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Ferrara e il Delta  

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ferny
Scritto da: ferny
Durata: 5
Data partenza: dal 08/10/2015 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Fernando forner, Rita Risoli

Introduzione

Un breve viaggio tra arte e natura

Descrizione

Un giro a Ferrara e sul Delta del Po - di Ferny Forner

Rita ed io arriviamo a Ferrara alle 9.30 del 8/10/2015, lasciati i bagagli all'hotel S. Stefano, situato in una strada che è parte del percorso medievale della città, iniziamo la nostra prima passeggiata raggiungendo il centro storico dove visitiamo la Cattedrale di San Giorgio, una costruzione del XII secolo, ampiamente modificata nel tempo (in parte romanica in parte barocca), la facciata è in marmo bianco, decorata con sculture con scene dei testamenti e un giudizio universale. Sulla parte destra sono appoggiati dei negozi (Loggia dei mercanti), poi il campanile in pietra con splendidi colori.

L’interno è a tre navate con cappelle laterali, con dipinti di noti pittori barocchi quali Guercino, Garofalo, nell’abside uno straordinario affresco “il giudizio universale” del Bastianino. La chiesa è piuttosto buia, solo l’abside è illuminato, la volta, coperta da una rete trasparente è in ristrutturazione, nelle cappelle vi sono scarse indicazioni, è una costate nelle chiese visitate.

Passiamo quindi nel vicino Palazzo Municipale (XII-XIX sec), già residenza degli Estensi, salendo dallo Scalone d’onore (XVI sec.), un’artistica scala coperta. Il palazzo è adibito a uffici comunali, la visita avviene con i dipendenti che lavorano, sono tutti gentili e disponibili a dare indicazioni sulle sale da visitare, alcune sono decorate con affreschi piuttosto recenti con storie di San Giorgio, richiami all’arte classica e all’Orlando Furioso, abbiamo trovato di particolare interesse due arazzi fiamminghi del XVI sec. nella sala della Giunta, interessanti anche due dipinti di arte moderna di Mario Sironi, originale lo Stanzino delle Duchesse (XVI sec), una minuscola stanza con pannelli di legno riccamente decorati e dipinti con soggetti del mondo classico su sfondo oro e specchi, vi operarono pittori come il Bastianino.

Continuiamo, attraverso un passaggio coperto e arriviamo al Castello di cui visitiamo solo il giardino.

Nel pomeriggio tour intorno al Castello/fortezza, molto ben conservato, la zona è pedonale, si cammina in tutta tranquillità, salvo qualche bicicletta che sfreccia con molta disinvoltura.

Imbocchiamo poi corso D’este, strada con pavimentazione a ciottoli, alcuni palazzi nobiliari d’epoca, arriviamo a Palazzo Diamanti (XVI) sec.) una magnifica costruzione con una facciata fatta di piccoli blocchi, a forma di piramide, in marmo bianco (circa 8-9000), le cui punte sono orientate in modo da produrre particolari effetti di luce, notevoli anche le altre decorazioni.

All’interno è ospitata la Pinacoteca Nazionale che offre una completa panoramica dell’arte ferrarese, non mancano noti pittori come Cosmè Tura, Garofalo, Mantegna e molti altri, alcune sale sono in rifacimento.

Usciamo, passiamo davanti alla Certosa, che è chiusa, vediamo solo l’interessante facciata, arriviamo finalmente alle mura (Porta degli Angeli) che circondano quasi tutta la città, molti giovani, aree verdi dedicate ai bambini e agli adulti con attrezzi da ginnastica e una pista ciclabile con intenso traffico.

Venerdì 9 Ottobre

Ci dirigiamo verso il Palazzo Schifanoia, attraversando praticamente tutto il centro storico più antico, tra cui Via Voltapaletto e via Savonarola, vediamo la chiesa di S. Francesco (XV sec.) bella facciata in cotto piuttosto spartana, la chiesa è chiusa, infine, il Palazzo Schifanoia, l’edificio si nota poco, si confonde con quelli della strada.

All’interno sale con una ricca decorazione, in particolare il Salone dei Mesi che ha un ciclo di affreschi disposti in tre fasce orizzontali, peccato che dei dodici mesi ne siano visibili solo sette, dei rimanenti si vede solo qualche traccia, naturalmente le storie sono laiche, poiché il palazzo era luogo di svago, una fascia è dedicata al segno zodiacale del mese di riferimento, le altre due con divinità pagane e vita contadina, visitiamo poi le altre sale, dove sono esposte prevalentemente sculture, ceramiche e monete.

Nel primo pomeriggio in treno per Codigoro poi in auto sino a Pomposa per visitare la celebre Abbazia. L’Abbazia, in stile romanico, è parte di un complesso che comprende anche il monastero e il Palazzo della Ragione. Immersa in ampio parco, la sua origine risale al VI secolo, mentre il Campanile è dell’XI secolo.

L’ingresso è a pagamento (5 euro), iniziamo il percorso di visita con il Museo, che contiene reperti di capitelli, pannelli in marmo, qualche frammento di affresco e molti altri pezzi decorativi, provenienti dall’antica abbazia, visitiamo poi le altre parti del complesso, dove ammiriamo altri affreschi. Entriamo quindi nella chiesa dedicata a S. Maria, è una magnificenza, tre navate con colonne bizantine, da notare che fu costruita con materiali provenienti da Ravenna, su tutte le pareti, cicli di affreschi disposti in fasce orizzontali (XIII sec.), con storie dei testamenti e dell’Apocalisse, mozzafiato la pavimentazione con figure di fiori, animali e altri motivi decorativi. Dello stesso valore gli affreschi del monastero e in particolare quelli del Refettorio.  All’uscita ci soffermiamo sul campanile (XI sec.) con originali finestre che salendo aumentano le aperture. È un vero peccato che questo monumento non sia molto frequentato, per la carenza di mezzi pubblici.

