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Autore: MAURO |
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Eccoci qui.
Voglio
raccontarvi la nostra esperienza di questa gran tour che abbiamo fatto:
Portogallo ed Andalusia in 10 giorni.
Premetto di aver
prenotato tutti gli alberghi tramite il sito della TUI e di non aver avuto
alcun problema con le prenotazioni se non in un caso di cui parlerò più avanti.
Le auto sono state invece prenotate tramite il sito della auto-europe di cui
posso solo dire, a questo punto, un gran bene.
Il giro
prevedeva: Porto, Braga, Tomar, Fatima, Lisbona, Sintra, Cabo de Roca, Faro, Siviglia,
Cordoba, Granada e Marbella (solo per prendere l’aereo di ritorno).
Premesso anche
che noi eravamo in 6 (sino a Lisbona e dopo in 4) e che non siamo persone di
grandi pretese. Infatti gli alberghi e gli hostal erano tutti caratteristici ed
a buon prezzo.
Ma veniamo al
dunque e partiamo per festeggiare il nostro venticinquesimo anniversario di
matrimonio. Partenza da Milano Malpensa venerdì 28 maggio alle ore 14,15 con un
volo di linea della TAP (volo prenotato con Edreams e pagato circa 80 € a
testa). Per chi effettua il primo viaggio, ad esempio i miei cognati, l’impatto
è stato traumatico. Infatti l’aereo era un Embraer 145 con 60 posti e quindi, a
prima vista, ti viene da chiedere come farà a stare in cielo. Vi assicuro
invece che il volo è stato di una tranquillità assoluta con il personale di
bordo assolutamente cortese e carino e che ci ha offerto un panino, torta e
caffè. Bene l’inizio è stupendo e lascia ben presagire. L’arrivo è stato a
Porto (o Oporto) dopo circa 2,30 di viaggio. Atterriamo e già siamo
elettrizzati…..28°. Si sta benissimo. Dopo aver ritirato i nostri bagagli (non
più di 10 minuti dall’atterraggio) cerchiamo nell’aeroporto l’ufficio
dell’autonoleggio Guerin. Auto-Europe infatti non ha un proprio parco auto e si
avvale di altri operatori. Proprio per questo riesce ad applicare delle tariffe
concorrenziali. Veniamo prelevati da un pulmino che in 5 minuti ci accompagna
al centro operativo. Ci consegnano quanto avevamo richiesto un pulmino 9 posti
Ford Transit diesel con aria condizionata. Un consiglio se siete in 5/6 persone
non prendete un 7 posti tipo Seat Alhambra perché vi costerebbe di più e
viaggerete più scomodi, mentre con il nostro pulmino 9 posti abbiamo viaggiato
comodissimi pur avendo 6 valigie e 6 zaini. Sono circa le 17 e sebbene Porto
sia una cittadina di circa 1 mln di abitanti c’è un bel caos. Per attraversare
il fiume Douro ed andare al nostro Residence ci abbiamo impiegato oltre un’ora
ma un po’ è stata colpa nostra. Come base abbiamo scelto il Residence Davillina www.residencialdavilina.com
Voto complessivo per prezzo/qualità 7) che dista 50 metri dalla fermata del
metro (che poi è un tram veloce) Joao de Deus e veniamo subito accolti da
personale molto gentile. Dopo i soliti convenevoli ci danno le nostre camere.
Le camere sono discretamente grandi con tv e balcone. Il bagno è un po’ piccolo
ma però ha tutto quello che serve. Soprattutto sembra pulita ed è quello che
per noi più conta. Il tempo di darci una rinfrescata e poi via subito fuori a vedere la città. A Porto, ma così come a
Lisbona, per i mezzi pubblici conviene fare l’abbonamento. Per 3 gg. costa 3,70
ed il metro-tram che abbiamo preso noi dall’albergo per andare in centro è
sempre stato pulito e di ultima generazione. Scendiamo dopo 3 fermate a Jardin
do Morro e prendiamo una rampa che si inerpica per 100 metri ma quando
arriviamo sopra, sono quasi le 20, godiamo di un panorama da togliere il fiato.
Sotto di noi il Ponte Luis II con tutta
Porto ed il fiume Douro che l’attraversa. E’ uno spettacolo impagabile.
Restiamo ammaliati da questa aria di mare che si respira. E’ ormai ora di cena
ma bisogna prima scendere a livello del fiume e così comincia la scarpinata. Scarpinare
sarà il nostro verbo in questi giorni che non ci lascerà mai. Le due rive del
fiume sono piene di localini per mangiare, una è la riva vecchia ed una la riva
nuova, e noi ovviamente puntiamo verso la prima. Qui i localini sono tutti
piccoli e disposti su due piani. La signora che ci serve è molto gentile e
paziente nello spiegarci i piatti proposti. Che diamine siamo in Portogallo
cosa volete che mangiamo: BACCALAU. Qui infatti il baccalà è il piatto
nazionale ed è cucinato in 100 maniere diverse. Noi decidiamo così di
assaggiare quello alla griglia. Attenzione perché qui, a differenza di quanto
succede in Italia, il contorno è sempre compreso. Ma prima del baccalau ci
facciamo portare una zuppa di patate che è una meraviglia. Alla fine ovviamente
dolce e caffè. E qui il caffè è molto simile al nostro. Meno male. Usciamo che
siamo sazi e dopo aver speso 15 euro a testa……una sciocchezza. Decidiamo di
tornare in hotel anche perché stanchi ma per tornare bisogna arrampicarci sino
al ponte Luis II per prendere il metrò. La salita si sente ma è solo una scusa
per rivedere Porto di notte.
