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Strade del Vino
La Campania è tra le regioni italiane una di quelle che può vantare la più antica tradizione vinicola, infatti, sin dai tempi dei romani la regione era conosciuta anche per la produzione di vino: il Falerno, che viene prodotto ancora oggi ai confini del Lazio, il Fiano, che viene allevato ancora oggi nei pressi di Avellino e l’Aglianico che deve il suo nome ai Greci( deriverebbe appunto da Hellenici), che lo impiantarono in Campania attorno al VII° sec. a.C. Città del vino: Altavilla Irpina,Avellino, Lapio, Petruro Irpino, Pratola Serra, Sorbo Serpico, Tufo,Benevento, Campoli del Monte Taburno, Castelvenere, Guardia Sanframondi, Paupisi, Ponte, Solopaca, Torrecuso, Forio, Furore,Ravello, Tramonti, Principali itinerari enologici: DOCG: Taurasi DOC: Aglianico del Taburno, Aversa, Campi Flegrei, Capri, Castel San Lorenzo, Cilento, Costa d’Amalfi, Falerno del Massico, Fiano di Avellino, Galluccio, Greco di Tufo, Guardia Sanframondi o Guardiolo, Ischia, Penisola Sorrentina, Sannio, Sant’Agata de’Goti, Solopaca, Taburno, Vesuvio. IGT: Irpinia (AV), Beneventano, Dugenta (BN), Roccamonfina, Terre del Volturno (CE), Epomeo, Pompeiano (NA), Colli di Salerno, Paestum (SA).
Famoso sin dall’antichità ai Romani, presso i quali godeva di ottima fama, il vino rischiò l’estinzione a causa della fillossera, e riuscì a sopravvivere soltanto in una ristretta fascia di territorio corrispondente all’attuale Sannio, tra le province di Avellino e Benevento, e in una zona nei pressi di Caserta. Qui, grazie al territorio di origine vulcanica, all’ottimale altezza e al clima, l’Aglianico è riuscito nel tempo ad esprimere il meglio di sé, diventando il più importante e diffuso vitigno a bacca rossa della regione, che ci regala grandi vini rossi particolarmente adatti all’invecchiamento.
Usato nel passato come vino da taglio, l’Aglianico viene oggi vinificato in purezza, o quasi, in tutti i più importanti vini della Campania: il Taurasi, il cui nome deriva da quello dell’omonima cittadina presso Avellino, il più celebre e qualitativo dei ”figli” dell’Aglianico, un vino particolarmente adatto a lunghi invecchiamenti, che prima di prendere questa denominazione deve invecchiare almeno tre anni in botte (quattro per la versione Riserva).
Altri vini celebri sono l’Ischia (sia bianco che rosso), prima DOC della regione, il Greco di Tufo, prodotto principalmente dal vitigno omonimo di importazione ellenica, e Fiano d’Avellino, l’antico bianco dell’Irpinia. Le zone a maggiore produzione sono quelle del Vesuvio delle isole di Capri ed Ischia, della penisola Sorrentina, dell’Avellinese e del Beneventano.
A fianco dell’Aglianico trovano spazio il Sangiovese, il Barbera, il Piedirosso (conosciuto in alcuni luoghi come Per’e Palummo), la Guarnaccia, lo Sciascinoso, il Primitivo, il Gragnano (tra quelli a bacca rossa), il Trebbiano Toscano, la Malvasia Bianca, l’Aspirino, il Moscato Bianco, la Forastera, il Biancolella (questi due nell’isola di Ischia), il Greco di Tufo, il Coda di Volpe, la Verdeca, la Falanghina e il Fiano di Avellino (tra quelli a bacca bianca).








