quel momento il Museo funge da polo culturale e centro di promozione del territorio comunale.
PIAZZA FARNESE- ARCO BERTUCCI: Della famiglia Bertucci, a cui risale anche il grande palazzo che si trova all’entrata del centro storico, accanto alla salita Nazario Sauro, è da far risalire anche l’imponente arco di piazza Farnese, che riporta l’iscrizione “Doctor Alexander Primo Bertuccius Anno Christi Ortus Posuit Sept. Post Saela Dece”.
PIEVE DI SAN CRISTOFORO: La chiesa risale al X, ma le sue forme attuali sono dovute a modificare apportate tra i secoli XIV e XIX. L'edificio è stato restaurato pochi anni fa e presenta un impianto ad aula con presbiterio a terminazione piatta. L'aula è coperta da assito in legno mentre il presbiterio è voltato a botte lunettata. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce la storia dell'edificio, l'antica abside semicircolare e le fondazioni del campanile romanico.
Categoria: Monumenti ed edifici storici