2° giorno 29
maggio PORTO - BRAGA
La colazione non
è molto abbondante ma quanto basta. Si riprende il metrò ed andiamo a visitare
la Praça de Libertade. E’ la piazza più grande di Porto dominata in fondo dal
palazzo (sembra più una chiesa) del municipio. Proprio dietro di esso c’è la
Igreja dela Trinidade. Dentro, cosa che troveremo in ogni chiesa in Portogallo
e Spagna, restiamo a bocca aperta nel vedere l’altare e l’arredo della stessa.
Una cosa meravigliosa. Ritorniamo verso la praça Libertade ripercorrendola a
ritroso per poi girare a destra in Rua dos Clerigos da dove in fondo vediamo
l’omonima torre nostra prossima meta.. Da non perdere ovviamente la salita; l’ingresso
costa 2 euro (sono solo circa 1000 gradini) ma da lassù si vede tutta Porto.
Foto e filmino di rito e poi scendiamo a vedere la chiesa collegata alla torre.
Bella anche questa non questi altari tutti lavorati. Una volta scesi proseguiamo a piedi per la
Cattedrale che qui viene chiamata Sé. E’ l’altro luogo di Porto che non si può
perdere. Lasciamo la Sé ed andiamo a vedere la Igreja de Santa Clara.
Fatichiamo un pochino a trovarla (è nascosta dentro un cortile) ma quando
entriamo restiamo abbagliati dallo splendore di tutto quanto ci circonda. La
chiesa è piccola ma tutto intorno ci sono monumenti e statue color oro. Nel
pomeriggio riprendiamo il nostro pulmino e puntiamo per il nord; meta Braga che
dista circa 45 km.
Facendo la tangenziale vediamo lo stadio di calcio del Porto; l’Estadio Do
Dragao, imponente e bello per come è fatto. Qui le autostrade sono a pagamento
e sono ben tenute. Le aree di servizio distano circa 40 km l’una dall’altra e sono
perfettamente attrezzate e pulite. Arriviamo a Braga e subito puntiamo verso il
Bom Josè do Monte. E’ uno stupendo santuario posto sulla montagna che sovrasta
Braga e quando arriviamo capiamo subito che la scelta è stata giusta. Nel
santuario è appena terminato un matrimonio e subito un altro è pronto ad
iniziare. Anche qui c’è da fare diverse scale per poter ammirare il santuario
dal basso e poterlo immortalare nel nostro album fotografico. Dopo il nostro
giro torniamo al furgone e facciamo ritorno verso Porto, visto che è ora di
cena, per puntare però questa volta verso la riva nuova. Qui i locali sono
proprio sul costruiti sul fiume e sono di ogni tipo (giapponese, italiano,
pakistano, spagnolo, ecc.). Entriamo in un locale dove fanno la pizza e direi
che tutto sommato non era nemmeno male. Dopo cena un giretto per digerire e poi
ritorno in hotel.
3° giorno 30
maggio TOMAR – BATALHA - FATIMA
Dopo la colazione
lasciamo Porto e puntiamo diritti verso sud direzione Tomar (250km). Il tempo è
stupendo e giungiamo a Tomar verso le 10,30. Il castello dei Templari ci
attende e scopriamo che oggi, domenica, gli stanieri non pagano e così
risparmiamo 8 euro a testa. E’ unico vedere come in questi posti sembra
veramente di far parte di un set cinematografico. Una cosa che iniziamo a
notare, e che abbiamo verificato in tutto il Portogallo, è che i monumenti
(cattedrali, chiese, monumenti, ecc.) sono tenuti in maniera esemplare
all’interno ma gli esterni sono invece tutti sporchi e neri. Anche da queste
cose capiamo che non se la passano molto bene in Portogallo a livello
economico.
Il castello è
stupendo ed ogni stanza riporta la
memoria ai film di Robin Hood o di Tom Hanks (Il
codice da Vinci). Le stanze sono ben tenute e la vista dai vari torrioni è
veramente bella. Ne approfittiamo anche per fare alcuni acquisti allo shop del
castello, tra cui anche una bella bottiglia di vino locale. La stessa ha vita
breve. Infatti poco lontano, nello scendere, troviamo una chiesetta piccolina
(chiusa) con un bel piazzale ed una gran balcone ombreggiato e ne approfittiamo
per fare il nostro pranzo a base di panini e…vino locale. Ci vorremmo fermare
di più visto il fresco e l’aria che si respira ma giusto il tempo di alcune
foto panoramiche della città di Tomar attraversata dal rio Nabao, che subito
proseguiamo per Batalha. La città dista pochi km. E ci arriviamo in meno di
un’ora. Batalha è conosciuta per la grande cattedrale ma quando ci siamo
davanti restiamo a bocca aperta per la sua maestosità. E’ veramente imponente.
Dentro vi sono le tombe di alcuni re e quella del milite ignoto. Assistiamo
così al cambio della guardia (ore 18).
Lasciamo Batalha
e ci dirigiamo verso il nostro hotel a
Fatima, nostra prossima meta che ci accoglie con le foto di Papa
Benedetto XVI ricordandoci che proprio nel mese di maggio il Santo Padre ha
fatto visita al Santuario.
L’Hotel scelto è
l’Hotel Regina www.hotelregina-fatima.com
e quando entriamo nella hall restiamo sorpresi dall’eleganza dello stesso.
