Storia e Turismo Santa Maria Capua Vetere
Nell’800 a. C. gli Etruschi trasformarono il territorio in un centro commerciale e industriale per ragioni economiche, e per affrontare degli scambi commerciali con i greci situati a Cuma. Luogo strategico per controllare meglio la parte interna della Campania, componevano dei vasi artistici di bronzo, manufatti di ceramica con l’utilizzo di vernice nera e dei tessuti e tappeti che ostacolavano il monopolio del commercio di Alessandria d’Egitto. Con la conquista dei romani, dopo l’invasione degli oschi e dei sanniti, l’antica Capua, divenne il più ricco, fastoso territorio dell’intera Italia; questo, lo dobbiamo agli scritti che ci sono pervenuti del grande Cicerone. Proprio di questo periodo è la specializzazione del commercio in unguenti profumati, ricavati dalle rose coltivati nei numerosi roseti, situati intorno al territorio. Ma alcuni ritrovamenti ci testimoniano l’intolleranza della popolazione a stare sotto il comando di Roma, che sfociò in numerose rivolte, per esempio quella di Spartaco che si mise al comando di un esercito di schiavi. Purtroppo con la fine dell’impero romano, finì anche il periodo di splendore della città, una volta valorizzata per la sua lontananza dai fiumi, quindi per una mancanza di zone paludose, ora si ritrova in una posizione molto scomoda. Ma la decadenza più assoluta venne solo dopo le invasioni dei Vandali e quella dei saraceni nell’841. Durante il periodo di invasioni, la popolazione si rifugiò sui monti Tifatini; grazie a loro, è iniziata la costruzione dell’odierna Capua sui resti delle costruzioni romane. Un casale, che circonda la chiesa di S. Maria Maggiore, viene chiamato Santa Maria Capua Vètere in onore dell’antico, di quel tempo che fu. La città di oggi (m 36, ab. 30658) presenta ancora delle caratteristiche dell’antica Roma, con monumenti del tutto rovinati , si riconosce soprattutto per la continuazione del piano economico già attuato nel periodo romano.
Cap: 81055
Prefisso: 0823
Altezza: 36





