15/05/2012
Giudizio generale: 9
VILLA D’AYALA a Valva (Sa). Lungo gli itinerari dei fiumi Sele -Tanagro, a pochi chilometri dalla località termale di Contursi, s’incontra il paese di Valva, alle pendici del monte Eremita che lo protegge e sovrasta e che è meta di pellegrinaggi alla grotta di san Michele, soprattutto l’8 maggio, in cui si ricorda l’apparizione dell’Arcangelo.
Il paese, che sorge sul sito di un’antica città romana, piccolo, dalle anguste stradine che si dipanano a destra e a manca, tra salite e discese fino ad arrivare al Calvario, dove si svolge il mercato settimanale, presenta le bellezze naturali dei monti e della vallata sottostante e una meraviglia forse non sufficientemente conosciuta da tanti e poco considerata dalla popolazione locale: VILLA D’AYALA. L’ingresso, costituito da un ampio cancello che si appoggia ad una torre normanna, si affaccia sulla piazza del Calvario e nasconde la vastità e lo spettacolo che si aprono al visitatore appena il custode introduce lungo il percorso principale, ombreggiato da alberi secolari che formano una fitta galleria toccandosi e intrecciandosi alla sommità. Ai lati si sviluppa il parco di 17 ettari, perdendosi a vista d’occhio sia in alto a sinistra che in basso a destra. Alberi di platani, aceri, laurocerasi, cedri, magnolie; due giardini mediterranei; un sistema di caverne e canali, forse di epoca romana, per incanalare le acque. Percorsi secondari lo attraversano e terminano con sedute in pietra abbrunita dal tempo. Statue abbelliscono gli ambienti naturali sia all’ingresso sia in altri angoli dove spazi di sosta offrono riposo alle membra ma non allo sguardo: le quattro stagioni, le arti, le figure mitologiche. L’anfiteatro con spettatori marmorei e siepi lascia al pubblico vero gli spazi laterali. E poi le grotte come quella dei “ mostri”, con statue dall’orribile aspetto, in cui il marchese portava le sue amanti perché, dopo il terrore del luogo, sentissero, ancor più, il bisogno della sua protezione.
All’interno del parco la Villa dei Marchesi D’Ayala di Valva, all’origine, XI sec., fortezza normanna, testimoniata dalla torre all’ingresso, poi ,XVIII sec., villa gentilizia per la villeggiatura estiva della famiglia che, anacronisticamente, volle recuperare forme della tradizione manierista e barocca italiana piuttosto che adeguarsi alla moda francese o inglese dell’epoca. Nel 1959 l’ultimo della famiglia D’Ayala ha donato la villa e tutta la proprietà al Sovrano Ordine di Malta, a cui apparteneva.
La villa D’Ayala a Valva, oggi affidata alle cure attente e premurose del custode che è stata nostra guida, più volontario che dipendente, è una vera meraviglia da scoprire , valorizzare e preservare dall’inevitabile usura del tempo.
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