Veramente un bel hotel 3 stelle situato proprio di fianco al grande piazzale
del santuario. Il tempo di una rinfrescata e scendiamo a fare una visita al
piazzale. Vogliamo approfittare della luce giusta per fare alcune foto. Quando
entri nel piazzale (come credo anche se uno si reca a Lourdes o a Compostella) tutto
diventa strano. Il silenzio e l’atmosfera che ti coinvolge esula dall’essere o
meno credenti. Ti guardi attorno e capisci che chi viene qui non è solo per
vedere il Santuario ma perché cerca un aiuto in qualcosa di superiore. Facciamo
il giro del santuario ed entriamo a vedere le tombe dei 3 pastorelli a cui è
apparsa la Madonna. Tornando in hotel vediamo che lo stesso ha anche un bel
ristorante e quindi decidiamo di fermarci qui per la cena. Una bella zuppa di
pesce e come secondo bistecche e contorno; dolce e caffè….14 euro ma usciamo
che siamo pieni (hanno chiesto addirittura se ne volevamo ancora!!!).
Un giro per
digerire e capitiamo proprio nel momento in cui c’è la processione a cui
ovviamente non ci rifiutiamo.
4° giorno 31
maggio FATIMA – LISBONA
Al mattino grande
colazione a buffet e lasciamo l’hotel dando allo stesso un gran bel voto 8,5.
Finiamo la visita
a Fatima visitando la nuova chiesa di fronte al Santuario. E’ moderna ed enorme
e può ospitare 10000 persone comodamente sedute. Proseguiamo per la capitale:
LISBONA dove, dopo 150 km,
arriviamo all’ora di pranzo.
La città è
caotica ma comunque la circolazione è scorrevole. Dalla tangenziale vediamo lo
stadio dello Sporting Lisbona Josè Alvelade completamente al coperto e dipinto
con i colori bianco e verdi societari. Arriviamo all’hostel prenotato e
sinceramente l’impressione è proprio pessima….Accidenti questa volta abbiamo
toppato. Il Residencial Mar Dos Açores è in una zona non proprio bella, anord
della città, che ci lascia subito
perplessi e che ci dice di stare con gli occhi aperti.
La receptionist è molto cortese ma la nostra perplessità aumenta con il fatto
che c’è una sola camera disponibile e che per le altre 2 bisognerà aspettare
nel pomeriggio. Portiamo tutti i bagagli dentro la stanza assegnata ma le
stanze sono piccolissime per non parlare dei bagni. C’è la doccia, il wc ma il
lavandino è grande quanto quello delle bambole. Va beh…accontentiamoci.
Lasciamo i bagagli e portiamo la macchina in un parcheggio custodito (qui la
zona è tutta disco orario) proprio accanto al comando di polizia. Capiamo
subito che per visitare Lisbona ci sarà da scarpinare. La città infatti, oltre
ad essere calda, è costellata di saliscendi continui. Ci avviamo verso la prima
fermata della metrò più vicina e, dopo esser scesi alla stazione di Rossio, ci
avviamo per Praça da Figueira dove prendiamo il bus 37 per il Castelo de Sao
George. Il pulmino è piccolino e durante il tragitto capiamo il perché. Questo
guidatori sono fenomenali per come riescono a guidare per queste vie
strettissime e con pendenze allucinanti. Complimenti. Giunti a destinazione
decidiamo di mangiare qualcosa e, visto il caldo, decidiamo per gelato e
frutta. Dopo i biglietti di rito (8 euro) entriamo nel castello e subito
godiamo del panorama di Lisbona con il ponte 25 de April e la statua do Cristo
Rei sulla sfondo. Sembra di essere al mare tanto è ampio il fiume Tago.
Doveroso ovviamente foto e filmino ad immortalare il momento. Dai vari angoli
del castello ammiriamo praticamente Lisbona in tutti i suoi angoli. Di per sé
il Castello de Sao George non ha nient’altro in quanto all’interno non c’è
altro da visitare e così usciamo ed a piedi andiamo verso a Largos das Portas
do Sol per riammirare ancora Lisbona dall’alto. Da questo punto, in lontananza
a est, si vede anche il Ponte Vasco de Gama. E’ il ponte più lungo d’Europa con
i suoi 17,2 km
di lunghezza e decidiamo che sarà quella la nostra metà quando lasceremo
Lisbona per puntare a sud. Per il momento ci accontentiamo di guardarlo da
lontano. Da qui decidiamo di andare a vedere la Sé, la cattedrale di Lisbona.
Sono ormai quasi le 17,00 e quindi abbiamo poco tempo per visitarla ma una
volta dentro capiamo anche che il tempo è più che sufficiente. Infatti la Sé è
una vera delusione. Dentro è molto povera e buia e quindi ci lascia con l’amaro
in bocca. Usciamo ed aspettiamo ovviamente che arrivi il famoso tram 28 per
fare le ormai famosissime foto del tram con la Sé sullo sfondo. Una volta fatte
le foto di rito prendiamo il tram che ci riaccompagna in Praça da Figueira e da
qui percorriamo a piedi la Rua Augusta
nota via pedonale piena di negozi di marca per sbucare nella immensa Praça do
Comercio. La Piazza è veramente grande e da direttamente sul fiume Tago e da
qui partono numerosi traghetti turistici per visitare la baia. E’ ormai ora di
cena e decidiamo di cenare in uno dei tanti localiall’aperto che ci sono in Rua
Augusta. Decidiamo per una bella orata alla griglia e la scelta risulta
azzeccata. Dobbiamo dire che il pesce lo sanno veramente cucinare bene.
