Cultura
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La popolazione dominante prima dell’arrivo degli spagnoli era costituita dai Tainos, indiani arawak. E’nel novembre 1493, durante il suo secondo viaggio, Cristoforo Colombo scoprì l’isola che presto divenne uno punto strategico sulle rotte del grande commercio. In questa epoca, furono costruiti lungo la costa settentrionale i numerosi fortini come quello di San Cristobál che sorgono qua e là in diverse parti del litorale. Mentre i secoli XVI e XVII costituirono un periodo segnato da un forte declino economico dovuto alle incursioni di pirati, come il famosissimo Sir Francis Drake e alle violenti invasioni europee, il XIX secolo vide un miglioramento sul piano economico emanante dallo sviluppo di relazioni commerciali con gli Stati Uniti. Al miglioramento economico si sommò l’autonomia politica: nel 1897, Porto Rico si liberò del dominio della Spagna. Questo periodo non durò molto. In effetti un anno dopo, al termine di un conflitto che opponeva la corona spagnola agli USA, venne concessa proprio l’isola di Porto Rico a questi ultimi, che vi si insediarono in modo brutale. Durante la seconda guerra mondiale, l’isola rivestì un’importanza strategica diventando una grossa base militare americana. Il 25 luglio 1952, fu dichiarata “stato socio degli USA” e commonwealth americano e guadagnò una certa autonomia politica e culturale, anche se ancora oggi la delicata questione della scelta della lingua ufficiale, tra lo spagnolo e l’inglese, rispecchia le grandi difficoltà a fare convivere queste due diverse culture su un territorio così piccolo.