Sabato: Sacca di Goro

Di buon mattino treno per Goro, poi auto locali per Gorino, frazione di Goro, luogo di partenza delle escursioni in barca. Prima di imbarcarci, giro lungo gli argini della Sacca, che hanno barche dismesse e capannoni malridotti, non è un bello spettacolo, la vegetazione è quasi tutta di canne, le uniche a sopravvivere in ambiente salmastro.

Poi partenza della motonave, non siamo in molti, il guidatore durante la navigazione fornisce ampie informazioni sull’ambiente, vegetazione e uccelli migratori. Di uccelli, anche in considerazione della giornata grigia e a tratti con pioggia, non se ne vedono molti, in ogni caso non è il periodo più propizio per il birdwatching

Transitiamo vicino all’originale ponte formato da barche di cemento che si apre a pagamento per far transitare le barche, penso tracci il confine tra l’Emilia e il Veneto, proseguiamo nella navigazione, vediamo molti piccoli isolotti formati anche dalle basse maree, da notare che apparentemente ci sembra navigare su acque profonde, la profondità non supera i 60-80 cm. A un certo punto la barca comincia a oscillare, stiamo entrando nel mare. Sbarchiamo e facciamo un giro sulla spiaggia, piena di alghe e rami portati dalle maree, arrivando al faro dismesso, poi ritorno.

Domenica: Valli di Comacchio

A Comacchio, oggi è la festa dell’anguilla, tentiamo di raggiungerla, scopriamo che esiste un solo collegamento da Ferrara, al mattino, e uno solo per il ritorno nel pomeriggio, entrambi con cambi. Arriviamo intorno alle 10, troviamo una folla incredibile, stands e bancarelle dappertutto, è un’impresa trovare l’ufficio del turismo, comunque lo troviamo e prenotiamo un’escursione in motonave nelle valli. Una barca ci porta a Foce, luogo d’imbarco per l’escursione, è una bella giornata soleggiata, confidiamo nel birdwatching, la navigazione è lenta, sembra di essere in un lago, anche qui i conducenti forniscono molte informazioni sulla valle, l’ambiente, le migrazioni di uccelli, e altro. Vediamo molti stormi, fenicotteri Rosa e altri volatili, è uno spettacolo.

Facciamo una sosta in uno dei Casoni di pesca: il Serilla, lo visitiamo all’interno, vediamo i poveri arredamenti, all’interno è allestita una piccola esposizione di barche con varie dimensioni e usi, utensili, dormitori e magazzini, ci fa percepire la durezza della vita quando i pescatori vi sostavano per giorni. Poi ritorno a Comacchio dove cerchiamo di visitare la città.  La città è attraversata da canali, con ai lati marciapiedi con negozi e ristoranti, hanno una certa somiglianza con Venezia, passiamo sul famoso Trepponti, un ponte sui canali a più arcate, con in cima due torri, molti in posa per la foto.

Lunedì: in giro per Ferrara

Ci dirigiamo verso la Casa Romei, situata nelle vicinanze del Palazzo Schifanoia, l’edificio ha una facciata piuttosto spartana, notiamo subito il Cortile d’onore, su cui si affacciano grandi balconate, sui muri fregi e resti di affreschi, all’interno, un museo con raccolte di pitture, fregi, sculture e altro, tutte provenienti da edifici religiosi, di particolare interesse l’originale Sala delle Sibille e la Sala dei profeti che hanno pareti dipinte, in particola mi è piaciuta la prima che ha alle pareti pitture con dodici Sibille che agitano lunghi cartigli in cui sono scritte delle profezie. Nella casa sono anche visibili parti di affreschi di chiese dismesse.

Visitiamo poi nelle vicinanze la Via delle Volte, delle più antiche strade di origine medioevale, pavimentata con ciottoli, il cui nome si richiama ai passaggi e archi che collegano gli edifici dei due lati della strada, in alcuni tratti questi passaggi formano vere e proprie gallerie, molto suggestive.

Notizie utili: in genere a Ferrara i prezzi sono mediamente più bassi, di altre città storiche, si gira facilmente, molte le zone pedonali, a piedi si arriva quasi dappertutto, si può andare in bicicletta ovunque è tutta pianura, i musei e le attrazioni sono convenienti, purtroppo i collegamenti con le altre realtà sono molto carenti, in provincia senza auto di fatica a raggiungere le attrazioni che sono molte.

Hotel S. Stefano: camera matrimoniale con servizi e colazione 70 euro.

Ristoranti: abbiamo frequentato ristoranti medi ed economici, situati in zona centro:

  • Bar Settimo: menu fisso 13 euro (+coperto 1,2), comprese bevande e caffè, buon rapporto qualità prezzo, ci siamo ritornati
  • Il Ciclone: pizza 4 euro, filetto di cernia 8, birra 2,5, non ci siamo ritornati 
  • Leon D’oro: bel locale prezzi medi sui 20 euro
  • Il Postiglione: prezzi bassi, ma non ci siamo ritornati                                             
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