Dopo cena
torniamo verso Praça do Comercio per vedere la piazza ed i monumenti (Castello
e Sé) illuminati….la delusione è cocente. La piazza è completamente al buio ed
i monumenti sono scarsamente illuminati. Va beh..decidiamo così di tornare
verso l’hotel; prendiamo il metrò e scendiamo alla fermata più vicina ad esso
che è Anjos e qui abbiamo la prima sorpresa. Alcuni bus e tram finiscono le
loro corse alle 22,30, quindi …gambe in spalla e percorriamo il circa 1km in
salita per arrivare all’hotel.
5° giorno 1
giugno SINTRA – CABO DE ROCAS – CASCAIS
Dopo la delusione
delle camere ci aspettiamo anche la delusione della colazione ed invece veniamo
smentiti perchè la colazione è un buffet buono ed abbondante....meglio così. Finiamo
e subito andiamo a prendere il nostro pulmino al parcheggio e ci dirigiamo
verso Sintra. Sono circa 30 km
che noi percorriamo in senso inverso rispetto al traffico di Lisbona che,
notiamo, è veramente intenso a quest’ora della mattina. Arrivati a Sintra c’è
da visitare il Palazzo della Pena ed il Castello dos Mouros. Lasciamo la
macchina nel primo parcheggio, molti proseguono più avanti, e dopo aver fatto i
biglietti (euro 10 ma comprende anche la visita al castello) ci incamminiamo
dentro un parco con laghetti e verde. La camminata dura circa mezz’ora ed
all’improvviso ci appare di fronte questa meraviglia. Il Palazzo della Pena fa
pensare a cosa da mille ed una notte. Il palazzo ha colori sgargianti che vanno
dal rosso, al giallo, al granata. Stupendo è la prima parola che ci viene da
dire. All’interno non si possono fare né foto né film ma vediamo di fare
comunque un ricordo da portare in Italia. In ogni stanza o quasi c’è la
sorveglianza che ti controlla. Le stanze sono bene tenute e tutti gli arredi
sono veramente in ottimo stato di conservazione. In questo caso i soldi sono
spesi bene e la visita è veramente piacevole. Un consiglio; se potete vedete di
arrivare qui presto (apre alle 10) perché abbiamo visto che è una meta delle
gite scolastiche. Anche qui si gode di un ottimo paesaggio. A ovest si vede
l’oceano Atlantico mentre a nord si vede la Quinta da Regaleira ed il Castello
dos Mouros. Dopo la visita al palazzo ci attende un’altra camminata di mezz’ora
circa per andare al castello. Per fortuna il percorso è in mezzo al verde ed
all’ombra, ci sono 37°.
Il castello non
ha stanze da visitare ma la camminata sui torrioni ci fa vedere tutta la
bellezza del Palazzo de la Pena e comunque merita tutto il panorama. Dopo il
castello la nostra prossima tappa è la Quinta da Regaleira ma il nostro
navigatore satellitare non vuole saperne ci indicarci la strada. Chiediamo ad
una pattuglia della polizia ferma al bordo della strada e, per tutta risposta,
anziché spiegarci la strada, ci invitano a seguirli. Ragazzi ci hanno portato
direttamente all’entrata con una cortesia impressionante. Non possiamo
ovviamente che ringraziarli e la domanda sorge spontanea: anche i nostri vigili
a Milano avrebbero fatto così? Dubitiamo.
La Quinta da
Regaleira è una grossa e maestosa villa che merita senz’altro la visita. Dentro
al palazzo ci sono i disegni (sembra sia opera di un italiano) originali con
cui è stata costruita. I giardini sono belli e sotto di essi si intrecciano dei
passaggi sotterranei che portano ai principali luoghi della villa. Da ammirare
la scala a chiocciola che scende di ben 25 metri sotto la terra e
che sembra la torre di Babele. Sotto si accede ai sotterranei che sono
completamente bui ma con una piccola torcia si può addentrarsi nell’avventura.
Sono ormai
passate le 14 e dopo aver lasciato la Quinta da Regaleira ci fermiamo a
mangiare una bella insalatina fresca in un bar. Non ho mai mangiato una cosa
del genere. Un’insalata con dentro ananas, albicocche,mais, tonno ed una
salsina di gamberetti che era la fine del mondo. Stupenda e con questo caldo ci
voleva. Riprendiamo il nostro pulmino e ci dirigiamo verso Ovest meta proprio
la punta più estrema dell’Europa ad ovest: Cabo De Roca (circa 20 km).
Arriviamo e
l’oceano Atlantico ci accoglie con tutto il suo splendore. L’acqua è di un
colore verde-blu stupendo e tira un vento molto forte. D’altronde in questo posto
giungono da tutto il mondo i surfisti per le loro evoluzioni. A Cabo de Roca
una targa ci ricorda che qui :”…dove la terra finisce ed inizia il mare”. Alla
vista del mare le nostre donne cominciano a perdere la pazienza e praticamente
veniamo obbligati a modificare il nostro itinerario (rientro a Lisbona per
cenare) per scendere nella spiaggia sotto e mettere i piedi in acqua. Le
accontentiamo volentieri forse perché anche noi è quello che vogliamo. Facciamo
ridere perché noi indossiamo il k-way ed in spiaggia invece c’è gente che fa
surf ed il bagno. Mettiamo i piedi sulla sabbia e la cosa ci fa enormemente
piacere. Facciamo una passeggiata sul lungomare e decidiamo poi di percorrere
la litoranea per tornare a Lisbona e vedere di trovare un posto per mangiare. Arriviamo
così a Cascais. La cittadina, definita la Rimini portoghese, è molto graziosa.
Le strade sono pulite e tutto è molto curato. Possiamo immaginare come ad
agosto qui ci sia veramente un afflusso di gente impressionante. Ci sono una
marea di locali aperti e tutti trasmettono la partita pre mondiale del
Portogallo . Accidenti vero che tra una settimana iniziano i mondiali in
Sudafrica ma me ne ero completamente dimenticato (e non è da me). Scegliamo uno
dei tanti locali e mentre alcuni di noi prendono il pollo arrosto, io e Gaetano
optiamo per le sarde alla griglia. Quando ci portano il piatto la sorpresa è
grande. Ci aspettavamo delle sarde di 10/15 cm al massimo invece queste sono
dei branzini. L’aspetto è ottimo; il sapore ancora di più. Caffè e dolce…..13
euro. Anche qui due passi per digerire ed ammirare la cittadina che,
contrariamente a Lisbona, è illuminata. Lasciamo Cascais e la costa occidentale
europea per far ritorno a Lisbona con rammarico concordando sul fatto che
questa è stata senza dubbio la giornata più bella tra quelle passate sino ad
ora.
6° giorno 2
giugno LISBONA
Dopo la colazione
la nostra meta prevede stamattina la visita del quartiere di Belem. Prendiamo il
bus 28 direttamente subito fuori dal capolinea del metro di Cais Sadré. Il bus
percorre tutto il lungo Tago e noi decidiamo di scendere subito dopo il ponte 25
Abril. Il Tago è costeggiato da una bella ed ampia passeggiata che diventa
subito il nostro percorso. Ammiriamo il ponte e la struttura e facciamo le foto
di rito. A piedi proseguiamo per la camminata ed andiamo a vedere il monumento
Padrao Dos Descobrimentos. Il monumento è stato fatto costruire nel 1960 per
celebrare i 500 anni della morte di Enrico il conquistatore ed è un monumento
alla memoria ed in onore di tutti i navigatori ed i marinai portoghesi. Di
fronte all’entrata del monumento, disegnata per terra, c’è la rosa dei venti (50 metri di diametro) che
riporta all’interno tutte le rotte scoperte dai navigatori portoghesi ed è
stata donata nel 1960 dal Sudafrica vecchia colonia portoghese. Questo disegno
è ben visibile dall’alto del monumento da dove si sale con un ascensore (euro
3) e si può godere di un bel paesaggio ammirando il ponte 25 abril ad est; il
monastero de los Jeronimos a nord e la torre Belem ad ovest. Proprio il
Monastero de Los Jeronimos è la nostra prossima meta. E non solo la nostra
visto che pare che tutti i bus di turisti si siano dati appuntamento qui.
Entriamo nel Monastero che scopriamo in tutta la sua bellezza architettonica ma
decidiamo di non visitare il sopra per via del poco tempo rimasto. Fuori dal
monastero la prossima meta è la Torre di Belem; simbolo di Lisbona. E’ una
torre roccaforte situata praticamente all’entrata ovest della città ed era
adibita a sorvegliare appunto gli invasori che potevano entrare dal Tago.
Entriamo nella
torre (4 euro) e saliamo poi sopra. All’interno non c’è niente e forse il
prezzo non vale quanto visto. Ma tant’è ….
E ormai giunta
l’ora di pranzo e questa volta decidiamo di accomodarci su una panchina e mangiare
i nostri panini. Ci ricordiamo che dobbiamo ancora festeggiare l’anniversario
di matrimonio di Tony e Renata e quale miglior occasione se non questa per
assaggiare le famosissime paste di Belem.? La pasticceria nata nel 1837 è
rinomata in tutto il mondo e lo si capisce dalla fila che c’è fuori a cui ci
accodiamo anche noi. La cosa che sorprende è che la gente entra ma nessuno
esce….eppure dentro sembra un buco. Ragazzi all’interno ci sono una miriade di
stanze costellate di azulejos. Prendiamo le nostre paste (costano 90 centesimi
cadauna) e le assaggiamo…..Mamma mia, io non sono un gran goloso di roba dolce
ma queste paste meritano un premio particolare tanto sono buone. Ora capisco il
perché questa pasticceria è così rinomata ed è tutto meritato.
Abbiamo ancora un
paio d’ore prima di accompagnare Gaetano e Luisa all’aeroporto per il loro
ritorno a Milano e le donne decidono di dedicarle allo shopping….ma perché le
donne non pensano ad altro? Dopo lo shopping torniamo a prendere il pulmino e
portiamo i nostri amici all’aeroporto…. Lasciati i nostri amici e riportato il
pulmino al parcheggio decidiamo di andare sull’Elevador de SantaJusta che
collega praticamente la zona pedonale al Convento do Carmo che però non
riusciamo a visitare in quanto è già chiuso. Per la cena decidiamo di spostarci
verso la Plaza de Toros. Proprio sotto l’arena c’è un centro commerciale e
decidiamo di mangiare proprio qui dove ci sono dei ristorantini etnici. Alla
nostra uscita, sono circa le 22,00 ed essendo sabato, è prevista una
manifestazione di corrida e ci sono così degli animalisti che manifestano in
maniera pacifica. Dopo cena l’idea è quella di andare in zona Alfama per vedere
i monumenti di sera ma dobbiamo scontrarci con il fatto che tutti i mezzi (bus
e tram) che portano in cima terminano il servizio alle ore 22.30 e potremmo
incorrere nel rischio di farcela a piedi. Meglio lasciar stare ed avviarci
invece verso l’Hotel.
7° giorno 3
giugno LISBONA – FARO – SIVIGLIA
Lasciamo il
nostro hotel (voto complessivo prezzo/qualità 5,5) e puntiamo dritti verso Faro
in Algarve a sud del Portogallo. Sono 280 km e sono anche abbastanza noiosi.
L’autostrada è ampia ma non c’è nessuno. Peccato che la stessa non sia vicina
alla costa, si sarebbe potuto vedere un bel panorama. Giungiamo a Faro alle 11
circa e dopo aver lasciato Tony e le due nostre mogli con i bagagli al porto mi
reco all’aeroporto per riconsegnare il pulmino. L’ufficio della Guerin e
proprio attaccato allo stesso e l’addetto, dopo un veloce controllo, mi chiede
com’è andata e molto gentilmente mi congeda. Voto alla Guerin 8. Per tornare al
porto di Faro prendo un taxi ed il conducente è in vena di parlare e scambiare
due parole. Scopro così che oggi in Portogallo è festa nazionale (ecco perché
non abbiamo pagato il parcheggio a Lisbona!!!) e che Faro è una cittadina dove
bisogna prestare attenzione. Ora si capisce perché al porto vediamo
costantemente le polizia (in bermuda e moto quad) che percorrono il lungo porto
(esageriamo….300 metri). Dobbiamo attendere sino alle 15,30 il nostro pulman
che ci porterà a Siviglia e così ne approfittiamo a turno per andare a fare un
giro e le immancabili 2 foto. Alle 15 ci avviamo verso il terminal dei bus che
è proprio accanto al porto. Il bus arriva alle 15,25 ed è un bel bus gran
turismo che per 16 euro ci accompagnerà a Siviglia. Il consiglio è quello di
acquistare i biglietti dal sito perché, contrariamente a quanto si possa
pensare, il bus era pieno. I biglietti sono possono acquistare a partire da 15
giorni prima sul sito www.eva-bus.com
e costano 16 euro. E’ l’unico mezzo per andare dal Portogallo all’Andalusia
(oltre all’auto ovviamente)…strano che non abbiano ancora pensato a collegare
via ferrovia Faro e Huelva. Va beh, mettiamoci comodi e riposiamoci. Arrivo
previsto ore 20.30 che purtroppo diventano le 21,15 perché a 10 km da Siviglia troviamo
dei lavori in corso.
Come scendiamo
dal bus ci assale la calura (33° alle 21,15) e percorriamo la strada che ci
divide dal nostro hostal che si trova in pieno centro in zona pedonale.
L’Hostal Monnet (www.hostalmonet.com) ci fa subito sorridere perché la receptionist è una cortese ragazza
abruzzese. Ci fornisce subito le nostre camere e saliamo per rinfrescarci. Le
camere sono veramente carine con un ampio bagno; l’unica nota dolente è che non
è prevista la colazione (manca proprio il locale). Usciamo per cenare e notiamo
subito che Siviglia è una bella città viva con una zona pedonale molto carina.
Ceniamo in un bar proprio di fronte alla cattedrale. Niente di che ma visto
l’orario non avevamo voglia di cercare oltre.
8° giorno 4
giugno SIVIGLIA
Non essendoci la
possibilità di fare colazione in hotel è scontato che la prima tappa di questo
giorno è ovviamente quella di un bar per il nostro capuccino con brioches.
Siviglia è una
città che si sveglia tardi e questo lo abbiamo potuto vedere proprio in questa
mattinata. Alle 9 praticamente non c’è ancora in giro nessuno. Ne approfittiamo
così per entrare nella cattedrale che a quest’ora è deserta. Un consiglio: se
state qualche giorno a Siviglia affittate le biciclette della città e fatevi un
giro. Alle 9,30 apre i Reales Alcares che sono praticamente i giardini reali.
L’entrata costa 7,50 però ne vale la pena per vedere l’influenza degli arabi
che hanno avuto in questa zona iberica. In ogni stanza restiamo colpiti per
come sono ben tenuti tutti gli angoli e per come gli stessi sono lavorati. Dopo
i giardini ci mettiamo pazientemente in coda invece per visitare la cattedrale
e salire sulla torre della Giralda: il simbolo della città (costo 7 euro) che è
aperta ore 11 – 17. All’interno della Cattedrale troviamo la tomba di Marco
Polo oltre ad altre cappelle molto ben tenute e piene di reliquie. Saliamo poi
sulla torre da dove godiamo della vista di Siviglia dall’alto. Non c’è molto da
vedere proprio perché è la cattedrale il monumento che sarebbe stato bello
vedere dall’alto. La Cattedrale è in pieno centro in una zona pedonale e dove
passa solo il metrò (o tram veloce) ed è molto piacevole girarla a piedi. E’
ora di pranzo e ovviamente siamo in Spagna e dunque……sangria e paella. Mangiamo
proprio alle spalle della cattedrale dove ci sono un sacco di ristoranti che
offre solo l’imbarazzo della scelta. Mangiamo molto bene con 14 euro ed è
veramente ottimo.
Dopo il pranzo
decidiamo di farci una bella camminata verso Plaza de Espana e purtroppo,
d’altronde non era ancora capitato e prima o poi dove accadere, ci troviamo la
piazza chiusa per restauro. Che peccato. Volevamo per il nostro anniversario
fare un giro con la barca a remi…. Possiamo invece solo visitarla sotto i
portici e salire sui torrioni. Non avevamo ancora trovato un monumento in
restauro…. Peccato..però la plaza merita e quindi chi viene a Siviglia deve per
forza vederla. Da qui proseguiamo poi
tornando sui nostri passi per andare a vedere la Gold Tower (Torre dell’oro);
una torre che si trova sulle rive del Rio Guadalquivir. Niente di eccezionale
ed è anche chiusa. Ma noi più che altro percorriamo il lungo rio per andare a
vedere la Plaza de Toros. Per entrare a vederla costo uno sproposito e quindi
ci rinunciamo e preferiamo vederla solamente da fuori. E’ quasi ora di cena e
decidiamo così di attraversare, a piedi, tutta la città per recarci alla
stazione ferrovia di Santa Justa per ritirare la nostra autovettura. Ci
addentriamo così in vicoli stretti e pittoreschi e dopo un’ora di cammino
riusciamo ad arrivare alla stazione ferroviaria. Decidiamo così di mangiare una
bella insalatina proprio in un bar di fronte alla stazione. Dopo la nostra cena
entriamo nella stazione ed andiamo all’ufficio della Europcar. Qui decidiamo di
sottoscrivere l’assicurazione che cancella la franchigia in caso di danni (a
Porto era già prevista con la Guerin) che sono 17 euro al giorno ma che
assolutamente conviene. La nostra autovettura è una Peugeot 308 SW nera nuova
di pacca (1100 km
fatti) con climatizzatore bizonale e radio con presa usb (così almeno ci ascoltiamo
un po’ di musica italiana). Comunque una vera chicca ed anche il servizio Europcar
è stato impeccabile. Il problema di Siviglia sono i parcheggi. Non ve ne sono all’aperto
ma tutti al chiuso e costano 17 euro al giorno. Beh, dopo aver girato un po’ decidiamo
di lasciarla vicino alla Plaza de Toros, alla mattina andrò io a prenderla.
9° giorno 5
giugno SIVIGLIA – CORDOBA – GRANADA
Lasciamo cosi il
nostro Hostal Monnet (voto 7 paga il fatto di non avere la colazione). Come ho
premesso prima Siviglia è una città che si sveglia tardi. Alle 8 non c’è
nessuno in giro e me ne rendo conto proprio andando a ritirare l’auto. Carichiamo
i bagagli e ci dirigiamo verso Cordoba. In autostrada ci fermiamo a fare
colazione. Il terreno qui è molto arido e secco ed anche oggi si prospetta una
gran bella giornata calda. Arriviamo a Cordoba (150 km) verso le 10,30 ed
andiamo subito a vedere la famosa Moschea delle 1000 colonne (entrata euro 4). E’
un classico esempio di fusione della cultura arabo-islamica con quella cristiana
e siamo all’incirca alla fine del 700. Dentro la moschea è molto ben tenuta con
una miriade di cappelle ai quattro lati. All’uscita ne approfittiamo per girare
un po’ tra i vicoletti ed i negozietti presenti. Un raccomandazione: attenzione
a borse e portafogli perché qui, ma come anche a Siviglia e Granada è pieno di
zingari.
Attraversiamo poi
il vecchio ponte romano sul Rio Guadalquivir ed andiamo alla Torre della
Calahorra che però risulta chiusa. Fa un caldo infernale e così ci ricordiamo
che all’uscita dell’autostrada c’è un centro commerciale e decidiamo così di
andare a mangiare e approfittare così per rinfrescarci. Proseguiamo così per la
nostra ultima meta: Granada dove sopraggiungiamo alle 17,00 circa dopo 210 km. accolti da 37° gradi
di calura. E pensare che proprio alle spalle si vede la Sierra Nevada con la
neve. In albergo il primo ed unico intoppo sugli hotel. Risulta prenotata una
sola camera ma nel mio vouchers ce ne sono scritte 2 per 4 adulti. La receptionist
allora cerca di farfugliare qualcosa e riesce a trovare una nuova stanza e ci
informa che proprio oggi all’ultimo piano dell’hotel viene inaugurato un bar
con vista. Dimenticavo il nome dell’hotel è Los Jeronimos proprio di fronte all’omonimo
monastero (www.hotelosjeronimos.com)
L’hotel ha una
parte nuova ed una parte vecchia che deve ancora essere ristrutturata. Le
camere sono molto ampie ed anche i bagni sono molto grandi per cui di nostra
piena soddisfazione. Il tempo di lasciare i bagagli che siamo di nuovo in
strada. Tutti i negozi sono chiusi e non c’è in giro nessuno….accidenti è festa
ma appena arriviamo in zona centrale invece la città ci si presenta piena di
turisti e caotica. Giungiamo nei pressi della cattedrale e ci accorgiamo che
essendo il giorno dopo festa la stessa non sarà aperta al mattino. Cambio di
programma quindi e decidiamo di visitarla subito (euro 3,5). Entriamo così
nella cattedrale che è veramente molto grande e fatta di marmo bianco che
addirittura da fastidio agli occhi. E’ molto bella così come l’altare centrale
e gli affreschi presenti. All’uscita il caldo è ancora afoso. Decidiamo così di
ritornare verso l’albergo per rinfrescarci e prepararci per la sera. Nel
percorrere la strada si capisce che l’influenza araba qui è molto presente. Infatti
innumerevoli sono i negozi di kebab che troviamo sul tragitto come anche l’inconfondibile
musica araba che esce dalle case. Dopo la doccia decidiamo di salire a vedere
il nuovo bar aperto all’ultimo piano dell’hotel. La vista che si ha è veramente
stupenda. Sembra quasi di essere a Roma per l’aspetto dei tetti. Stasera l’happy
hour qui costa solo 1 euro. E’
meraviglioso. Godiamo del tepore del tramonto guardando il monastero los
Jeronimos, l’Alhambra e la Sierra Nevada innevata. Dopo l’aperitivo scendiamo
ed andiamo al ristorante dell’hotel per finire con una bella insalata.
Obbligatorio poi
tornare in zona pedonale. La città infatti è vestita a festa con addobbi e
luci. Se non fosse per il caldo direi che è Natale. Dopo un bel giro ce ne
torniamo in hotel.
10° giorno 6
giugno GRANADA
La colazione è la
vera pecca dell’hotel. Infatti non è a buffet ed anche la scelta non lascia
scampo. Solo cappuccino perché brioches non ce ne sono ma per fortuna abbiamo
qualcosa di riserva noi e ne approfittiamo. Visto che ieri pomeriggio abbiamo
visitato la Cattedrale la mattinata di oggi è praticamente libera da impegni
programmati. Infatti anche la visita alla Capela Real non riscontra il nostro
interesse (forse siamo stanchi) e decidiamo così di non visitarla. Preferiamo
camminare a zonzo e così decidiamo di andare a vedere Plaza de Toros e poi per
tornare in centro prendere un bus. Giriamo così un po’ a zonzo visto che alle
13 dobbiamo essere all’entrata dell’Alhambra. A proposito. Ricordatevi di
acquistare i biglietti direttamente dall’Italia perché qui sarà impossibile. I
biglietti (www.alhambra.org) hanno
costi diversi perché diversi sono anche i percorsi che si possono effettuare. Preventivate
il fatto però che vi andrà via mezza giornata. Noi li abbiamo acquistati dall’Italia
ed una volta a Granada siamo entrati in un’agenzia addetta della Service Caixa
dove hanno volturato i nostri vouchers in biglietti veri e propri. Abbiamo così
deciso di salire all’Alhambra a piedi. Sono in tutto circa mezz’ora ma all’ombra
e quindi si possono fare tranquillamente. Non c’è verso comunque di entrare
prima a vedere qualcosa. La nostra entrata è fissata per le 14 ed quell’ora ci
faranno entrare. Va beh…compriamo un panino, pranziamo ed attendiamo pazientemente
la nostra ora. L’unica cosa che mi lascia perplesso è che, visto il grande
afflusso di turisti, non ci sia un bar grande ma solo un baracchino. Alle 14
finalmente entriamo e scopriamo che tutto quello che avevamo letto sui libri
corrispondeva alla realtà. L’arte araba-islamica si fonde con quella europea in
uno scambio continuo di sculture artistiche. Il tutto è conservato bene e
merita il prezzo. Si comincia, obbligatoriamente, dal Palacios Nazaríes, per
poi proseguire con i giardini del Generalife ed infine con l’Alcazaba dalla
quale si ha una veduta dall’alto di Granada, della Cattedrale e della Sierra
Nevada. Alla fine, sono quasi le 18, siamo veramente stanchi anche perché il
camminare è stato tanto.
Le donne decidono
così che si deve scendere a piedi…il motivo? Mancano ancora da acquistare
alcuni regalini…. Una volta scesi prendiamo il bus 32 che ci porta all’Albaicin.
Albaicin è un quartiere posto in sommità di una collina proprio di fronte all’Alhambra.
Ve lo consiglio. In Plaza San Nicolas c’è un terrazzo da dove si vede nella sua
interezza tutta l’Alhambra con alle spalle la Sierra Nevada…praticamente una
cartolina che non può mancare alla vostra collezione. Riprendiamo il bus 32 che
ci riporta in centro e da qui poi torniamo in hotel. Usciamo dopo una bella
doccia rigeneratrice e torniamo in centro. C’è la processione del Corpus Domini
e la statua della Madonna viene portata a spalla con l’altare da un gruppo
molto nutrito di donne. La cattedrale è illuminata a giorno all’interno. Per la
nostra ultima cena decidiamo ovviamente che non può essere che sangria e paella
e così sarà. Dopo, per digerire, la solita camminata ci catapulta in piazza
dove ci sono diverse scuole di flamenco che si esibiscono. Termina così la
nostra serata e torniamo in hotel anche perché dobbiamo prendere l’auto dal
garage visto che alla mattina dopo partiremo presto.
11° giorno 7
giugno GRANADA – MALAGA
La sveglia oggi suona
alle 5,00 e dopo aver saldato il conto (voto hotel 7 per via della pessima
colazione) percorriamo l’autostrada che separa Granada da Malaga (150 km) e dove giungiamo
alle 7,00 circa. Lasciamo l’auto alla Europcar (voto 9) e ci imbarchiamo alle
ore 10,30 con destinazione Milano Malpensa...salutando così il Portogallo e la
Spagna….Saudaçoes e Saludos….
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Tour dell'Andalusia da Siviglia passando per Ronda, Granada e Cordoba. Luoghi meravigliosi, palazzi moreschi, antiche moschee, i villaggi bianchi...
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Voto complessivo:














